Brendan Fraser ricorda il momento in cui ha quasi interpretato Superman

Brendan Fraser ricorda il momento in cui ha quasi interpretato Superman. Il successo del blockbuster Richard Donner del 1978, Superman: The Movie, ha convinto il mondo – e Hollywood – che un supereroe può volare sul grande schermo, ma dopo che Christopher Reeve ha attaccato il mantello al chiodo dopo Superman IV del 1987, l’ultimo figlio di Krypton è stato lasciato indietro nel boom dei film a fumetti degli anni ’90, dominato da Batman, e dall’alba dell’era Marvel dei primi anni 2000, con successi come i film degli X-Men.

Come ben sappiamo, in quel periodo Nicolas Cage ha quasi interpretato un Kal-El radicalmente diverso nelle abbandonate lande creative di “Superman Lives”, di Tim Burton. E nel 2002, il talentuoso J.J. Abrams ha scritto una sceneggiatura chiamata Superman: Flyby, che ha sconvolto il tradizionale mito fumettistico del personaggio. La Warner Bros. assunse poi Brett Ratner per dirigere Flyby e chiamò un gruppo di giovani attori per un provino per il ruolo. Uno di quegli artisti era proprio Brendan Fraser.

Parlando recentemente con Yahoo Entertainment, Brendan Fraser, star de La Mummia del 1999 e recentemente della serie Doom Patrol, ha ricordato l’esperienza nell’indossare il costume di Superman e fissare lo specchio, vedendo un supereroe che ti restituisce lo sguardo.

“Ti senti un po’ come fossi invincibile, come se davvero potessi volare. Il mantello ti fa davvero pensare di avere il potere del volo anche se sai che non è così.”

Fraser ha ricordato anche di aver amato davvero la sceneggiatura di Abrams, che immaginava un mondo in cui Krypton non era esploso, e il giovane Kal-El era stato inviato sulla terra da suo padre, Jor-El, per evitare una violenta guerra civile sul suo pianeta natale. Una volta cresciuto e divenuto Superman, il suo pianeta adottivo sarebbe poi stato visitato da un gruppo di kryptoniani guerrieri – guidati dal cugino Ty-Zor – che avrebbe ucciso l’aspirante campione. Ma l’Uomo d’Acciaio sarebbe tornato di nuovo in vita e i piani avrebbero visto la messa in scena di un furiosa lotta contro Krypton in un potenziale seguito. Considerati i cambiamenti radicali nell’offerta, la Warner Bros. ha cercato di mantenere i dettagli di Flyby lontani delle orecchie del pubblico.

“La sceneggiatura era stampata su carta cremisi con inchiostro nero, quindi non poteva essere fotocopiata”, ricorda Fraser. “Mi è stato permesso di sedere in un ufficio e leggerlo per un’ora. Era come un’operazione segreta.”

Fraser non è stato l’unico a provare il vestito del prode eroe, ma anche volti noti come Paul Walker, James Marsden, Ashton Kutcher e Matt Bomer erano stati presi in considerazione al tempo. Per quanto riguarda la sedia dietro la cinepresa, Ratner lasciò il progetto e fu rimpiazzato dal regista di Charlie’s Angel, McG, che provò con il suo gruppo di attori, che includeva la futura star di Man of Steel, Henry Cavill. Alla fine, McG è stato sostituito da Bryan Singer, che ha spinto Flyby in un cantuccio per portare avanti la propria trama, che come tutti sappiamo alla fine è diventata il Superman Returns del 2006, con Brandon Routh.

A quasi due decenni dall’aver quasi indossato il mantello rosso ed il simbolo di speranza, Fraser ha un’idea chiara di come sono andate le cose.

Ciò dimostra che non importa le dimensioni del film – tutto passa attraverso una sorta di processo di sviluppo“, dice. E’ buffo pensare che adesso lui e Bomer stanno godendo di una seconda opportunità in seno alla DC, come parte della serie DC Universe ben recensita, Doom Patrol, dove i due interpretano Negative Man e Robotman. Ma Fraser è ancora orgoglioso di far parte del club non ufficiale di attori che sono riusciti a indossare la tuta di Superman e fingere di volare. “Ho quel momento“, ha detto alla fine dell’intervista. “L’ho fatto davvero“.