Arrow: Marc Guggenheim parla della sfida del creare il finale e degli stunt nella serie

Cosa rende fantastico un finale di serie? Bene, in genere, i fan vogliono una chiusura per i loro personaggi preferiti e le storie più importanti dello show. Mentre il finale di Arrow, che andrà in onda domani sera, promette un po’ di questi elementi, c’è una cosa che la serie non avrà: il personaggio principale.

L’Oliver Queen di Stephen Amell ha sacrificato la sua vita per salvare il multiverso in Crisi sulle Terre Infinite e gli ultimi due episodi di Arrow hanno avuto luogo in un mondo in cui Oliver è già morto.

Il finale, quindi, utilizzerà un flashback per la prima parte della prima stagione (piuttosto, per gli eventi accaduti durante quel periodo di tempo, non eventi reali accaduti nello show) per dare ai fan uno sguardo a Oliver e John Diggle (David Ramsey) nei primi giorni della loro collaborazione, prima ancora che Felicity Smoak (Emily Bett Rickards) si unisse al Team Arrow.

Il co-creatore della serie Marc Guggenheim, che è stato lo showrunner della Crisi e ha contribuito a scrivere il finale di Arrow, ha detto che scrivere un finale che si svolge dopo che il tuo personaggio principale è già scomparso è stata una sfida. Ha anche notato che, con la morte di Oliver predetta alla fine della settima stagione e programmata anche prima, gli autori hanno avuto un sacco di tempo per divenire a una soluzione.

“E’ sicuramente stata una sfida, mettiamola in questo modo. Ha sicuramente richiesto un diverso tipo di finale”, ha detto Guggenheim. “La buona notizia è che abbiamo messo in atto questo piano da oltre un anno, quindi è molto tempo per pensare a qualcosa. È molto tempo per elaborare idee. Abbiamo abbracciato l’idea che questo sarebbe stato più un epilogo, più un particolare tipo di finale, piuttosto che un finale in cui tutto esplode o una trama importante viene risolta.

Esistono diversi modi per terminare uno spettacolo. Questo è probabilmente uno dei modi più non convenzionali, perché ci ha presentato una sfida non convenzionale.”

Ovviamente, una cosa che farà l’episodio è tornare al formato flashback che ha contribuito a modellare la trama dello show durante le sue prime cinque stagioni. Quando Oliver è naufragato e poi stato via di casa per mezzo decennio, sono stati dati allo spettacolo cinque anni di flashback con cui lavorare, che spesso sarebbero stati usati per rispecchiare qualcosa che accadeva nella trama principale per creare un punto narrativo. Dopo cinque anni, le tracce per i flashback sono finite, e dopo aver preso lasciato una stagione libera sono tornati nella settima stagione dello show con i flash-forward, introducendo i fan alla figlia di Oliver, erede del nome Green Arrow.

“Sì. Siamo andati verso il finale sapendo diverse cose. Sapevamo che si sarebbe concentrato principalmente sulle conseguenze della morte di Oliver e la Crisi. Sapevamo che volevamo che Stephen fosse presente nell’episodio tramite un flashback proveniente dalla prima stagione, in parte perché guardare indietro alla prima stagione di uno spettacolo di lunga data è un buon modo per terminare una serie. Sapevamo anche che avrebbe aiutato a onorare lo stile adottato coi flashback, che è stata una parte importante dello spettacolo per cinque anni. Sapevamo anche che la storia dei flashback sarebbe stata in sostanza il nostro dare un punto senza a capo alle sequenze d’azione che hanno anche definito lo spettacolo.”

Guggenheim ha infine aggiunto su Twitter di essere ancora incredulo per il fatto che Arrow non sia mai stato nominato a un Emmy Award per gli stunt presenti nelle prime sette stagioni.

Il coordinatore degli stunt James Bamford è diventato una parte così importante del team Arrow che è stato scelto per dirigere alcuni degli episodi più importanti degli ultimi anni, e Guggenheim ha detto che mentre ha sempre odiato far comparazioni con altri spettacoli per criticare, è stata dura per lui guardare serie dove l’azione e le acrobazie non erano una parte primaria del loro appeal venir costantemente nominate sopra a spettacoli come Arrow, che è ricolma di una serie di stunt davvero complessi e ben realizzati.

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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