CONSIDERAZIONI – Outcast 2×03 “Insieme”

1) Continuiamo con la visione della seconda stagione di Outcast e dopo una seconda puntata deludente per la trama ma interessante per quanto riguarda l’atmosfera horror, noto con piacere che hanno dato vita ad altrettante scene di un certo impatto anche in questo terzo episodio. Ci sono delle inquadrature che mi hanno colpito non poco, per il taglio della scena e lo studio della fotografia, che risulta particolarmente curato in alcuni momenti. In una scena particolare si è riusciti anche a creare un momento di suspense davvero niente male che poi però è culminato con un jumpscare un po’ fastidioso, ma contestualizzato all’interno della situazione. Ho apprezzato anche l’inquietante aspetto sfigurato che hanno dato ad Aaron, il ragazzo scomparso che Anderson credeva di aver ucciso dando fuoco alla casa di Sidney. Beh, non l’ha ucciso ma l’ha reso una sorta di nuovo Due Facce. Quello che però non riesco proprio a capire è il perché Aaron si sia voluto unire a Sidney nella sua missione. Inizialmente la loro alleanza ci stava, perché Aaron si serviva di Sidney per distruggere il reverendo. Ma ora? Perché è diventato un pazzo pure lui? Ha anche avuto la conferma che Sidney è un demone potente. Mah.

2) Come ben sapete una puntata di una serie tv normale dura sui 40 minuti, massimo un’ora. Outcast se non erro dura poco più di 40 minuti. Ovviamente gli sceneggiatori devono scrivere un puntata con tanto materiale da creare un episodio di una certa durata. Spesso può capitare che in una puntata ci siano delle scene un po’ lente e inutili ed ecco che puntualmente questo episodio di Outcast ne ha un paio. Ci sono troppe scene in cui ci si concentra sulla reazione di Holly alla morte del padre, Mark, causata dalla madre, Megan. In particolare c’è una scena che è davvero scontata e abbastanza ridicola (quella delle mattonelle). D’altra parte però sono contento nel vedere abbastanza approfondito il personaggio di Megan e anche quello delle figlie dei personaggi principali, che erano rimaste particolarmente in sordina. In più in questa puntata abbiamo rivisto Allyson, la moglie di Kyle che continua a starsene lì nel manicomio per scelta. Non è protagonista di molte scene, anzi, ma confido in una sua maggior presenza nelle puntate successive. In più l’attrice, Kate Lyn Sheil, dopo House of Cards mi ha particolarmente conquistato.

3) Finalmente c’è un altro accenno al passato di Kyle e la faccenda sembra essere particolarmente interessante. Alla fine dell’episodio veniamo a sapere dal “tizio della discarica” che trent’anni prima era stato lo stesso padre di Kyle a combattere gli stessi mali che sta combattendo il povero Reietto. Quindi la famiglia Barnes è destinata ad avere questi poteri? Se sì, da quanto ce li ha? Possibile che ci fosse una sorta di ordine che combatteva i demoni già in passato a cui capo c’erano gli avi di Kyle? Sarebbe una cosa davvero figa e secondo me come teoria ci sta tantissimo. Se ci pensate anche Amber, figlia di Kyle, ha dimostrato in un paio di occasioni (di cui una proprio in questo episodio) di poter scacciare o almeno intimorire i demoni che possiedono una persona. Spero vivamente che Kyle nei prossimi episodi indaghi maggiormente sul suo passato. Altrimenti mi rompo seriamente le palle nel vedere in ogni episodio sempre sta storia di “Dov’è Sidney?” “Ehi tu, esci da questo corpo!”. Eddaje.

In sinossi si tratta di una puntata gradevole, che ci fa pensare ad un continuo particolarmente interessante. Voi che ne pensate? Vi sta piacendo per ora la serie?

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Andrea D'Eredità

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