Black Widow: Alexandre Desplat rifiuta di commentare sulla questione del suo allontanamento

Per l’uomo più impegnato nei film, la vita durante la quarantena non è stata così diversa da come era prima.

Facendo una rara pausa dal lavoro per rispondere a una telefonata di Indiewire, il compositore ultra prolifico Alexandre Desplat ha ammesso di non essere stato scoraggiato dall’arresto globale: “È stato molto tranquillo per le strade, ed è triste non vedere i miei amici, ma a parte questo le cose sono state quasi le stesse per me. Sono stato ancora in grado di andare in studio – ogni giorno sono qui!”.

Desplat non rallenta mai, anche quando il mondo si ferma. Non ti aspetteresti niente di meno da qualcuno che ha segnato almeno 70 film diversi da quando è entrato nel mercato cinematografico con “Birth” nel 2004 (aveva precedentemente scritto musica per “Girl with a Pearl Earing” e diversi film di successo, ma i deliranti valzer che ha orchestrato per il dramma di Jonathan Glazer lo hanno affermato come una forza importante sulla scena internazionale).

La gamma e il virtuosismo di Desplat non hanno rivali nel cinema moderno: chi altri potrebbe firmare la colonna sonora di “The Tree of Life” e un film di “Harry Potter” nello stesso anno? Gran parte del suo lavoro più raffinato è riuscito a sopravvivere ai film che l’hanno ispirato, e perfino in film non proprio eccelsi la sua musica risalta come in New Moon.

Anche per un compositore del calibro di Desplat, tuttavia, le cose non vanno sempre così bene. Parlando del suo lavoro su The French Dispatch di Wes Anderson e sul musical di Pinocchio diretto da Guillermo del Toro, il compositore ha rifiutato di commentare riguardo la questione Marvel, che ha portato Desplat nel parco giochi di Black Widow, per poi vedersi rimpiazzato da Lorne Balfe in fase post-produzione.

Desplat ha dato un chiaro “nessun commento” quando si è trattato dei punti più specifici di ciò che è accaduto, ma è allettante immaginare l’attrito che potrebbe svilupparsi tra un film simile ad un omogeneo monolite e un compositore che una volta si paragonò a un aquilone: “se stringi troppo le corde non posso volare“.

Lo stesso Desplat non sempre sa in che modo soffierà il vento, ed è proprio così che gli piace lavorare. In genere si imbarca su un progetto in ritardo nella sua produzione e si rifiuta di iniziare a scrivere musica fino a quando un taglio del film non è pronto, a quel punto si prendere quelle sei settimane per lavorare alla sua magia.

“Prima devo vedere il film”, ha detto. “Una sceneggiatura è solo carta; non ci sono mosse, né attori, né luci. C’è qualche emozione, forse, ma ciò che funziona per me sono le immagini. A volte un regista pensa che se comincio a lavorare un anno prima, il mio cervello starà molto meglio, ma no, mi piace lavorare velocemente. Ho bisogno di essere coinvolto e nuotare assieme ai pesci, non sedermi a bordo lago troppo a lungo.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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