Bill Pullman ha aiutato Independence Day a mantenere il titolo a discapito del pessimo scelto della produzione

“Oggi celebriamo il nostro giorno del giudizio universale”, non suona poi così bene, vero? A quanto pare, stando a una recente dichiarazione di Bill Pullman il famoso film catastrofico di Roland Emmerich, Independence Day, avrebbe dovuto avere un titolo diverso.

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Magari il titolo alternativo di Dean Devlin per il classico blockbuster, Independence Day, di Roland Emmerich avrebbe ispirato un adattamento più appropriato circa il discorso tenuto dal presidente Whitmore di Bill Pullman – anche se io non credo – ma non credo sarebbe potuto essere più d’effetto della frase: “Oggi celebriamo il nostro Giorno dell’Indipendenza”.

C’è stato un momento in cui per poco non abbiamo ottenuto uno dei più grandi discorsi d’incoraggiamento della storia dei blockbuster del 20° secolo, poiché c’era un disaccordo tra la 20th Century Fox e il team creativo di Devlin / Emmerich. Tutto era in linea e, come detto dallo stesso Bill Pullman tutto è dipeso dalle riprese di quel fatidico discorso.

“Lo abbiamo girato di notte, ovviamente, perché è buio e non su un palcoscenico o altro. Era davvero tardi, ed è stato pozsto nel programma di riprese molto presto, perché Dean Devlin e Roland Emmerich erano in un contenzioso con la Fox per il titolo. Penso che sarebbe avrebbero voluto il titolo ‘Doomsday’ [il giorno del giudizio]. È quello che Fox voleva, ed era un titolo tipico dell’epoca [per un] film catastrofico. Ma loro volevano davvero che il titolo fosse Independence Day [il Giorno dell’Indipendenza], quindi abbiamo dovuto rendere il discorso davvero buono. L’hanno tagliato e un paio di notti dopo Dean è venuto alla mia roulotte e ha detto: ‘Vuoi vederlo?’. Quindi è apparso con un VHS in mano, mi ha mostrato il taglio del discorso ed ho detto: “Santa Madre, devono assolutamente dare a questo film il nome Independence Day’. E lo hanno fatto.”

È uno scenario davvero particolare, che suona come uno di quei momenti in cui il team creativo riesce a prevalere sulla major nonostante le loro imposizioni. La produzione era già in corso, con una scena praticamente già girata a tarda notte, aggiungici poi la pressione di rendere al meglio quella linea di dialogo o di dimenticare il titolo di “Independence Day”, ed hai un racconto dietro le quinte che fa capire come mai Bill Pullman abbia davvero reso magnificamente in quella sequenza.

Immaginate un universo parallelo dove il film di Roland Emmerich chi intitola “Doomsday”, e ora immaginate anche il nuovo discorso con quella parola, senza il significato intrinseco in quelle frasi in cui tutti i popoli del mondo dicono all’unisono: “noi non ce ne andremo in silenzio nella notte“, e all’improvviso non ci sono americani, italiani, tedeschi o cinesi, ma solo un popolo unito contro l’invasore. Non credo sarebbe stato altrettanto bello.

Qui sotto potete gustarvi di nuovo il discorso:

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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