Avengers Endgame – Tutte le reference del film

Siamo arrivati all’Endgame amici miei e, se lo avete già visto, capirete il perché di questo articolone con tutte le reference fatte nella pellicola! Ovviamente, chiunque non sia ancora riuscito a gustarsela è invitato a recuperare in seguito. Ma bando alle ciance e cominciamo subito con questa lunghissima lista di riferimenti (forse arriveremo a 3000…).

1. Inizio film:

  • Il film si apre con Clint e sua figlia che tirano con l’arco: bene questo è una meta reference all’intero MCU, data la stretta connessione degli avvenimenti;
  • Clint chiama sua figlia “Hawkeye”, il suo nome in codice, pronunciato solo due volte nel corso di questi 11 anni, da Erik Selvig nel primo Avengers e da sua moglie in Age of Ultron;
  • Clint ha un braccialetto elettronico come Scott in Ant-Man and The Wasp;
  • Quando la famiglia di Clint scompare in seguito allo Snap di Thanos, sentiamo in sottofondo lo stesso tuono che avevamo sentito nel Wakanda di Infinity War;
  • Subito dopo ascoltiamo la canzone “Dear Mr. Fantasy” dei Traffic, una canzone che esprime i nostri sentimenti e quelli dei protagonisti della pellicola post Infinity War. Potete leggere il significato della canzone qui di seguito:
  • Caro Mr. Fantasy suonaci un motivo qualcosa che ci renda felici fai qualunque cosa, ma portaci fuori da questa tristezza […]Tu sei quello che può farci ridere tutti quanti ma facendolo ci fai scoppiare in lacrime. Per favore, non rattristarti, se fosse un’idea che ti eri fatto. Noi non abbiamo saputo nulla di te per tutti questi anni.

  • La canzone riecheggia nello spazio tramite Zune, quando Tony la trova in uno degli Awesome Mix di Peter Quill;
  • Sulla nave sono rimasti Nebula e Tony: è un momento importante per il personaggio di Nebula, cresciuta per essere una macchina da guerra, pronta ad eseguire gli ordini di un padre incapace di amarla. Qui la vediamo tutta intenta a imparare le regole del football con Tony e, anche se per molti potrebbe sembrare un momento banale, a mio parere è stato molto interessante ed emotivo proprio per il suo background;
  • Tony che registra il suo ultimo messaggio attraverso l’elmetto dell’armatura, pronunciando le parole “Don’t post it on social media” è una chiara reference al primissimo Iron Man che ci fa tornare indietro agli istanti prima che l’esplosione colpisse Tony;
  • Sempre in questo messaggio Tony dice “It’s always you”, una reference al momento in cui nomina Pepper CEO delle Stark Industries in Iron Man 2 “It’s you, it’s always been you”;
  • Ovviamente la registrazione stessa attraverso l’elmetto è anch’essa una chiara reference ad Iron Man 3;
  • Tony e Nebula sono nello spazio da 22 giorni, 22 come i film del MCU (Endgame compreso);
  • Tony è pronto a morire all’inizio del film e questo è il primissimo foreshadow che ci prepara alla sua dipartita;
  • Chiama Nebula Blue Meanie, in riferimento al cattivo della canzone Yellow Submarine dei Beatles;
  • A loro volta i Beatles sono stati protagonisti di uno scambio di battute nello scorso capitolo (Infinity War) quando Tony, parlando con Bruce nel Sancta Sanctorum di New York dice: “The Avengers broke up” e lui risponde “Like a band? Like the Beatles”;
  • I Beatles, inoltre, mostravano nei loro video la possibilità di viaggi in realtà differenti, come “the sea of time”;
  • Tony per lavorare ai guasti sulla nave indossa una canottiera nera proprio come nel primo Iron Man al momento della creazione della Marc 1;

2. Ritorno sulla Terra:

  • Dopo il salvataggio ad opera di Captain Marvel, Tony viene accolto da Pepper come in Iron Man 1 e Nebula e Rocket condividono un momento teneruccio che ricorda il momento in cui Drax lo consola dopo la morte di Groot in The Guardians of the Galaxy Vol. 1;
  • Il costume di Rocket è ripreso dai fumetti dei Guardiani della Galassia, nello specifico The Abnett Landing, fumetto che ha ispirato James Gunn nella sua personale versione del Team;
  • Quando gli Avengers si riuniscono e fanno un conteggio delle perdite subite vediamo tutti coloro che non sono sopravvissuti allo Snap, compreso Erik Selvig,
  • Quando Tony affronta Cap è ancora più irrirato rispetto a quanto non fosse alla fine di Captain America Civil War, riprendendolo addirittura per alcune frasi da lui pronunciate in Avengers Age of Ultron. Infatti si lamenta con lui per avergli impedito di proteggere il mondo e gli rinfaccia di non esserci stato al momento della sconfitta definitiva contro Thanos, facendogli intendere che erano tutt’altro che “Together” in quel momento;
  • Tony, in questa stessa occasione, richiama alla memoria persino la sua visione della morte degli Avengers avuta in Age of Ultron;
  • Tony chiama Rocket “Build-a-bear” credendolo inizialmente un orsacchiotto inanimato. In seguito lo chiama anche Ratchet, una reference al videogame Ratchet and Clank;
  • All’inizio del film, Tony sembra essere tornato indietro alla versione peggiore di sé stesso: cinico, arrogante, l’uomo che vuole vivere la propria vita in pace senza essere disturbato da nessuno;
  • Thanos, compiuto il suo disegno, si dirige al suo Giardino, un riferimento al riposo di Dio in seguito alla Creazione. Questa è ovviamente una reference religiosa al luogo del riposo di Dio, un vero e proprio Eden;

 

3. Gli Avengers nello spazio:

  • Quando gli Avengers arrivano nello spazio attraversano una barriera ad alveare come quelle viste negli scorsi film dei Guardiani della Galassia;
  • In questo viaggio Cap indossa la stessa tuta indossata in The Winter Soldier e guarda la bussola con la foto di Peggy Carter come nel primo Avengers (oltre che come nel primo film di Cap);
  • Lo “spaventapasseri” realizzato con l’armatura di Thanos è un riferimento ai fumetti in cui ritroviamo il medesimo fantoccio;
  • Queste riprese di Thanos che accarezza il grano ci riportano a due film molto diversi fra loro: Il Gladiatore e Christopher Robin. Nel primo citato troviamo maggiore affinità proprio perché parliamo di un guerriero stanco di combattere che desidera soltanto ritirarsi in un posto tranquillo e vivere il resto della propria vita in pace;
  • Quando Nebula dice che Thanos non mente mai, troviamo una reference alla scena in cui Thanos stesso dice a Gamora di non averle mai insegnato a mentire (Infinity War);
  • Thor rigira a suo favore la frase pronunciata dallo stesso Thanos in Infinity War. “Ho mirato alla testa” ed è qui che ci rendiamo conto di quanto sia già profondamente tormentato dal proprio fallimento;

4. 5 anni dopo lo Snap:

  • Tornati sulla Terra, 5 anni dopo lo snap, ci ritroviamo al cospetto del co-director Joe Russo in un cameo come superstite della decimazione. Lui rappresenta il primo personaggio apertamente gay del MCU. Inoltre, uno degli uomini del meeting è, udite udite, Jim Starlin! Il creatore di Thanos nei fumetti. In questo incontro capiamo perfettamente quanto Cap sia ancorato al proprio passato (come nella visione di Age of Ultron) e, ancora prima che avvenga, sappiamo che avendone la possibilità in quel passato ci tornerebbe senza pensarci due volte;
  • Il ritorno di Scott Lang ad opera di un topo ha lasciato tutti molto perplessi proprio perché il futuro dell’intero universo è lasciato nelle zampe di uno dei più disprezzati animali del pianeta. Forse in una delle altre 14 milioni e 605 possibilità il topo non eseguiva l’esatta combinazione per un pelo e “puf”, universo spacciato e fine dei giochi;
  • La guardia che libera Scott dal magazzino è interpretata da Ken Jeong, security guard anche per la sitcom Community dalla cui serie sono stati prelevati altri attori per i precedenti film dei Russo Bros. Oltre a Jeong, in questa pellicola troviamo Yvette Nicole Brown (Greendale Seven);
  • Ad ogni modo, la guardia era tutta intenta a leggere un libro di JG Ballard, famoso per aver scritto post apocalyptic novels;
  • Torniamo ora alla base dei Vendicatori, dove Nat monitora le varie missioni e usando una polygram tecnology simile a quella vista in The Winter Soldier;
  • Carol Danvers si è unita al team e sfoggia una nuova acconciatura che si rifà direttamente ai fumetti. Inoltre vediamo un breve scambio di sguardi con Rhodey prima ti tornare in missione. Bene. Questo piccolo dettaglio ci riporta nuovamente ai fumetti in cui tra i due pare esserci un background amoroso. Lo so, lo so… è strano. Potrebbe esserci una possibilità di vederli insieme in un sequel, senza necessariamente approfondire questi aspetti sentimentali, dato che hanno in comune anche il background militare;
  • Quando Cap e Natasha parlano, intravediamo su una delle sedie delle scarpette da danza classica, una reference al suo passato di ballerina/assassina come espressamente visto nella sua visione in Age of Ultron;
  • Scott Lang si palesa alla porta del complesso e sentiamo poi in sottofondo il clackson con il motivetto de La Cucaracha, come nel primo Ant-Man;

5. La possibilità dei viaggi nel tempo:

  • Lo stesso Scott spiegherà agli altri membri che il tempo funziona diversamente nel reame quantico, rinfrescandoci la memoria su quanto scoperto in Ant-Man and The Wasp;
  • Quando vanno a recuperare Tony, lo vediamo alle prese con una vita tranquilla simile a quella costruita da Clint lontana dai problemi del mondo, come aveva già suggerito a Steve alla fine di Age of Ultron;
  • Sua figlia si chiama Morgan, proprio come nel sogno che aveva avuto prima di imbattersi nella minaccia di Thanos. Morgan Stark è anche un cugino geloso di Tony nei fumetti;
  • In queste tenerissime scene con Morgan, la vediamo indossare un elmetto simile a quello indossato dal bambino in Iron Man 2, bambino che poi Kevin Feige ha confermato essere un piccolo Peter Parker;
  • Il team composto da Natasha, Steve e Scott cerca di convincere Tony che si può viaggiare nel tempo per cambiare le cose. “Time Heist” è il titolo di uno degli episodi più celebri di Doctor Who ed è anche un primo approccio a quelle che saranno le conversazioni riguardo i viaggi nel tempo;
  • Infatti quando parliamo di viaggi nel tempo, non può non venirci in mente “Ritorno al Futuro” e le sue logiche. Tuttavia il tempo, a quanto pare, non funziona proprio nello stesso modo anche se le reference al film e alle sue dinamiche non mancano assolutamente;
  • In seguito a questo avvenimento abbiamo un montaggio con i personaggi back together che rimanda a “The Blues Brothers” per “rimettere insieme la band”;
  • In questo frangente ritroviamo un Bruce Hulk… un Hulk Banner… un Professor Hulk! Questa pacificazione tra muscoli e cervello era uno degli obiettivi di Bruce dal film The Incredible Hulk;
  • Quando Scott presta il proprio corpo per sperimentare i viaggi nel passato, abbiamo una piccola (in tutti i sensi) reference a quanto accaduto in Ant-Man and The Wasp, in cui il suo corpo cambiava dimensioni fino a sembrare un bambino nella scuola di Cassie;
  • Tony si unisce alla causa solo dopo aver visto una foto di lui e Peter ma quella stessa foto è a sua volta una reference alla foto di Howard Stark interpretato da John Slattery che apparirà anche in seguito nel film;

6. Team Up:

  • La piccola Morgan dice a Tony di amarlo 3000. Bene anche questa battuta dolcissima è una reference ad altro, ovvero un macchinario per dimagrire l'”Iroman 3000″. Inoltre, dovendo cercare un significato ancora più speciale, facendo un conteggio dell’intero screentime del MCU arriamo a 3000 minuti ♡;
  • Tony si confronta con Pepper per capire se è il momento di fermarsi in questa ricerca disperata dei viaggi nel tempo, ma facciamo un passo indietro: in Iron Man 3 Tony a stento riusciva a chiudere occhio dopo gli avvenimenti di New York e, per tutto Endgame, abbiamo continui rimandi ai sogni e al riposo, un foreshadow bello grosso. In tutta risposta, Pepper gli fa apertamente capire che se non facesse tutto il possibile per salvare il mondo, quel tormento non lo lascerà mai più dormire;
  • Le Audi sportive di Tony sono un must di tutte le sue “passeggiate” e, ovviamente, in Endgame non poteva proprio farne a meno e nemmeno noi;
  • Quando mostra lo scudo a Steve risentiamo il theme del primo film di Captain America (brividi); sempre in riferimento a questa scena, Tony dice che Howard aveva creato quello scudo per lui e che quindi non poteva tenerlo;
  • Catapultiamoci adesso a New Asgard, nuova patria per gli asgardiani superstiti. Siamo sulle note di Supersonic Rocket Ship dei The Kinks che ci ricorda il modo in cui i superstiti sono stati trasportati nella nuova patria alla fine di Thor Ragnarok. Questo “trasferimento” avviene anche nei fumetti, quando gli asgardiani fondarono una nuova piccola città chiamata Broxton in Caddo County, Oklahoma. La civiltà asgardiana ha inoltre scelto questa meta sotto suggerimento di Odino stesso in Thor: Ragnarok;
  • Ed ecco che giungiamo a una “big surprise”: la depressione/obesità di Thor che è una fusione tra Jim Hopper e Lebowski, come lo chiama anche Tony in riferimento al film “The Big Lebowski”. Thor, come ho esplicitato anche precedentemente, è ossessionato dal proprio fallimento. Più avanti, in un confronto con Frigga nel passato, da brava madre premurosa spetterà a lei ricordargli una lezione importante “Failure in more important than success”, frase che ci ricorda il grande maestro Yoda “The greatest teacher failure is”;
  • Korg, interpretato da Taika Waititi, indossa una camicia la stessa camicia con le ananas indossata da Waititi in diverse altre occasioni;
  • Clint è in giro per il mondo per uccidere chi merita di morire con un nuovo costume, direttamente ispirato dalla versione a fumetti del vigilante Ronin. Anche il membro della Yakuza in cui si imbatte durante il film è un personaggio preso dai fumetti;

  • Natasha salva Clint da questa vita fregandosene delle cattive azioni commesse post snap, proprio come aveva fatto Clint con lei molto tempo prima (discorso menzionato nel primo film degli Avengers) come a chiudere un cerchio, uno dei tanti in questo Endgame;

7. Viaggi nel tempo:

  • Entriamo nella dimensione di Thor: The Dark World: Natalie Portman torna inaspettatamente sulla scena per… dormire. La foto che mostrano del suo personaggio prima di andare nel passato è la stessa mostrata da Coulson in Avengers. Singolare tuttavia la scelta di non mostrare l’estrapolazione dell’Ether dal suo corpo da parte di Rocket;
  • Tornano anche i gelati di Ben and Jerry, già menzionati in Infinity War. Chissà se arriverà mai in Italia il gusto Spaccatella Hulk;
  • Prima di fare il salto nel tempo con quelle tute fighissime, gli Avengers mettono al centro i pugni in segno di Team Up. Questa scena è una reference a una copertina dei New Avengers dove con l’unione delle dita degli “Illuminati” della Marvel viene a formarsi una stella. Potrebbe anche essere un rimando ai Fantastic 4 e alla loro prima unione come team;
  • Nella ripresa della battaglia di New York scopriamo che anche l’Antico stava contribuendo alla salvaguardia della Terra dai Chitauri;
  • Asgard, 2013, Loki trascorre il suo tempo nella propria cella probabilmente ignaro dell’obesità di Thor;
  • Frigga chiede a Thor cosa avesse fatto all’occhio: qui ci tocca ripensare nuovamente a Thor Ragnarok;
  • Quando Clint e Natasha viaggiano nello spazio per recarsi su Vormir, viene ripresa la famigerata Budapest menzionata già in Avengers. Scopriremo mai gli avvenimenti legati a questa città? Magari nello stand alone di Black Widow;
  • I ricordi di Nebula sono connessi con la Nebula del 2014, allo stesso modo in cui i ricordi di Scott Lang riuscivano ad essere connessi con quelli di Janet van Dyne;
  • 2012: Tony guarda gli Avengers da un’altra prospettiva mentre catturano finalmente Loki e assistiamo anche ad alcune scene inedite;
  • Brock Rumlow e la sua faccia in pre-Crossbones tornano a farsi odiare insieme all’agente dell’Hydra Jasper Sitwell e Baron Von Strucker. Arriviamo a una scena simile a quella cui avevamo assistito in The Winter Soldier, in cui troviamo tutti i cattivoni che circondano Cap. In questo caso Steve, al posto di fare a cazzotti per impossessarsi dello scettro di Loki, decide di giocare d’astuzia dicendo “Hail Hydra”. Questo di per sé è una reference a una storia controversa del mondo fumettistico che aveva lasciato tutti a bocca aperta. Si scopriva infatti che Cap era in origine un arci-nazi dell’Hydra;
  • Anche in questo film vediamo una trasformazione di Loki in Steve con tanto di tutina come avevamo visto in Thor: The Dark World;
  • Robert Redford fa un cameo a sorpresa nei panni di Alexander Pierce, leader segreto dell’Hydra intento a impossessarsi del Tesseract;
  • Quando Cap combatte con la propria versione del passato pronuncia una delle sue frasi più iconiche “I can do this all day”;

  • Inoltre, sempre parlando di Steve, in questo capitolo si è anche concesso un “figlio di pu****a” e un “culo”! Ha decisamente accantonato il linguaggio per ammirarsi le chiappe;
  • Quando Tony si lancia fuori dalla Stark Tower viene implicito il rimando alla scena di The Avengers;
  • L’antico che lancia la coscienza di Bruce lontana dal corpo di Hulk è una reference alla scena vista in Doctor Strange, in cui lo stesso Antico separa anima e corpo di uno stupitissimo Stephen;
  • In questo frangente è l’Antico a spiegare come funzionano i viaggi nel tempo e le possibilità catastrofiche di creare mondi alternativi e timeline che potrebbero scombussolare per non dire distruggere il presente in cui sono intervenuti. Questa spiegazione casca a pennello con alcune storie raccontate nei fumetti che ci dimostrano come giocare con il tempo sia estremamente pericoloso;
  • Ma ovviamente gli Avengers se ne fregano e da bravi indisciplinati disintegrano le regole e agiscono. Questa ingovernabilità è una reference in cui incappiamo nella prima apparizione di Thanos nella mid-credit scene di The Avengers;
  • Andiamo ora su Morag dove ci ritroviamo con l’opening title dei Guardiani della Galassia ma con una diversa prospettiva. Rhodey sembra preoccupato per le possibili trappole nascoste per proteggere l’Orb, questa situazione è un rimando a “Raiders of the lost Ark”;
  • Steve e Tony viaggiano indietro nel tempo fino al 1970 dove assistiamo all’ultimo splendido cameo di nonno Stan (lacrimoni);
  • Sulla macchina d’epoca troviamo un adesivo con una delle sue grandi catchphrases “Nuff Said” usata soprattutto nei fumetti;

  • Cap e Tony tornano a Camp Lehigh, luogo iconico in cui Steve si era addestrato in First Avenger e che poi è andato distrutto in The Winter Soldier;
  • Sulla maglia di Cap leggiamo il nome Roscoe, una reference ai fumetti con Roscoe Simons che vestì i panni di Captain America quando Steve Rogers decise di rinunciarvi per diventare Nomad;
  • Tony, invece, ha semplicemente tirato fuori uno dei suoi badge del MIT con il quale collabora da tempo, come visto in Civil War. In questo frangente, non potendo rivelare la propria identità, si è fatto chiamare Howard Potts, mescolando il nome del padre e il cognome di Pepper;
  • Howard stava cercando il Dr. Arnim Zola che in quel periodo “collaborava” con lo SHIELD anche se in realtà non aveva mai tradito l’Hydra;
  • Questo incontro tra padre e figlio pare aver chiuso un altro cerchio importante della storia di Tony, il quale da lungo tempo si colpevolizzava per non avergli detto addio in modo appropriato. Tony capisce di essere davvero simile a suo padre in cui riconosce un uomo spaventato che cerca di fare il meglio per la propria famiglia e per il mondo intero;
  • Quando Howard si allontana dalla base lo troviamo in compagnia di Jarvis, il maggiordomo di famiglia, già presente nella serie Agent Carter. Ovviamente la precedente e iconica AI di Tony prendeva il nome proprio da questo personaggio;
  • Per quanto riguarda Hank Pym e i suoi capelloni fluenti non voglio neanche immaginare quanto fossero scomodi nel vecchio elmetto di Ant-Man;
  • Steve si rende conto di essere entrato nell’ufficio della sua amata Peggy, la quale ha una fotografia di lui pre-siero, come a simboleggiare quale Steve avesse amato da sempre;

  • Torniamo adesso a Vormir, dove abbiamo lasciato Clint, Natasha e Red Skull, il quale ripete il discorso già fatto a Thanos in Infinity War;
  • Ci troviamo di fronte a un “combattimento” per sacrificarsi l’uno al posto dell’altro che ci ricorda la loro battaglia in Civil War;
  • Prima di cadere Nat dice a Clint le stesse parole dette da Visione a Wanda prima di estrarre la Gemma della Mente;
  • Natasha e Gamora sono state messe più o meno nella stessa posizione una volta compiuto il sacrificio così come rimane simile il risveglio di Clint e Thanos con la Gemma dell’Anima tra le mani;
  • In Infinity War avevamo sentito Steve pronunciare questa frase “We don’t trade lives” e infatti in questa pellicola abbiamo assistito a due sacrifici spontanei;

8. Post recupero delle 6 gemme:

  • Quando bisognava decidere chi avrebbe dovuto usare il guanto per riportare tutti indietro, Thor si fa avanti dicendo di essere l’Avenger più forte, un callback a Thor: Ragnarok mentre cerca di far partire la nave spaziale;
  • Bruce capisce di essere l’unico in grado di sopravvivere alle gemme, essendo lui stesso frutto di un esperimento di radiazioni di tipo gamma. Questa nozione ci viene data già nel primo Avengers da Erik Selvig. Inoltre, fu inizialmente preso nel team proprio per questa sua competenza nel settore;
  • Tony, prima dello snap di Hulk, si protegge dietro a uno scudo simile a quello usato da Coulson in Agent of SHIELD;
  • Indossato il guanto, il braccio di Hulk comincia a riportare seri danni. Tony vorrebbe interrompere il tutto ma Steve interviene dicendo di aspettare e chiede direttamente a Bruce se crede di farcela. Questa frase è una reference al momento in cui Steve acquisisce i suoi poteri in The First Avenger;
  • Quando Thanos colpisce la base, Hulk si ritrova a reggere parte della struttura con entrambe le mani per permettere ai propri compagni di salvarsi. Questo è una chiara reference a Secret Wars n. 4;
  • I fantastici 3, Thor, Cap e Tony, decidono di affrontare Thanos: le sue intenzioni sono mutate perché si è reso conto che il suo piano non avrebbe funzionato  e che non potrà esserci gratitudine finché qualcuno ricorderà quello che è andato perduto. A questo proposito, la sua alternativa è quella di spazzare via l’intero universo per crearne uno da zero. Questa versione di Thanos è ancora più  in linea con il Thanos dei fumetti;
  • Thanos cerca di conficcare la Stormbreaker nel petto di Thor, una rreference a quanto successo in Infinity War in senso inverso;
  • Cap è finalmente degno e impugna Mjolnir! Questo è un momento che tutti stavamo aspettando da quando abbiamo visto quel millesimo di spostamento in Age of Ultron. Ovviamente questa teoria era già ampiamente supportata dagli avvenimenti nei fumetti, quindi dovevano solo mostrarcela;

  • La distruzione dello scudo di Cap avviene anche nei fumetti per mano di Thanos ma avevamo assistito a una situazione analoga nella visione di Tony;
  • Quando Steve si ritrova ad affrontare Thanos e la sua intera armata mi e parso di assistere alla scena in cui Luke Skywalker si trova da solo faccia a faccia con l’armata di Kylo in The Last Jedi;

9. Arrivo dei rinforzi e Final Battle:

  • Ma ecco che la voce di Sam Wilson/Falcon gli dice “On your left!”, una doppia reference bellissima a The Winter Soldier. Ed ecco che Dr. Strange “sling ringa” tutti verso la final battle contro Thanos;
  • Mi pare di aver visto nella mischia persino Howard the Duck!;
  • Finalmente sentiamo pronunciare la frase “Avengers Assemble” da Captain America, altro momento attesissimo dalla fine di Age of Ultron;
  • I wakandiani intonano il grido di battaglia già presente in Infinity War. Inoltre le navi wakandiane con tanto di tecnologie avanzate, già assaporate anche in Black Panther, irrompono nella battaglia in supporto alle truppe di terra;
  • Valchiria torna al galoppo di Pegasus, come nel flashback di Hela in Ragnarok;
  • Pepper Potts indossa finalmente l’armatura di Rescue come nei fumetti;
  • Drax accoltella freneticamente un nemico alle spalle come visto nello stomaco del mostro all’inizio di Guardiani della Galassia Vol. 2;
  • The Wasp pronuncia la frase “We’re on Cap” riprendendo il motivo per cui aveva precedentemente scimmiottato Scott dopo che gli aveva sentito dire “Cap” invece che Captain America in Ant-Man and The Wasp;
  • Tony abbraccia Peter, per davvero questa volta! Non come in Spider-Man Homecoming in cui voleva solo invitarlo a scendere dall’auto;
  • Peter, durante la battaglia, attiva la modalità Instant Kill cui si era approcciato nel suo stand alone;
  • Steve Rogers, nel chiamare Peter, preferisce il nomignolo Queens, una reference al quartiere da cui proviene e al loro scambio di battute in Civil War;
  • Ed ecco che arriviamo al momento del Climax, in cui Tony impugna le gemme dell’infinito come nei fumetti;
  • “I am Iron Man”: tutti, per sempre, ricorderemo questa iconica frase come l’inizio e la fine di un’era. Questo easter egg si spiega da solo 2008-2019;

Fatemi raccogliere un secondo l’oceano di lacrime e poi continuo a scrivere!

10. Post Snap:

  • Post Snap, Thanos si siede proprio come aveva fatto alla fine di Infinity War;
  • Qui assistiamo a un reverse tra Peter e Tony al momento della morte di quest’ultimo;
  • Con questo sacrificio Tony dimostra che Steve si era sbagliato sul suo conto nel primo Avengers. Vi ricordate la frase di Cap? Vi rinfresco la memoria: “You’re not the guy to make the sacrifice play, to lay down on a wire let the other guy crawl over you”. Ecco appunto;
  • Pepper dice a Tony “You can rest now”, una reference alla notte in cui non riusciva a dormire in seguito alla Battaglia di New York in Iron Man 3 ;
  • Nel messaggio che Tony lascia ai suoi amici dice “If you told me a few years ago we weren’t alone in the universe I wouldn’t have believed the extent”. In questo caso vengono parafrasate le parole di Nick Fury al momento del suo reclutamento nella post credits scene del primo Iron Man;
  • Pepper lascia andare una corona di fiori con al centro il Reattore Arc che aveva fatto incorniciare per Tony nel primo Iron Man con la scritta “Proof that Tony Stark as a Heart”;
  • Al funerale di Tony, dopo la carrellata su tutti i personaggi più celebri, troviamo un ragazzo in fondo alla fila, Harley Keener. Bene quel ragazzo ormai cresciuto è lo stesso bambino che in Iron Man 3 aveva aiutato Tony a riassemblare la sua armatura (e non solo);
  • Nick guarda tutti dall’alto come se fosse il godfather di questa unica grande famiglia del MCU;
  • Clint, parlando con Wanda, dice che Nat sa per certo che ce l’hanno fatta e lei risponde “They both know” in riferimento a Natasha e Visione. Lei può saperlo per via della sua connessione con le gemme dell’infinito;
  • Sul finale vediamo anche Happy Hogan, interpretato da Jon Favreau, in un bel momento con Morgan la quale, come suo padre, ama i cheeseburger, come reso noto sin dal primo Iron Man;

  • Thor si unirà probabilmente ai Guardiani nel Vol. 3 di James Gunn, unione cui assistiamo anche nei fumetti della serie Asgardians of the Galaxy;
  • Steve torna indietro nel tempo per riportare indietro le gemme dell’infinito. Si tratta di un viaggio di sola andata per sua scelta, in cui decide di prendere in mano la sua vita e rimanere nel passato al fianco della persona che ha sempre amato, Peggy Carter;
  • Prima di andare via dice a Bucky “Don’t do anything stupid until I get back”, la stessa frase che Bucky aveva detto a Steve prima di partire per la guerra nel primo film di Captain America;
  • Steve usa una valigetta per riportare indietro le gemme, una simile a quella usata per trasportare il Tesseract (Thor post credits scene);
  • Assistiamo al ritorno di Steve ormai anziano che passa il testimone a Sam Wilson dopo aver visto Bucky annuire. Nei fumetti infatti Bucky diventa Captain America prima di Sam ma, con questo espediente, il salto generazionale procede senza intoppi;
  • Steve riesce finalmente a godersi il suo ballo con Peggy, un ballo atteso da anni e anni ormai, sin dal primo Captain America.

Bene ragazzi direi che posso andare a riposare anch’io dopo questa lista di reference lunghissima! Tuttavia ci tenevo a scriverla per potervi permettere di dire “I understood that reference!“. Potrei aver dimenticato qualcosa ma una seconda, terza, quarta, undicesima visione del film mi permetterà di recuperare nel caso. Un saluto a tutti e ricordate che la fine è parte del viaggio <3