5 film che dovrebbero avere una loro “Snyder Cut”

Ci sono voluti tre anni di richieste, proteste pacifiche e rumor per veder arrivare la celebre Snyder Cut di Justice League, che di certo non è stato né il primo né l’ultimo film ad esser stato troncato e drasticamente modificato durante i vari step della produzione cinematografica.

Si pensi ai casi più celebri quali Blade Runner di Ridley Scott (che conta ben sette versioni del montaggio!), C’era una volta in America di Sergio Leone (o quantomeno quel che riguarda la versione che venne pubblicata in America nell’84) o anche Lo Hobbit e la battaglia delle Cinque Armate di Peter Jackson. Tuttavia, questi film appena citati alla fine sono riusciti a vedere la luce esattamente, o quasi, come il regista li aveva inizialmente pensati.

Lo sfortunato unicorno tagliato dal finale di ‘Blade Runner’ nel primo montaggio del 1982

Oggi, però, vogliamo proporvi una lista (non classifica) di quelli che, secondo noi, sono film poco riusciti (in certi casi “poco riusciti” è un eufemismo bello forte) ma resi tali soprattutto a causa di major impiccione e problemi esterni che hanno portato il regista a fare dietro-front e ad abbandonare il progetto. Progetto di cui ancora oggi non si ha una director’s cut, e che i fan farebbero bene a lottare per ottenerla.

Parliamoci chiaro, tutti questi casi sono film che non avranno mai una director’s cut come si deve per questioni produttive fin troppo viscerali, a differenza di Justice League. Quindi prendete questo articolo come un semplice passatempo per poter sognare a occhi aperti e pensare a come sarebbero potuti essere i seguenti film.

Inoltre, non credo che una director’s cut di questi film possa essere migliore della versione arrivata in sala, o nel caso contrario che possa essere comunque un bel film. Ma sicuramente si tratta di versione alternative che risulterebbero stimolanti da vedere ed esplorare.

Detto ciò, iniziamo!

Spider-Man 3 (2007), di Sam Raimi

Inutile negarlo, che lo si ami o meno, la trilogia sull’Uomo Ragno di Sam Raimi è una tappa fondamentale del cinema supereroistico, e dunque del cinema moderno e contemporaneo. Una visione unica circa la figura del supereroe e di Spider-Man portata magnificamente su schermo da un Tobey Maguire perfetto per la parte. Una trilogia, che, purtroppo, crolla rovinosamente con il terzo capitolo.

ATTENZIONE! Per quanto Spider-Man 3 sia un film pieno zeppo di problemi va anche detto che in confronto ai recenti The Amazing Spider-Man di Mark Webb, e all’ancor più recente Spider-Man: Far from home di Jon Watts, il film di Raimi del 2007 è un capolavoro immane. Questo perché come film offre qualcosa, c’è l’intenzione, l’idea, di voler raccontare la fallibilità morale del supereroe e l’umanità insita nei criminali in un percorso di redenzione e perdono che riesce ad arrivare su schermo (chi non ha pianto nella scena finale con l’Uomo Sabbia è, perdonatemi, un pezzo di merda). Tuttavia, il film è lontano (anche se non troppo) dall’essere un buon film, e non per colpa del caro Raimi.

Inizialmente il regista della trilogia de La Casa aveva in mente una sceneggiatura piuttosto diversa; l’Uomo Sabbia sarebbe sempre stato quello che poi abbiamo visto su schermo (non a caso è la cosa migliore di tutto il film), Harry Osborn non avrebbe ereditato la maschera di Green Goblin dal padre rimanendo un personaggio neutro, e al posto di Venom avrebbe dovuto esserci l’Avvoltoio, interpretato da Ben Kingsley.

L’Avvoltoio venne però sostituito da Venom contro il volere di Raimi, ma a favore di quello del produttore Avi Arad, che voleva il personaggio nel film per accontentare i fan del fumetto (e sappiamo molto bene quanto i fan non debbano mai essere presi come punto di riferimento, vero Star Wars IX? Ma procediamo con calma). Per dare il colpo di grazia definitivo al progetto, venne inserito forzatamente il personaggio di Gwen Stacy (interpretata nel film da una tremenda Bryce Dallas Howard) per avere situazioni di rapporti conflittuali tra Mary Jane, Peter Parker e Eddie Brock, portando poi alla nascita dell’infame sequenza del ballo in strada.

Se inizialmente per la sceneggiatura era previsto il coinvolgimento di Raimi, di suo fratello Ivan e Alvin Sargent (già sceneggiatore di Spider-Man2), alla fine, dopo tutti gli stravolgimenti voluti dalla produzione, Sargent abbandonò il progetto a causa della sceneggiatura troppo complessa e macchinosa, e Raimi si ritrovò impotente ma sempre con la volontà di dare il meglio di sé. Infatti, ricordiamo con grandissimo piacere la scena nella chiesa e la forma finale di Venom, che fanno rivivere i mostroni dall’aspetto giocattoloso, ma comunque terrificanti, de La Casa.

Chiedere una Sam Raimi Cut del film è un sogno utopico, in quanto si dovrebbe rifare il film daccapo, ma sicuramente Spider-Man 3 rientra trai film che meriterebbero una director’s cut.

 

Avengers: Age of Ultron (2015), di Joss Whedon

Suona strano, ma prima che diventasse il nemico numero 1 per essersi trovato in mezzo ad un qualcosa difficilissimo da gestire, soprattutto se non è tuo, Joss Whedon era considerato un regista veramente bravo (cosa che effettivamente è) e lo aveva ampiamente dimostrato con il primo The Avengers, meno con il sequel Avengers: Age of Ultron, ma non per colpa sua.

Il creatore di Buffy l’ammazzavampiri aveva in mente un film veramente eccezionale, che non solo era in grado di cedere ai desideri degli studios circa l’introduzione le Gemme dell’Infinito, la minaccia di Thanos e il Ragnarok, ma di farlo in modo approfondito, naturale e al tempo stesso rendere i protagonisti quello che dovrebbero effettivamente essere: personaggi, e non solo delle colorate action figure in live-action.

Ricordiamo la bellissima idea di voler dare spazio al personaggio di Occhio di Falco, di voler mantenere vivo il tormento interiore del personaggio di Bruce Banner instaurando la romance col personaggio della Vedova Nera, oppure pensiamo anche ai bellissimi antagonisti: i gemelli Maximoff e Ultron. I primi due bambini vittime degli orrori della guerra, il secondo un angelo caduto di luciferina memoria reso memorabile soprattutto da un magistrale ed elegante James Spader. Tutte idee che riescono molto bene ad arrivare su grande schermo, ma Whedon non riuscirà comunque a portare a termine la sua visione originale.

L’ho sempre detto e qua l’ho ripeto: Age of Ultron è un bel film. È un film che generalmente funziona, ma che soffre terribilmente dei tagli in questione. Il primo atto della pellicola è tremendamente veloce e sbrigativo, con un ritmo nel montaggio che fa fatica nell’impostare la storia, sia a livello narrativo che a livello di world building, e che continuerà ad arrancare strada facendo non riuscendo a rendere giustizia a tutte le idee che c’erano in sceneggiatura.

Il risultato? Un film che funziona, sicuramente trai migliori del Marvel Cinematic Universe, ma che sarebbe potuto essere qualcosa di ancor più sensazionale. Forse, tra tutti i film che citeremo e analizzeremo oggi, questo è quello che più di tutti potrebbe concretamente avere un’ipotetica Whedon Cut del film.

 

Fantastic 4 (2015), di Josh Trank

È proprio lui. È il fantasma del Natale passato. È Fant4stic di Josh Trank.

Sì, direi che nonostante siano passati più di 5 anni posso riconfermare che è uno dei film peggio fatti sotto qualsiasi punto di vista nella storia del cinema. Uno spreco di energie e risorse che fa rimpiangere Batman e Robin di Joel Schumacher (almeno si ride per secoli alla vista della bat-carta di credito). Ma bisogna anche ricordare che tutta la produzione del film fu un massacro peggio del Vietnam.

Per il periodo di riprese e montaggio, Trank si è fortemente (per usare un eufemismo) scontrato con la Fox, che impose delle riprese aggiuntive e mise pesantemente mano al montaggio. Anzi, sembrerebbe che tutto il montaggio sia stato compiuto dai produttori. Trank, insomma, parrebbe esser stato estromesso dall’intero processo creativo. A detta dei produttori, ciò è avvenuto perché il regista non è stato in grado di girare del materiale utilizzabile, e sembrerebbe anche che Trank non sia proprio una persona facile con cui lavorare, tanto da isolarsi da tutto e da tutti nei momenti più difficili e assumendo atteggiamenti piuttosto violenti.

Insomma, da un inferno del genere non poteva che uscire l’anticristo del cinema, ma quello che mi chiedo è: e se Trank avesse avuto tutti i comfort del mondo? Sarebbe venuto fuori un bel film? Lo dovrei rivedere, ma ammetto di avere un buon ricordo del suo Chronicle, e ciò mi fa pensare che non sia un regista così pessimo. Inoltre, mi intriga molto il suo ultimo Capone (anche se non sta ottenendo un’accoglienza particolarmente luminosa).

Non credo che Trank sarebbe stato in grado di fare un bel film sui Fantastici 4 anche nelle migliori condizioni, tuttavia ammetto che nella mia testa continua a ronzare la domanda ‘E se… ?’.

 

Star Wars IX: L’Ascesa di Skywalker (2019), di J.J. Abrams

 

Questo sì  che è un bel casino di film. Tanto incasinato da far sì che anche uno come me, che apprezza La minaccia fantasma, possa dire che si  tratti del peggior film di tutto il franchise. Perché L’Ascesa di Skywalker è un film codardo, che non riesce e soprattutto non vuole neanche provare a portare un po’ di innovazione all’interno dell’universo narrativo, a differenza del suo predecessore firmato da Rian Johnson. Un film che fa 40 passi indietro quando avrebbe potuto, magari fallendo ugualmente, raccontare qualcosa di nuovo con la prima versione pensata inizialmente dal regista Colin Trevorrow.

Per chi non lo sapesse, prima di J.J. Abrams era stato scelto Trevorrow (già regista del primo Jurassic World e de Il libro di Henry) per dirigere e scrivere il film. Accanto a lui ci sarebbe stato il suo collaboratore Derek Connolly per scrivere la sceneggiatura, ma per tutta la durata della pre-produzione sembra che i due non abbiano mai presentato una sceneggiatura accettabile per i dirigenti della Lucasfilm. Così, Connolly e Trevorrow vennero allontanati e sostituiti con Abrams e Chris Terrio, nonostante alcune delle loro idee siano state mantenute (e così anche i loro nomi nei crediti del film).

Ma non finisce qui. Sembra, infatti, che anche dopo questa sostituzione ci siano stati non pochi problemi in fase di scrittura, con Terrio che ha dichiarato di non aver mai riscritto così tanto per così tante volte una sceneggiatura prima di Episodio IX. E pensare che Terrio ha firmato la sceneggiatura di Justice League! Sembrerebbe anche, stando a qualche informatore chissà quanto affidabile, che lo stesso Abrams si sia scontrato fortemente con i produttori, ma questi pettegolezzi non ci interessano. Quel che ci interessa è che sicuramente il film è stato più e più volte modificato in tutt’e tre le fasi produttive, a causa di una paura da parte della Lucasfilm di ricevere di nuovo la stessa assurda e jihadista accoglienza di Episodio VIII. E dunque eccoci qua, con un fallimento come conclusione di una saga importantissima della storia del cinema.

Quindi qui la domanda: sarebbe interessante vedere un’ipotetica Trevorrow’s cut del film? Assolutamente sì. Nei mesi successivi all’uscita de L’Ascesa di Skywalker sono trapelati online leak del soggetto scritto da Trevorrow e Connolly insieme a dei concept art ufficiali che mostravano come determinate scene sarebbero apparse visivamente. Quello che vediamo è un film radicalmente diverso per storia e tono, con immagini che avrebbero richiamato le ghigliottine della rivoluzione francese e personaggi che per evadere dal disonore della sconfitta compiono il seppuku. Insomma, non sapremo mai se il film di Trevorrow possa essere migliore di quello arrivato in sala, ma di certo sarebbe stato sicuramente più stimolante della fan fiction che ci siamo dovuti sorbire.

Purtroppo non vedremo mai la Trevorrow’s cut del film, visto che ciò comporterebbe rifare il film da zero, ma possiamo sognare ad occhi aperti con i concept prima citati che anche noi abbiamo riportato sul nostro sito tempo addietro.

 

Domino (2019), di Brian de Palma

Domino non è un mio progetto. Non ho scritto la sceneggiatura. Ho avuto un sacco di problemi coi finanziamenti, non ho mai avuto un’esperienza così orribile sul set. Una gran parte del nostro team non è ancora stata pagata dai produttori danesi. Questa è stata la mia prima esperienza in Danimarca, e quasi sicuramente sarà l’ultima.

Gli intoccabili, Mission: Impossible, Scarface, sono tantissimi i grandi cult e capolavori firmati dal maestro Brian de Palma, e in quanto tale il suo ultimo film andava visto assolutamente. Una volta arrivato in sala mi sono trovato di fronte ad un film sicuramente interessante: la regia di ispirazione fortemente hitchcockiana tipica di de Palma c’è, così anche una buonissima fotografia, ma a fine film non ti rimane nient’altro se non una sensazione fortissima di delusione e vuoto, giustificata da quelle parole dichiarate dallo stesso de Palma.

Un film privo di qualsiasi mordente, che sembra vivere senza uno scopo vero e proprio, come uno zombie. Personaggi che non riescono a far presa sullo spettatore all’interno di una narrazione che annaspa nel tentativo di costruire un qualcosa di coerente e coinvolgente, ed è un problema visto che parliamo di un thriller.

Tuttavia, sembra proprio che il tempo di questi registi stia giungendo al termine, esattamente come ci ha raccontato Martin Scorsese con The Irishman. Registi che, però, potrebbero continuare a vivere al massimo della loro potenza ancora oggi se il mondo glielo permettesse. Se noi glielo permettessimo.

Domino è un film di cui potrebbe veramente esistere una director’s cut, visto che tutte le modifiche apportate e denunciate da de Palma sono avvenute in fase di montaggio, e dunque il girato esiste. Ma, purtroppo, so che questa versione non la vedremo mai perché noi non vogliamo vederla.

Chiarisco: io voglio vederla assolutamente, e sicuramente come me tanti altri grandi appassionati di cinema, eppure nessuno si è smosso per fare la stessa cosa che migliaia di persone hanno fatto con un regista come Zack Snyder, e così sempre sarà quando di mezzo non i sarà una spada laser o un tizio col mento a culo in calzamaglia.


Direi che per questo articolo è tutto.

Mi sarebbe piaciuto un sacco parlare di tanti altri film che hanno subito trattamenti simili e non hanno mai avuto modo di avere una propria director’s cut. Ma purtroppo alcuni o non li ho mai visti, o dovrei rivederli, oppure sono film che, secondo il mio parere, non necessitano di una director’s cut.

Detto ciò, ora tocca voi! Ditemi cosa ne pensate circa quanto avete letto e fatemi sapere se siete d’accordo o meno!

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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