Blonde: il regista è rimasto “sorpreso” dalla valutazione NC-17: “il film probabilmente offenderà tutti”

Molto trambusto si è scatenato per via del rating NC-17 assegnato a Blonde, il prossimo dramma di Marilyn Monroe che vede Ana de Armas nei panni dell’icona di Hollywood.

Il regista del film Andrew Dominik ha difeso il rating, sostenendo che “la versione NC-17 della storia di Marilyn Monroe” è ciò che vogliono gli spettatori, anche se ciò non significa che si aspettasse questo tipo di restrizione. Dominik ha detto a Vulture che pensava di giocare con il divieto ai minori di 17 anni quando stava girando il film.

“Ero sorpreso. Sì. Pensavo che avremmo giocato con il Rating-R”, ha detto Dominik a proposito della classificazione NC-17 del film. “Ma penso che se hai un gruppo di uomini e donne in una sala che parlano di comportamenti sessuali, questi cominciano a preoccuparsi per quello che pensano le donne. È un momento strano. Non sono esempi di rappresentazioni di una sessualità felice. Sono rappresentazioni di situazioni ambigue. E gli americani sono davvero strani quando si tratta di comportamenti sessuali, non credete? Non so perché. Fanno più porno di chiunque altro al mondo.”

Secondo quanto riferito, la classificazione NC-17 ha creato tensione tra Dominik e Netflix, ma il regista ha detto a ScreenDaily a febbraio che non ha “nient’altro che gratitudine verso Netflix”, facendo notare che il gigante dello streaming ha supportato il titolo anche se aveva alcuni problemi con il suo contenuto.

Netflix ha “insistito” per portare Jennifer Lame, editor di “Hereditary” e “Tenet”, per “frenare gli eccessi del film”. Dominik ha aggiunto che Blonde è “un film impegnativo. Se al pubblico non piacerà sarà un problema del fottuto pubblico. Non ho intenzioni di candidarmi a cariche pubbliche“.

“Voglio dire, Netflix è una grande azienda con pesci molto più grandi di Blonde in termini di dove spendono i loro soldi”, ha detto Dominik quando Vulture ha chiesto se Netflix è preoccupato per il film. “Stanno cominciando a pagare 400 milioni di dollari per i film. Un piccolo film da 22 milioni di dollari non li rovinerà. Vogliono solo mettere in ordine il loro piano marketing, credo, prima di iniziare a promuoverlo. Poi dobbiamo capire come vogliono che arrivi nel mondo. Non uscirà prima di settembre. Non dovremmo nemmeno parlarne. [Ride] Quando uscirà Blonde, tutti saranno stanchi di parlarne.”

Dominik ha notato che se Blonde fosse stato prodotto diversi anni fa “sarebbe uscito proprio nel momento di massima esplosione del #MeToo e sarebbe stata un’espressione di tutta quella roba“. Secondo il regista, siamo in un momento in cui le persone sono davvero incerte su dove siano le linee di demarcazione.

“È un film che ha sicuramente una moralità. Ma nuota in acque molto ambigue perché non credo che sarà così asciutto come la gente vorrebbe vederlo. C’è qualcosa in esso che offende tutti.”

Netflix non ha annunciato una data di uscita per Blonde, anche se è probabile che il film si presenterà nel circuito dei festival autunnali.

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Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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