#BoycottMulan diventa virale a seguito delle dichiarazioni dell’attrice Liu Yifei

Mulan è un altro di una lunga serie di classici Disney animati che subiscono il processo di rifacimento live-action, e sin dal primo teaser trailer i fan si sono dimostrato piuttosto impazienti di vedere il film.

Tuttavia, la star del film, Liu Yifei, è attualmente sotto i riflettori per un commento ad un avvenimento politico che sta inducendo le persone a twittare l’hashtag #BoycottMulan.

Secondo quanto riferiscono i media americani, l’attrice ha mostrato supporto verso la polizia di Hong Kong sul sito di microblogging Weibo, accusata in queste ultime settimane di cercare di intervenire con metodi eccessivi e violenti i manifestanti e i giornalisti: “Sostengo la polizia di Hong Kong, potete anche prendermi a botte ora“. Stando a Variety, l’attrice ha ripreso ricalcato un messaggio propagandistico diffuso da People’s Daily, il canale principale del partito comunista cinese, portandolo all’attenzione dei suoi 66 milioni di follower.

Che peccato per Hong Kong“, ha detto di seguito in inglese, ribadendo poi l’hashtag della campagna: “Sostengo anche la polizia di Hong Kong“, con un cuore e un’emoji del braccio che mostra il muscolo. A quanto pare queste sono state le parole gridate da un giornalista di un tabloid nazionalista cinese, che dopo essersi intrufolato con successo tra i manifestanti all’aeroporto internazionale di Hong Kong, era stato malmenato da un gruppo di persone, proprio durante la protesta pacifica. Ovviamente la bestia propagandistica cinese ha fagocitato la cosa, e ne ha approfittato per montare su una campagna di disinformazione atta a convincere il popolo che dietro la maschera dei manifestanti in realtà si celano solo dei delinquenti malintenzionati.

Il post è stato apprezzato 78.000 volte da quando è spuntato ieri sul web e è stato ritwittato quasi 69.000 volte. La maggior parte dei commenti sono solo echi dello stesso, ma molti in realtà non concordano.

Martedì, l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha accusato la polizia di Hong Kong di “impiegare armi non letali in modi proibiti da norme e standard internazionali” e quindi “creare un notevole rischio di morte o lesioni gravi” attraverso tattiche comuni come lo sparo di lacrimogeni o proiettili di gomma direttamente contro gli individui o in aree affollate e chiuse.

Sebbene Instagram, Facebook e Twitter siano tutti bloccati dal rigido regime di censura della Cina, le piattaforme sono state tutte inondate dall’hashtag “#BoycottMulan”. I commenti su Instagram di Liu sono diventati una resa dei conti tra le fazioni pro-Pechino e pro-Hong Kong, una vera cascata di commenti con l’emoji della bandiera cinese, e altri con quella di Hong Kong.

Un fan incensato le scrisse: “Liu Yifei, sei l’attrice di Mulan, come mai supporti la brutalità della polizia a Hong Kong, in particolare verso le donne?“. Un altro dei commenti che sono arrivati all’attrice Disney ha criticato la sua presa di posizione dicendo: “Sono cinese per eredità, ma non mi associo alle tue convinzioni fasciste. Mi dispiace che tu abbia una visione distorta della realtà“.

Secondo Twitter: “Hong Kong ha visto proteste consecutive sulla proposta di legge di estradizione proposta dal governo“. Yahoo Entertainment spiega il disegno di legge nel seguente modo:

“Negli ultimi due mesi, le proteste hanno preso d’assalto Hong Kong per un disegno di legge sull’estradizione che avrebbe permesso d’inviare presunti criminali in Cina per essere processati. Dal 1997, Hong Kong e la Cina coesistono come ‘un paese, due sistemi’ e rimarranno tali fino al 2047, secondo l’accordo coloniale britannico. Se il disegno di legge verrà approvato, contestualizza il Guardian, esiste la possibilità che i tribunali cinesi si pronuncino con pregiudizio”.