Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald = Parliamone

Le acque si sono calmate e io mi sento finalmente libera di esprimere la mia opinione su “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald”. Dato che se ne sono dette tante nell’ultimo mese, questo articolo non intende essere la medesima recensione, ma una conversazione a cuore aperto, da Potterhead a Potterheads, un esperimento di cui tutti voi sarete miei carissimi tester! 

Per quanto mi riguarda ho cercato di trarre il meglio da questa pellicola, cercando in qualche modo di proiettare la mia mente in un flash forward che non sgretolasse in mille pezzi la mia sanità mentale (e non sono ancora sicura di esserci riuscita con successo). 

Quello in cui credo è che ogni decisione sia stata presa con un minimo di criterio da tutti e, in modo particolare, dalla Rowling. Da qui in poi non mi tratterrò con gli spoiler quindi mi raccomando, se non avete ancora visto il film affrettatevi, così ne potremo riparlare insieme.

Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald

Tornano tutti quei personaggi che avevamo apprezzato nel primo film, in primis Newt con le sue magnifiche creature magiche e Jacob con le sue espressioni impagabili (con tanto di risata isterica). Snasetti a parte, ovviamente ritroviamo Tina, per la quale nutro ancora sentimenti contrastanti, e la bella Queenie, la quale mi ha particolarmente stupita in questo “secondo round”, lei e la sua fase di ribellione suprema giustamente motivata. Ma nessuno di loro rappresenta una fazione univoca. 

Siamo infatti passati a una visione a 360° delle problematiche affrontate, cioè si percepisce meglio il punto di vista dei vari personaggi senza che vi sia necessariamente un’etichetta di “buono” o “cattivo”. Siamo dentro la vicenda, siamo combattuti e siamo sicuramente confusi. Ma è proprio questo l’effetto che si vuole ottenere a parer mio. 

Siamo di fronte agli inizi di una guerra dichiarata al mondo No Mag e alla sua incapacità di gestire la pace. Grindelwald profetizza davanti a una vasta assemblea di maghi lo scoppio del secondo conflitto mondiale.
Pare che abbia il potere della Seconda Vista (presente già nel primo film), cosa che lo accomunerebbe alla Professoressa Sibilla Cooman.

Noi in questo caso sappiamo che profetizza il vero, ma questo non significa che sia così ogni volta. E soprattutto… non sempre dice tutta la verità!

grindelwald

Ad ogni modo voglio spendere qualche parola per questo ritrovato carisma di Johnny Depp, che rende questo villain davvero all’altezza del ruolo: IL mago oscuro freddo e spietato che volevamo, non un pazzo sopravvalutato come Voldemort! Grindelwald è un abile manipolatore e le sue parole avevano convinto persino un giovane Albus Silente a votarsi alla sua causa.

Il suo charme e la sua calma sono due armi che si sono dimostrate efficaci soprattutto per far credere a tutti che gli Auror fossero dalla parte del torto marcio, soprattutto nei confronti dei membri della comunità magica. 

“Se non ti nascondi dai No Mag, sarai punito duramente. Ma se sarai dalla mia parte, io combatterò per la nostra causa”: è questa l’idea che Grindelwald inculca nei suoi seguaci e, ovviamente, risulta estremamente efficace, soprattutto nella mente di coloro che vivono questa segretezza come una forma di oppressione per la propria libertà personale (Queenie e l’impossibilità di sposare Jacob per colpa di una legge ingiusta). 

Tramite una sceneggiatura più mirata si è voluto mandare un messaggio allegorico su temi quali la diversità, la rabbia, la paura, tutti sentimenti che possono corrompere anche persone di buon cuore. Il tutto calato in un’epoca di grandi tensioni sociali, giusto per rendere ancora più difficile lo schieramento delle forze.

Albus Silente (Jude Law) in tutto questo si tira nuovamente fuori dai giochi, muovendo le sue “pedine” a debita distanza. Non siamo ancora stati immersi nel suo passato, ma qualcosa inizia a smuoversi e lo scontro sussurrato tra i due tiene alte le aspettative di tutti noi. La malvagità e la grandezza: è la resa dei conti che stiamo aspettando! Vogliamo l’epicità che ci spetta!

Inoltre sono proprio curiosa di scoprire quale escamotage troverà per rompere il patto di sangue che lo lega a Grindelwald! Ci penso già da un po’ ma ci mancano molte variabili per risolvere questo problema.

Ma per tutto il film spalmiamo vari indizi su una vicenda in perfetto stile spy story d’altri tempi, con trascorsi che vengono a galla, come quello di Leta Lestrange e suo fratello Corvus, e identità perdute, come nel caso del povero Credence (Ezra Miller).

A parer mio Corvus e Credence sono due persone diverse e c’è la possibilità che Corvus sia sopravvissuto. Infatti quando Theseus e Leta parlano nel Ministero, prima che l’albero genealogico dei Lestrange venisse trafugato (e probabilmente modificato ad hoc), Theseus riferisce le voci che vedono Credence come il fratello perduto di Leta, la quale ovviamente smentisce tutto, attanagliata dai sensi di colpa.

Ma la replica di Theseus è alquanto curiosa “Gli archivi non mentono”. Questo significa che lui ha avuto modo, in qualità di Auror incaricato del caso, di vedere l’albero genealogico dei Lestrange prima che venisse modificato. Questo ovviamente rientrava nei piani di Grindelwald, il quale sapeva che portando alla disperazione Credence con un’altra falsa pista lo avrebbe costretto a cercare il lui tutte le risposte.

Inoltre, a rigor di logica, se Corvus fosse morto dove sarebbe finita la stirpe dei Lestrange? Essendo l’unico erede maschio e sapendo l’importanza della famiglia Lestrange per il futuro descritto dai libri?

Come se non bastasse, perché il voto infrangibile di Yusuf Kama dovrebbe essere ancora attivo se in realtà non c’è nessun Corvus da uccidere? Quindi la cosa conferma che Corvus è davvero vivo, semplicemente non c’è riscontro con la persona di Credence. 

Sicuramente ho apprezzato poco tutta la faccenda della profezia citata nel film: “A Son Cruelly Banished / Despair of the Daughter / Return, Great Avenger / With Wings from the Water” che oltretutto non è stata resa benissimo nella traduzione italiana. Probabilmente è la parte del film che condanno maggiormente. 

Ad ogni modo, dando per scontato tutta la storia pregressa dei Silente, e alla luce di quanto detto nel finale, appoggio a pieni voti la teoria che vede Credence (Aurelius Silente) come l’Obscurus di Ariana migrato in un altro corpo, cosa che spiegherebbe meglio la questione della Fenice che si palesa solo ai Dumbledore. Tutto questo soprattutto per evitare la marea di incongruenze che salterebbero fuori in caso contrario! Qualora non foste a conoscenza di questa teoria, sarò a vostra disposizione nei commenti.

Tra i momenti che mi hanno lasciata più spiazzata c’è sicuramente quello tanto discusso della Professoressa McGranitt (perché non ci sarebbe dovuta essere stando alle date) e la presenza di Nagini, un futuro Horcrux a piede libero. Cosa c’è dietro? Avete qualche idea? Semplice imprecisione o qualcosa di più?

Ho parlato poco di Newt, ma non l’ho dimenticato, tranquilli! Io amo follemente il suo personaggio e, ancora una volta, sono rimasta incantata dall’interpretazione di Eddie Redmayne, un quasi eroe che sicuramente nasconde ancora molti assi nella manica. Troverà il coraggio di sfoderarli da timido Tassorosso qual è? Io sono convinta di si! Albus Silente affida compiti tanto delicati solo a persone che meritano la sua completa fiducia. Le sue carte migliori sono ancora tutte da scoprire!

Infine, per mettere un punto a questa mia lunga riflessione, credo che bisogna prendere questa pellicola per quella che è, ovvero una pellicola di passaggio: non eccezionale ma che apre sicuramente nuove interessanti strade. Dobbiamo solo aver fiducia in chi si trova dietro le quinte a muovere i fili. Finché non sarà tutto finito, preferisco credere che ci sia un motivo per tutto.

Ma adesso attendo voi nei commenti! Sono proprio curiosa di scoprire il vostro momento preferito. Ma soprattutto… Da che parte state? 

A prestissimo!