Birds of Prey: le recensioni elogiano il film con Margot Robbie

Birds of Prey (And the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn) – non userò il titolo italiano – è il primo cinecomic dell’anno e del decennio, e a quanto pare le cose sono iniziate alla grande, con il film spericolato e violento di Cathy Yan che ha ottenuto recensioni per lo più positive.

Quando Suicide Squad di David Ayer ha esordito al cinema, l’aspettativa data dall’atteza non ha completamente ripagato, per questo motivo, Birds of Prey è stato osservato sin dall’inizio con un misto di paura e trepidazione da parte dei fan. I film DC sono attualmente su una scia vincente sia in termini critici che commerciali, e l’ultimo successo è stato Joker, che ha ottenuto un posto fra i nominati agli Oscar di quest’anno.

Mentre il punteggio dell’89% su Rotten Tomatoes suggerisce una vittoria non contestata, le recensioni sono in realtà più contrastanti di quanto suggerisca il semplice numero. Il film di Yan è pieno di sfondamenti della quarta parete, meta-commenti di Harley e gag divertenti accoppiate a una trama piuttosto semplice, il che significa che potrebbe non essere adatto a tutti.

Piuttosto che essere vere e proprie incursioni le recensioni positive per lo più vertono sul lato dell’apprezzamento di Birds of Prey per quello che è, ovvero bello, intrigante e divertente.

New York Post:

“Birds of Prey… è davvero il film a fumetti più divertente dal primo Deadpool del 2016. Si muove a un ritmo vertiginoso con un senso dell’umorismo asciutto e totalmente privo di sentimento, e non viene mai catturato dalla morale dei cliché. Il film ha anche un aspetto punk, slavato e si rifà a molta cultura pop ormai lontana: Harley sembra una Gwen Stefani dell’era No Doubt, e la sua tana fatiscente è un suoneria d’altri tempi e terreno di caccia del cattivo in L’uomo con la pistola d’oro.”

Los Angeles Times:

“Birds of Prey è leggero per quanto riguarda la psicologia e privo di prestigio, è una teca di caramelle vietate ai minori che si rifiuta di prendere qualsiasi cosa troppo sul serio. È gustoso, gommoso e usa e getta come una gomma da masticare.”

Time Out:

“Yan lascia che la follia della sua eroina la guidi attraverso una storia che è strana e divertente da morire. Birds of Prey non è interessato a dare adito ai soliti stilemi dei film di supereroi. Funziona perché non abbiamo visto la storia mille volte prima, e perché lascia alle proprie spalle il cupo approccio di Suicide Squad. È bello vedere un burlone che non si prende troppo sul serio.”

TheWrap:

“Birds of Prey è una sorpresa per un cinecomic vietato ai minori, prende in prestito elementi da ispirazioni delle più disparate come Bugs Bunny e Modesty Blaise per creare un’avventura che modifica il suo senso di familiarità di genere con deliziose esplosioni di anarchia e arguzia. I vari elementi del film lavorano in un meraviglioso concerto di suoni dissonanti per mantenere vivo lo slancio ma anche radicato in una versione stilizzata dell’empatia umana.”

IndieWire:

“C’è una strana tensione in Birds of Prey che non si abbassa mai del tutto, una resistenza alle sue idee fondamentali che spesso è a corto di parole. Tuttavia, le parole d’ordine si applicano ancora: è un cinecomic femminista, alimentato da ragazze, con sequenze d’azione fantastiche e personalità fuori misura, sebbene non raggiunga mai completamente quel potenziale, inizia a tracciare un nuovo percorso nella satura arena del mondo delle storie coi supereroi. Potrebbe non essere la totale emancipazione promessa (almeno non ancora), ma è fantastica a modo suo.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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