Ant-Man: perché nei film non ci sono riferimenti alla violenza domestica?

Anche se da noi Ant-Man and the Wasp deve ancora effettivamente arrivare al cinema, per via del fatto che la distribuzione europea è stata modificata a causa dei Mondiali di Calcio, negli Stati Uniti il film ha ricevuto lodi dalla critica e secondo alcuni potrebbe essere una delle avventure più divertenti e d’intrattenimento.

Ant-Man si assesta ovviamente come uno dei personaggi più divertenti, un po’ per il grande apporto che Paul Rudd ha portato al personaggio, un po’ per via del fatto che il primo è stato costruito con una comicità particolare per venir incontro alle varie prese in giro che negli anni il personaggio ha subito dai non fan dei fumetti.

In realtà però l’eroe non è sempre stato associato a così tanta leggerezza. In effetti, l’interazione originale di Hank Pym, nella sua storia editoriale, presenta un particolare momento piuttosto oscuro, arrivando a toccare argomenti come la violenza domestica. Cominciò nel 1981, dove in una tavola i lettori videro Hank alzare la mano su sua moglie Janet Van Dyne. Questo momento si è solidificato nella mente di molti, che hanno attribuito al dottor Pym un comportamento disturbato e violento verso la consorte. Poteva sembrare un incidente isolato, ma nonostante l’incidente fosse avvenuto durante un esaurimento mentale causato da una fuoriuscita di sostanze chimiche che alterano il cervello, è stato rivisitato altre volte nei fumetti.

In The Ultimates del 2002, una serie dedicata agli Avengers dell’universo alternativo Ultimate, Hank (Giant Man in quel momento) diventa geloso del successo di Janet durante il takedown di Hulk, quindi prima attacca sua moglie e poi tenta di ucciderla con un insetticida. Ed infine, in un fumetto del 2010, Hank apre sei centri per la contro la violenza domestica a nome della sua defunta moglie.

Nei film Marvel questa cosa è stata completamente lasciata stare, così Yahoo Movies UK ha chiesto al cast e al regista dell’ultimo film di Ant-Man il perché della cosa.

“La questione della violenza domestica che esisteva nei fumetti originali era qualcosa di cui si è parlato a lungo prima di iniziare il primo film di Ant-Man”, ha detto Evangeline Lilly. “Hope si è allontanata da suo padre, lo odiava, così io ho pensato: ‘E se l’odio fosse anche dovuto al fatto che magari era ubriaco e violento nei confronti di sua madre?’.”

Nel primo film Hope and Hank hanno una relazione difficile, intensificata nel corso degli anni a causa delle sue bugie sulle circostanze della “morte” di Janet. Sarebbe stato un modo ovvio per fare riferimento agli elementi più oscuri el fumetto, ma avrebbe mostrato anche qualcosa di particolare, sopratutto riguardo all’evoluzione di un personaggio. Le serie Marvel/Netflix, per esempio, hanno toccato spesso argomenti controversi, quindi perchè non portarle anche al cinema? L’ha spiegato Peyton Reed:

“Per quanto ci riguarda non c’è mai stato il bisogno di avere una vera fedeltà a cose specifiche nel canone. Capisco che i fan possano volere certe cose, ma in realtà non c’è mai venuto in mente fin dall’inizio rendergli omaggio, anche nelle versioni originali di Edgar Wright e Joe Cornish per il primo Ant-Man. Non è stato come togliere il mantello a Superman e le persone sono in subbuglio, era quella trama. Penso che sia una particolarità dei fumetti Marvel. Tutti gli artisti e gli scrittori hanno adattato i personaggi in diversi decenni nel modo che ritenevano più giusto, e per noi non era quello che il nostro Hank Pym voleva dire.”

Dopo gli eventi raccontati in Captain America: Civil War, Scott Lang deve affrontare le conseguenze delle proprie scelte sia come supereroe sia come padre. Mentre si sforza di gestire la sua vita familiare e le sue responsabilità come Ant-Man, Scott dovrà affrontare il Quantum Realm per la seconda volta e aiutare Hope/The Wasp a ritrovare sua madre. Insieme dovranno quindi indossare le rispettive tute e dovranno imparare a combattere fianco a fianco per scongiurare altre nuove minacce.

Vi ricordiamo che Ant-man and the Wasp uscirà il 6 luglio 2018 ed il 14 agosto in Italia, con Peyton Reed alla regia su una sceneggiatura di Andrew Barrer e Gabriel Ferrari, su un soggetto di Paul Rudd e Adam McKay.

Nel cast sono confermati solo Paul Rudd (Scott Lang/Ant-man), Michael Douglas (Hank Pym), Evangeline Lilly (Hope Van Dyne/Wasp), Michael Pena (Luis) e David Dastmalchian (Kurt).