Assassin’s Creed: Odyssey, tutto quello che c’è da sapere sul gioco Ubisoft!

Il prossimo 5 ottobre la decennale saga “Assassin’s Creed” si espanderà ulteriormente con l’uscita di un nuovo capitolo, “Assassin’s Creed: Odyssey”, ultima fatica dello studio Ubisoft Quebec che, sin dall’annuncio, ha raccolto pareri discordanti da parte dell’utenza. Ad oggi il titolo si preannuncia essere uno, o addirittura il più controverso episodio della serie, per via dell’assenza (almeno in apparenza) di alcuni elementi iconici che hanno da sempre caratterizzato la saga. Se da un lato sarà ancora necessario attendere qualche settimana per testare con mano il titolo, e verificarne l’effettiva solidità all’interno della mitologia della serie, dall’altro possiamo dare un rapido sguardo a tutto ciò che ci è stato confermato fino ad ora, cercando di capire dove Odyssey potrebbe andare a parare e quali aspetti della saga potrebbe andare ad approfondire maggiormente.

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DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Nel 2014, dopo l’ottima parentesi rappresentata dal ciclo americano (composto dal trittico “Assassin’s Creed 3” – “Assassin’s Creed 4: Black Flag” – “Assassin’s Creed: Rogue”), la serie sbarcò sulle console di ultima generazione, proponendo un’inedita ambientazione a lungo richiesta dai fan: la rivoluzione francese. “Assassin’s Creed: Unity” si rivelò, tuttavia, un capitolo poco riuscito sotto diversi aspetti, raccogliendo pareri alquanto contrastanti da parte della critica (quando, prima di allora, il responso era sempre stato generalmente positivo) ma, soprattutto, dall’utenza, lasciando presagire una fase calante per la saga stessa. Diversi elementi tipici della serie, quali la parte di storia legata al Presente e agli Isu (soprattutto dopo i devastanti eventi dei precedenti capitoli) vennero pesantemente tagliati, portando ad un prodotto a tratti incompleto.

Una sorte simile subì pure il capitolo successivo, uscito nel 2015, “Assassin’s Creed: Syndicate”, il cui “reveal” (tramite leak) avvenne addirittura a inizio anno, quando Unity era ancora nel pieno del supporto post-lancio, quasi a voler calmare gli animi dell’utenza per prepararli ad un capitolo che avrebbe rialzato la qualità della serie. Il responso di critica e utenza fu però tutt’altro che unanime: le scarse vendite (rispetto agli standard della serie) e il poco apprezzamento generale a Syndicate portarono Ubisoft a cambiare le proprie politiche e i propri piani relativi alla serie stessa, annunciando un anno di pausa per il 2016.

Seppur sia difficile stabilire cosa e quanto sia effettivamente cambiato dietro le quinte, grazie al “salto” dell’annualità, nel 2017 la serie ripartì (letteralmente) con l’ottimo “Assassin’s Creed: Origins”, un soft-reboot col quale Ubisoft si liberò di diverse ingombranti trame iniziate nei capitoli precedenti (non senza, però, conseguenze nella narrazione, che venne “dirottata” nei fumetti ufficiali) e con il quale puntò ad introdurre nuove storie e nuovi personaggi. Origins ci mostrò letteralmente le origini della fazione degli Assassini, narrandone la nascita e lo sviluppo, aggiungendo al contempo un nuovo personaggio giocabile nella componente dedicata al Presente (Layla Hassan) e introducendo, velatamente, diversi elementi su cui sviluppare questo nuovo corso della serie. Un corso che, dopo gli eventi di Origins, proseguirà per l’appunto in Odyssey… tornando però ancora più indietro nel tempo.

L’ODISSEA DI UBISOFT

Ambientato in Grecia nel 431 a.c., nel pieno della Guerra del Peloponneso (circa 4 secoli prima di Origins), Odyssey metterà il giocatore nei panni di un mercenario spartano rinnegato, discendente del leggendario sovrano Leonida I. Gli eventi del gioco avranno inizio quando al protagonista verrà offerto un contratto per dare la caccia ad un individuo che, scoprirà, essere legato alla famiglia che lo rinnegò quando era ancora un bambino. Avrà a quel punto inizio un lungo percorso volto a scoprire i segreti dei propri antenati, e del perché un misterioso gruppo di individui noto come “Culto di Kosmos” stia, da anni, dando la caccia a lui e ai suoi familiari.

La collocazione temporale, così come alcuni elementi svelati nel corso del reveal del gioco durante lo scorso E3, hanno scatenato responsi discordanti da parte dell’utenza, per via di alcuni stravolgimenti alla formula storica della serie (che già con Origins ha intrapreso un evoluzione di stampo GDR nelle sue meccaniche). Innanzitutto, a differenza dei precedenti capitoli, Odyssey non verterà sul millenario conflitto tra Templari e Assassini, per via del fatto che, all’epoca degli eventi del gioco, le due fazioni ancora non esistevano (la Confraternita degli Assassini nacque in Origins, mentre i Templari iniziarono a svilupparsi in Egitto, circa un millennio prima, rendendo quindi possibile il fatto che, in realtà, il “Culto” non sia altro che una fazione embrionale “parallela” dell’Ordine) e perchè, in aggiunta a ciò, non sarà possibile fare uso dell’iconica arma della serie, la Lama Celata (tale arma venne creata da Darius, un “proto-Assassino” vissuto prima degli eventi di Odyssey, che ne fece uso per assassinare Serse I, il tiranno persiano che affrontò Leonida I nella storica battaglia delle Termopili – evento che dovrebbe essere presente nel gioco).

Ad uno sguardo superficiale, il gioco apparirebbe quindi svuotato degli elementi iconici che hanno da sempre caratterizzato la serie, molto distante dagli storici canoni della serie: la situazione, in realtà, è ben differente e più articolata di come possa sembrare. L’assenza del conflitto tra Templari e Assassini all’interno della trama del gioco (che sarà comunque presente a livello ideologico, tenendo sempre al centro della narrazione il conflitto tra la volontà di Ordine e Controllo – ideologia templare – e quella della libertà – ideologia degli assassini -) permetterà ad Odyssey di focalizzarsi su un ulteriore elemento chiave della mitologia della serie: il rapporto tra l’umanità e “Coloro che Vennero Prima”.

Per chi fosse poco avvezzo alla lore di Assassin’s Creed, “Coloro che Vennero Prima” (noti come “Isu”) erano una antichissima e avanzata razza che popolava la Terra millenni prima della comparsa dell’uomo: furono, anzi, gli stessi Isu a creare l’umanità, al fine di utilizzarla come forza lavoro per i propri studi ed esperimenti. Tra i vari esperimenti compiuti dagli Isu vi fu il tentativo di combinare il DNA umano (volutamente arretrato e soggiogabile tramite degli specifici oggetti chiamati “Frutti dell’Eden”) che portò alla nascita di Adamo ed Eva, due ibridi Umano/Isu che, proprio grazie alla presenza di geni avanzati all’interno del loro codice genetico, furono in grado di scatenare la ribellione dell’umanità alla loro condizione di schiavi. Il sanguinoso conflitto terminò drasticamente per via di una devastante catastrofe che spazzò via gran parte dell’umanità – e degli Isu stessi. I pochi superstiti ripopolarono la Terra, dando inizio all’era dell’Uomo; gli Isu sopravvissuti vissero anch’essi per molti secoli tra i mortali, dando origine ai miti e alle leggende tramandate nel corso della storia: Giove, Minerva, Giunone, Poseidone, coloro che sono passati alla storia come “divinità” altri non erano che superstiti della Prima Civilizzazione.

Il protagonista del gioco sarà un discendente di questa “dinastia ibrida” (così come tutti i protagonisti dei precedenti capitoli) e potrà contare su una potente arma, ereditata dal nonno, la Lancia di Leonida, un Frutto dell’Eden che conferisce al suo utilizzatore ampi poteri. Dal punto di vista del gameplay, tale arma sostituirà la Lama Celata, venendo utilizzata sia in battaglia sia nelle fasi di infiltrazione stealth. Motivo dietro tale scelta, come dichiarato dagli sviluppatori, è stato il voler dare al giocatore la possibilità di fare uso di uno di questi Frutti dell’Eden sin dall’inizio del gioco, in quanto, in passato, tale possibilità si verificava solo in alcune limitate fasi sul finire dei vari capitoli.

Per quanto Odyssey possa quindi sembrare distante dai canoni storici della saga, il gioco si propone in realtà di approfondire elementi finora messi in secondo piano, andando ad esplorare la realtà dietro i miti tipici dell’Antica Grecia (affronteremo mostruose creature quali il Minotauro e Medusa, che si scopriranno essere in realtà oggetto di esperimenti e “contaminazioni” da parte di questi Frutti dell’Eden) lasciando presagire che potremo avere modo di interagire con alcune delle “divinità” fugacemente mostrate nei capitoli precedenti, come Giove e Minerva. Leonida era d’altronde un discendente, mitologicamente, del semidio Ercole, figliastro di Zeus/Giove: questo renderebbe il protagonista stesso (potenzialmente) un discendente del padre degli dei, una prospettiva alquanto interessante e gustosa che potrebbe spalancare enormi scenari, complice il fatto che, come detto in precedenza, il misterioso “Culto” che ci troveremo ad affrontare ha un qualche interesse proprio verso la famiglia e gli antenati del protagonista.

UN PASSO INDIETRO PER ANDARE SEMPRE AVANTI

Dal punto di vista videoludico, Odyssey riprende le fondamenta del gameplay di Origins, aggiungendo numerosi nuovi elementi e rendendo la formula di gioco ancora più varia e profonda. Il gioco, sviluppato da Ubisoft Quebec, è in lavorazione sin dal 2015 (anno di uscita di Syndicate) ed è stato realizzato in parallelo ad Origins stesso (i cui lavori iniziarono invece nel 2014, un anno prima, quindi): non appare strano dunque che la base di gioco sia la medesima, proponendo sostanzialmente lo stesso sistema di combattimento e di esplorazione. Ciò su cui il team di Quebec ha voluto spingere è stata la natura GDR del titolo, che in Odyssey risulterà ancora più ricca e marcata.

Per la prima volta nella serie potremo infatti scegliere se impersonare un uomo (Alexios) o una donna (Kassandra), che all’interno della storia saranno fratelli, entrambi discendenti quindi di Leonida. La scelta del personaggio sarà solo il primo elemento che andrà ad influire sulla storia: il gioco sarà infatti dotato di un sistema di dialoghi a scelta, come da tradizione GDR, e le nostre decisioni andranno ad influenzare il corso degli eventi, proponendo potenzialmente diversi tipi di finale (seppur l’effettivo peso delle nostre scelte, nell’economia della narrativa di gioco, non sia stata completamente svelato) nonché la possibilità di approcciarci diversamente a missioni ed eventi secondari.

Il sistema di “causa-effetto” scatenato dalle nostre scelte pare essere alquanto intricato e complesso, e non sempre la scelta che ci sembra quella più giusta porterà a risultati positivi – tutt’altro. La prima demo mostrata all’E3 poneva il giocatore nella posizione di dover scegliere se aiutare un personaggio rispetto ad un altro, e in base alle nostre scelte (sia quella a inizio missione che le conseguenti) il destino dei nostri alleati poteva subire dei bruschi cambiamenti: potevamo assistere alla morte di uno o dell’altro, o addirittura di entrambi. Aspetto interessante di questo sistema è che non esisteranno scelte “principali” e “secondarie”, ma ogni decisione che prenderemo potrebbe avere potenzialmente effetti anche su altre missioni, siano queste principali o secondarie. La demo prima citata mostrava anche un evento ulteriore, slegato dalla missione principale, che ci chiedeva di salvare o meno un personaggio secondario.

A sorpresa, in base alla nostra scelta, questo personaggio poteva in seguito comparire, aggiungendo ulteriori variabili alla situazione prima menzionata e causare inaspettate conseguenze al corso degli eventi. Il mondo di gioco risulterà quindi plasmato da ciò che noi sceglieremo e dal modo in cui caratterizzeremo il nostro personaggio: potremo infatti scegliere di essere degli spietati banditi razziatori, ottenendo una fama negativa che potrebbe influenzare anche le reazioni di alcuni personaggi legati alla storia, o essere dei protettori del popolo, aiutando i cittadini in difficoltà e ottenendo diversi benefici dagli stessi. Sempre a proposito delle scelte, il gioco consentirà di intraprendere delle relazioni sentimentali, sia con uomini che donne, con circa 12 personaggi specifici nel corso del gioco. Potremo corteggiare e farci seguire durante la nostra avventura dal nostro partner, facendo evolvere la relazione nel tempo. Non ci è dato sapere se questo sistema consentirà bonus o eventi specifici in base a chi sceglieremo di corteggiare, ma anche in questo caso avremo ampia scelta di caratterizzare, in base alle nostre decisioni, il nostro protagonista.

Se da un lato il sistema di scelte rappresenta una grandissima novità all’interno della serie (che crea, allo stesso tempo, diverse incoerenze – attualmente non giustificate – a livello di lore: se stiamo rivivendo dei ricordi definiti di un individuo nel passato, come posso non sapere se alla domanda ha risposto ‘A’ o ‘B’?), dall’altro Odyssey ripropone una meccanica che la serie ha ormai inglobato nel suo DNA: la componente navale, introdotta in AC3 e ripresa poi nei capitoli successivi, in diverse forme. Il protagonista sarà infatti il capitano di una nave, che potremo personalizzare esteticamente in diversi modi (vele, polena, abbigliamento della ciurma) e potenziare (gli armamenti saranno ridotti “solo” a due tipologie di attacchi, frecce e giavellotti, con la possibilità di concatenare i colpi e di potenziarli con l’uso di bracieri e fiammate). Una (parziale) ulteriore novità è rappresentata dal fatto che potremo assegnare alla nostra nave ben 4 Tenenti, che forniranno diversi bonus all’imbarcazione e che ci assisteranno negli arrembaggi e nelle battaglie a terra. Tali Tenenti potranno essere reclutati nel mondo di gioco, in diversi modi: potremo arruolare sia personaggi facenti parte della storia, sia NPC alleati, ma anche NPC nostri nemici, che, facendo uso di specifiche abilità non letali, potremo “convincere” ad unirsi alla nostra causa.

Ulteriore grossa novità a livello di gameplay è rappresentata dal sistema dei Mercenari: un gruppo di 50 individui che gireranno per il mondo di gioco, ognuno dotato di abilità ed equipaggiamenti casuali (potranno essere accompagnati addirittura da grossi animali da combattimento, o da altri soldati) e che si metteranno sulle nostre tracce qualora il nostro livello di taglia (un indicatore che aumenterà quando uccideremo soldati, o civili) si alzerà. I Mercenari non si limiteranno, tuttavia, solo a questo: completeranno missioni in autonomia, guadagnando esperienza e nuove abilità, diventando quindi sempre più forti, in parallelo a noi: ciò potrebbe comportare la creazione di una taglia specifica, che potremo cercare di riscuotere dando la caccia al Mercenario a cui verrà assegnata. Questi Mercenari saranno divisi in una classifica (suddivisa in diversi “gironi”) che potremo scalare (uccidendo – o reclutando – i Mercenari al di sopra della nostra posizione) ottenendo diversi bonus una volta raggiunte specifiche posizioni. Il sistema presenterà diverse similitudini con il “sistema Nemesi” visto nel gioco “L’Ombra di Mordor” (e il suo seguito, “L’Ombra della Guerra”), presentando nemici generati proceduralmente e in maniera costante (il sistema sarà infinito) e che, grazie al loro fare uso delle medesime abilità del protagonista, rappresenteranno un’ardua sfida per il giocatore, anche ai livelli più alti.

A livello di gameplay il gioco presenterà ulteriori diverse novità, come la possibilità di potenziare alcune specifiche caratteristiche del nostro equipaggiamento, una rinnovata gestione dello stesso, un sistema di abilità da equipaggiare e potenziare per creare il nostro stile di gioco diviso in tre rami: “guerriero”, “cacciatore” e “assassino”), e infine un sistema di cambiamento dinamico della gestione del mondo di gioco, diviso in 27 regioni, ognuna controllata da un luogotenente, alleato a Sparta o ad Atene. Le nostre azioni, quali l’uccisione di capitani nemici o la distruzione delle risorse della regione, causeranno una riduzione del “potere della nazione”, che una volta sceso a zero causerà l’inizio di una battaglia campale (150 soldati contro altri 150) che si contenderanno il controllo della regione. Potremo scegliere se schierarci a favore di una o dell’altra fazione, andando quindi ad alterare gli equilibri politici del mondo di gioco.

TRA STORIA E MITO

Come anticipato in precedenza, la trama del gioco sarà fortemente incentrata sugli Isu e sul loro lascito al mondo. L’Antica Grecia offre in tal senso un infinito potenziale da cui attingere, presentando la possibilità di rivisitare molto dei miti greci sotto un’inedita ottica, aprendo a scenari dai toni più fantasy finora solo accennati e menzionati nei giochi precedenti: sin dal secondo capitolo sono stati infatti inseriti riferimenti e rimandi più o meno velati ad eventi storici e mitologici, quali le 12 fatiche di Ercole, il mito di Perseo o addirittura la Guerra di Troia.

A questo vanno aggiunti i nuovi elementi narrativi legati alla storia del Presente introdotti in Origins, tramite una serie di messaggi nascosti presenti in alcune tombe nascoste. La nuova protagonista del Presente viene infatti a conoscenza del fatto che la Terra è nuovamente minacciata da una indefinita catastrofe, che sarà quindi, potenzialmente, al centro delle vicende di Odyssey. Sempre in Origins viene lasciata intendere l’esistenza di un qualcuno che venne prima degli Isu, che potrebbe essere quindi legato a questa nuova “catastrofe”: rifacendosi alla mitologia greca, si potrebbe pensare che questo “qualcuno” sia un Titano, la razza primordiale che venne prima degli dei dell’Olimpo, tra cui svetta Crono, l’entità primordiale del Tempo, padre di Zeus e di altre divinità. Avremo quindi a che fare con una nuova minaccia rappresentata da questi Titani? Un Elemento che potrebbe risultare ridondante rispetto ad alcune linee narrative già viste in passato, ma che, se sfruttato bene, potrebbe rappresentare la possibilità di chiudere alcune vicende lasciate in sospeso nei capitoli precedenti.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Odyssey rappresenterà un punto molto importante per la saga, non solo per la quantità di carne al fuoco che potrebbe potenzialmente aggiungere alla lore della serie, ma anche perché sarà l’ultimo capitolo ad uscire prima di una nuova pausa (annuale?) per Assassin’s Creed. Il CEO di Ubisoft Yves Yves Guillemot ha difatti dichiarato, durante la scorsa Gamescom di agosto, che il 2019 non vedrà alcun nuovo capitolo della serie, e che, al contrario, il team di sviluppo si concentrerà sul supportare Odyssey più a lungo. Anche in questo caso le speculazioni si sprecano, a seguito di alcune interessanti dichiarazioni di Ubisoft stessa. Da un lato, una serie di sondaggi emersi online hanno lasciato intendere la possibilità che Odyssey potrebbe essere supportato con corposi DLC aventi nuovi protagonisti e nuove ambientazioni temporali. Allo stesso tempo, Ubisoft si è detta interessata a puntare ad un estensivo supporto ai suoi titoli, puntando a proporre dei “gioco-servizi”, e citando la possibilità per Assassin’s Creed, in futuro, di avere addirittura diverse ambientazioni storiche e geografiche nel medesimo gioco.

Già con il precedente Origins Ubisoft ha dimostrato di saper proporre contenuti aggiuntivi corposi e ben strutturati, realizzando ben due DLC contenenti altrettante nuove regioni al mondo di gioco. La mitologia e la storia greca offre potenzialmente infinite possibilità da cui attingere: la storia di Odyssey potrebbe toccare, ad esempio, le sponde della Sicilia, antica colonia greca luogo di scontri cruciali durante la Guerra del Peloponneso; o ancora, potrebbe immergersi in contesti fantastici quali la perduta città di Atlantide, o, perchè no, nella colossale città di Troia, già menzionata in precedenza.

Per avere risposte a questi e altri (numerosi) interrogativi (ma anche dubbi), non ci resta che attendere il prossimo mese. Assassin’s Creed: Odyssey sarà disponibile il 5 ottobre (il 2 in accesso anticipato a chi ha preordinato una delle edizioni speciali del gioco) su PS4, Xbox One e PC.