Avengers: Endgame, gli sceneggiatori riflettono sul finale di Captain America

Gli sceneggiatori di Avengers: Endgame, Christopher Markus e Stephen McFeely, hanno recentemente scoperto perché pensano che il finale di Capitan America nel film abbia senso per il personaggio.

Sebbene molti fan sospettassero che Captain America non sarebbe sopravvissuto ad Avengers: Endgame a causa del fatto che Chris Evans era alla fine del suo contratto, non avremmo avuto mai indovinato cosa sarebbe successo alla fine per Steve Rogers.

Ormai dovreste sapere che alla fine di Avengers: Endgame, Capitan America prende le gemme dell’infinito prese in prestito nella loro linea temporale originale, e nel gioco di rimetterle a posto inaspettatamente non torna indietro. Prima che Hulk, Bucky e Sam capiscano cosa è successo, lo trovano seduto su una panchina poco distante, più vecchio di quanto se n’era andato. Cap quindi rivela a Sam che ha vissuto la vita che Tony Stark ha sempre detto che avrebbe dovuto, e che finalmente era in pace con se stesso.

Christopher Markus e Stephen McFeely hanno parlato con Variety (via HH) del perché Steve Rogers ha deciso di rimanere nel passato, il che ha comportato due decisioni importanti. La prima prevedeva la necessità di passare il testimone di Capitan America a Sam Wilson. Markus ha detto che Steve Rogers pensava che forse tre guerre erano sufficienti per lui, e aveva adempiuto al suo dovere:

“Steve ha più di 100 anni. Ha combattuto la seconda guerra mondiale, la guerra civile e la guerra infinita. Ha vissuto tre guerre. Alla fine si p reso conto di aver bisogno di prendersi un po’ di tempo per se stesso. In un certo senso penso che quando incontra il suo vecchio io alla Avengers Tower, c’è un processo in corso nella sua testa che. Pensa dentro si se ‘questo è un ragazzo davvero intenso e forse non al 100% sano”. Quindi penso che sia stata decisamente l’ora.”

La seconda decisione importante è stata quella di vivere una vita normale e felice con Peggy Carter. McFeely ha detto a Variety che pensavano che una conclusione naturale per Steve Rogers fosse di farlo diventare più interessato a se stesso:

“Abbiamo capito molto presto che… Tony e Steve rappresentavano due archi narrativi incrociati. Il fatto che Tony stesse diventando film per film… stava avendo una visione più macroscopica, diventando più altruista. E Steve stava diventando un po’ più egoista. La guerra civile ne è un buon esempio. Quindi, a un certo punto, abbiamo messo su un muro, Tony diventa una persona completa quando perde la sua vita e Steve diventa una persona completa quando ne ottiene uno. Abbiamo guidato verso quel finale.”

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Il grave ciclo di eventi messo in atto da Thanos che ha spazzato via metà dell’universo e fratturato i ranghi dei Vendicatori, costringe i rimanenti a prendere una posizione finale nella grande conclusione di ventidue film dei Marvel Studios, Avengers: Endgame.

Avengers: Endgame uscirà nelle sale italiane il 24 aprile 2019, con Anthony e Joe Russo alla regia, su una sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely, basato sui fumetti di Jack Kirby e Jim Starlin e prodotto da Kevin Feige.

Nel cast Robert Downey Jr. (Tony Stark / Iron Man), Chris Evans (Steve Rogers / Capitan America),Chris Hemsworth (Thor), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff / Vedova Nera), Jeremy Renner (Clint Barton / Occhio di Falco), Mark Ruffalo (Bruce Banner / Hulk), Brie Larson (Carol Danvers / Capitan Marvel), Karen Gillan (Nebula), Bradley Cooper (Rocket Racoon), Paul Rudd (Scott Lang / Ant-Man), Ty Simpkins (Harley Keener) e Josh Brolin (Thanos).

La fotografia è a cura di Trent Opaloch, mentre la colonna sonora è composta da Alan Silvestri.