5 cult che DOVETE assolutamente recuperare su Prime Video

Siamo tutti costretti a rimanere a casa causa un virus bastardo, ma se siete qua allora amate il cinema, e se amate al cinema allora vi proponog 5 cult che DOVETE assolutamente recuperare su Prime Video se volete seriamente ritenervi dei veri cinefili. E visto che siamo in questa situazione di fermo direi che è il periodo più giusto per colmare un paio di lacune.

Come mai Amazon Prime Video e non Netflix? Beh, sfogliando un po’ il catalogo della piattaforma streaming Amazon ho notato una presenza decisamente più importante di capolavori o cult movie rispetto a Netflix.

Una vera e propria gioia per cinefili che vogliono esplorare la filmografia dei grandi maestri del cinema come Orson Welles Martin Scorsese, soprattutto se, come il sottoscritto, avete delle lacune di cui vi vergongate tantissimo.

Quest’oggi dal basso della mia ignoranza, ma dall’alto del mio amore verso la settima arte, voglio proporvi 5 cult che trovate su Amazon Prime Video e che dovete assolutamente vedere prima di ora!

Detto ciò non perdiamo altro tempo e partiamo con questa listina di consigli.

Zombi (Dawn of the dead), di George A. Romero (1978)

Se amate il genere horror qualsiasi film abbia scritto “diretto da George Romero” va visto. Questo Dawn of the dead, arrivato da noi come Zombi, è uno dei più grandi film della storia del cinema. Un film che distrugge l’edonismo e il cosumismo capitalista reaganiano degli anni ’80 due anni prima che questi iniziassero effettivamente, e che riesce ancora oggi ad essere specchio della nostra società. Soprattutto in un periodo del genere, dove a causa di un virus le persone escono di fretta e furia per svaliggiare supermercati e negozi. Ma il film assume una duplice importanza se pensiamo che questo periodo colorato e pop fuori, ma pieno di merda dentro, sta tornando di moda grazie a prodotti quali Stranger Things.

Un film che visto oggi fa provare grande pena per il mondo che viviamo, per quello che abbiamo vissuto e per quello che vivremo.

 

Re per una notte (The king of comedy), di Martin Scorsese (1983)

 

Lo hanno detto tutti che Joker attinge a piene mani da film quali Taxi DriverRe per una notte di Martin Scorsese, ma ciò nonostante nessuno sembra aver visto quest’ultimo film del cineasta italo-americano con un Robert De Niro alle prese con una delle sue perfomance più sfaccettate di sempre. Un film che affronta ancora una volta il tema della solitudine, dell’emarginazione sociale ma anche del concetto di fama vissuto dal punto di vista del popolo, rappresentato (e qui ci ricolleghiamo al precedente film di Romero) come dei morti viventi affammati della carne di Jerry Lewis.

Paranoia e ossessione sono le parole chiavi di un film che diverte, imbarazza e angoscia lo spettatore di fronte alla storia di Rupert Pupkin, raccontata da uno Scorsese conscio del fatto che sta raccontando una storia analoga a quella di Taxi Driver, ma come se Travis Bickle invece di esser andato in Vietnam fosse rimasto in America e abbia covato una forta passione per la commedia, di cui vuole essere il re indiscusso.

 

Dal tramonto all’alba (From Dusk till Dawn), di Robert Rodriguez (1996)

Folle, violento, cinefilo, Dal tramonto all’alba è un cult divertentissimo e uno dei migliori esempi di cinema di serie B che esiste. Scritto ed interpretato da quel genio che Quentin Tarantino, all’epoca reduce dal successo mondiale di Pulp Fiction Le Iene, insieme all’amico Robert Rodriguez, il film presenta una storia tipica del cineasta di Knoxville, per poi prendere una piega completamente inaspettata verso la fine. E quando vi dico completamente inaspettata, vi assicuro che mai nella storia del mondo questa parola è stata usata meglio.

Parlare della trama del film è piuttosto difficile senza rivelare il colpo di scena centrale, ma quello che posso dire è che Dal tramonto all’alba dimostra che una storia sulla carta stupida riesce ad essere la base di un film incredibilmente intelligente per regia e messa in scena, con un montaggio meraviglioso e delle citazioni visive che i veri cinefili non si lasceranno di certo sfuggire.

 

Oldboy (올드보이), di Park Chan-Wook (2003)

Dato che Parasite sta facendo scoprire a molti il cinema coreano direi che è il caso di rispolverare quel capolavoro / cult che è Oldboy di Park Chan-Wook. Vincitore del Gran Prix al Festival di Cannes del 2004, e secondo capitolo della trilogia della vendetta del regista coreano (tra l’altro grande amico di Bong Joon-ho), Oldboy è un film che porta lo spettatore a compiere un viaggio all’interno di un modo sadico e violento, dove la follia dell’uomo sembra non avere più freni inibitori. Parliamo di un film che vede al centro una vendetta violenta che arriverà a distruggere i vari personaggi non solo fisicamente, ma anche, anzi, soprattutto psicologicamente, con degli stravolgimenti dei ruoli che lasceranno lo spettatore basito e al tempo stesso disgustato esattamente come i protagonisti del film.

Pellicola tecnicamente intoccabile, con una delle sequenze action più belle della storia del cinema, girata con un unico piano sequenza semplicemente da studiare frame per frame, che veicola tutte le sensazioni che i personaggi vivono attraverso questa vendetta e che lo spettatore deve subire insieme a loro. Alla fine anche noi arriveremo a credere che ridendo non saremo mai soli, ma appena inizieremo a piangere nessuno arriverà in nostro soccorso.

 

Quarto potere (Citizen Kane), di Orson Welles (1941)

Sarò scontato, sarò banale, ma finché al mondo c’è la possibilità che degli amanti del cinema non abbiano visto quest’opera che definire film sarebbe riduttivo allora devo inserire Quarto potere di Orson Welles, visto che è stato aggiunto recentemente sul catalogo di Prime Video.

In realtà, miei cari lettori, non spenderò troppe parole per questo film. Perché personalmente non mi sento ancora in grado di poter fare un’analisi soddisfacente di questo film senza sminuirne il valore e l’essenza. Quello che posso dire è che siamo di fronte ad uno degli esempi di regia più raffinati di tutti i tempi, con un uso della profondità di campo mai visto in nessun altro film, ed una perfomance da parte di Orson Welles che riesce ad esser credibile anche al giorno d’oggi. E ragazzi, parliamo di un film del 1941.

Quindi se non l’avete visto correte immediatamente a vederlo, e se l’avete visto allora direi il caso di dargli un’altra visione perché film come questo li si iniziano veramente ad apprezzare dopo la decima visione.


Detto ciò, vi saluto e noi ci sentiamo alla prossima lista di grandi film da vedere!

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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