Christopher Nolan parla a Cannes della sua visione circa la Trilogia del Cavaliere Oscuro

Quando si pensa alla massima espressione artistica nel passato del genere cinecomic non si può non far riferimento a tre nomi ben specifici, Il Cavaliere Oscuro, Watchmen, e Spider-Man 2. Naturalmente nel gruppo metterei anche grandi film come Blade 2, il secondo film degli X-men diretti da Bryan Singer, ed andando ancora più indietro naturalmente i Batman di Tim Burton e i Superman di Richard Donner.

Ma il nome che tutti hanno sempre in bocca quando si parla di espressione massima del genere, perlomeno nei tempi moderni, è certamente Christopher Nolan e la sua trilogia.

Dopo il finale del terzo film ci si aspettava una nuova storia, magari con il personaggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt, ma non è mai arrivata e da dopo Man of Steel, datato 2013, sappiamo che il talentuoso regista britannico non vuol tornare alla direzione di un cinecomic. In questi giorni il regista è al Festival di Cannes per presenziare al 50° anniversario di 2001: Odissea nello Spazio, ed in quella sede ha avuto modo di parlare della trilogia del Cavaliere Oscuro, offrendo una visione unica.

“Per me ogni film è un genere diverso. Tendono ad essere definiti dal cattivo”, ha spiegato Nolan, descrivendo Batman Begins del 2005 come una storia di origini dirette. “Il cattivo è un avversario appropriato. È un mentore diventato nemico.”

The Dark Knight per me è sempre stato un criminal-drama nella forma di un film di Michael Mann. Il Joker era un terrorista, un agente del caos scatenato.”

Infine, per Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, in cui Tom Hardy interpreta Bane, Nolan ne ha parlato come uscito dalla mente di Nolan in una sorta di storica epopea. Bane è un fantastico nemico di stampo militarista.

Continuando poi con la propria analisi del fenomeno Trilogia del Cavaliere Oscuro, Nolan ha continuato descrivendo come, quando ha preso il posto datogli dalla Warner, non avesse previsto il franchise come al di fuori di un singolo stand-alone, semplicemente con dei villain mutevoli ed attraversando diversi genere lungo la trilogia Nolan ha desiderato portare il pubblico in un viaggio particolare, e dire loro qualcosa di diverso su Bruce Wayne.

Nolan ha ammesso di essersi approcciato al mondo dei cinecomics attraverso una diversa visione, come un thriller noir. Naturalmente è basato su un super-eroe, ha detto il regista britannico, ma:

“[…] è basato su idee di colpa e paura, forti impulsi che il personaggio ha. Bruce Wayne non ha superpoteri se non una straordinaria ricchezza. Ma davvero, è solo qualcuno che fa un sacco di flessioni. In questo senso, è molto affabile e umano. Penso che sia il motivo per cui ho gravitato verso ciò.”

Quando gli è stato chiesto se il suo Batman ha in qualche modo reso omaggio a James Bond, Nolan ha ammesso una connessione: “Siamo stati senza pietà nel saccheggiare elementi dai film di James Bond, per certi aspetti”. Di seguito ha aggiunto come l’intenzione dietro la creazione di Bruce Wayne fosse quella di renderlo irresistibile come 007. Nolan ha anche notato come Lucius Fox sia in qualche modo simile all’agente Q di Bond, che ha un armadio pieno di gadget. La cosa però non era intenzionata a copiare James Bond, infatti Nolan ha poi concluso questo piccolo discorso nel discorso ammettendo di aver: “fatto la mia versione di James Bond”, in qualche modo Inception sento molto di più l’influsso Bond de Il Cavaliere Oscuro.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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