CONSIDERAZIONI – Twin Peaks 3×08 “Il Ritorno Parte 8”

1) Io con questa puntata non so veramente da dove iniziare a parlare. Se le precedenti puntate davano vita a misteri su misteri, stavolta David Lynch decide di puntare quasi tutto sulla tecnica, caratterizzata dal suo stile, e sull’approfondire la mitologia che creò 25 anni fa. Quest’ottava puntata è un qualcosa di totalmente innovativo per il panorama delle serie tv, è una delle pochissime volte in cui lo stile di un autore impegnativo come Lynch invade tutto l’episodio dando vita a quello che posso definire un vero e proprio capolavoro, ricco, profondo e molto enigmatico. Per chi conosce Lynch sa bene che per capirlo non ci si deve fermare alla prima visione delle sue opere, come minimo si devono fare delle ricerche sul web per capire il significato di ciò, oppure vedere l’opera più e più volte. Ho sentito molte persone smontare questo episodio dichiarando che è totalmente senza senso e noioso. Sicuramente sono le stesse persone che guardano Grey’s Anatomy definendola una delle migliori serie tv di sempre e che appena si approcciano a qualcosa di leggermente più impegnato non riescono a capirlo. Il Twin Peaks di 25 anni fa aveva portato le serie tv a un livello successivo, quello stesso livello a cui appartengono la maggior parte delle serie che conosciamo oggi. Ora che David Lynch ha totale libertà creativa sulla serie vuole portare il mondo delle serie tv ad un livello ancora più alto che però pochi potranno comprendere e apprezzare. La tecnica di questa puntata è semplicemente impeccabile, una regia che crea delle immagini che mettono un’inquietudine enorme (i film horror odierni non possono nemmeno pulire le scarpe con la lingua a questa puntata) e con delle inquadrature semplicemente sensazionali, sembrano dei veri e propri quadri. Lynch prende lo spettatore e gli fa intraprendere un viaggio nel profondo dell’animo umano.

2) La puntata inizia con il doppio malvagio di Cooper in macchina insieme a Ray mentre scappa dalla prigione. I due si fermano e Cooper ne approfitta per togliere di mezzo Ray, il quale però ha manomesso la pistola di Cooper e caricato la sua. Ray spara tre colpi uccidendo Cooper ma ecco che dalla foresta arrivano quelle figure scure che avevamo visto negli episodi precedenti. Queste figure iniziano a danzare intorno al cadavere di Cooper e a frugare all’interno del suo corpo, da cui estraggono una sfera scura con all’interno la faccia di Bob. Probabilmente hanno salvato Bob ma anche Cooper, dato che questo si mette seduto nella scena dopo ma non sappiamo in che stato sia. La scena in cui queste entità danzano intorno a Cooper è qualcosa di semplicemente magnifico, è Lynch puro al 100%. Raramente mi sono inquietato così tanto nel vedere una serie tv o un film. Non ci sono davvero parole per descrivere quello che viene mostrato. La musica di Angelo Badalamenti è degna di essere ricordata come una delle sinfonie più inquietanti e macabre di sempre, che in parte ricordano il tema principale di Shining. E siamo solo all’inizio di tutto quanto. Dopo aver visto Cooper malvagio risvegliarsi torniamo indietro fino al 1945 nel New Messico, dove il governo americano esegue il primo test nucleare della storia. Da lì, Lynch ci porta all’interno del fungo atomico creato dalla bomba e ci mostra attraverso delle immagini psichedeliche quello che accade all’interno del fungo atomico. Da quel momento inizia il viaggio accennato prima. Con una fotografia in bianco e nero, con un bilanciamento di ombre e luci straordinario, Lynch ci mostra delle immagini che a primo impatto non ci dicono nulla, se non che la fotografia di Peter Deming è semplicemente perfetta, ma che poi si rivelano essere qualcosa di molto più profondo e fondamentale per la mitologia della serie. Dall’esplosione emerge quella che sembra l’entità vista nella scatola di vetro nel primo episodio che sputa una sorta di slime da cui ha origine Bob. Quello che Lynch ci vuole spiegare è che la Loggia Nera, e Bob, sono stati creati da noi esseri umani nel momento in cui abbiamo dato sfogo a tutta la nostra malvagità, dando vita ad un’arma di distruzione di massa che porterà alla morte milioni di persone un mese dopo. Semplicemente geniale, e che fa riflettere non poco. Noi siamo gli artefici dei nostri stessi demoni.

3) Ci spostiamo in una stanza situata sopra un immenso oceano. Dentro questa struttura c’è il Gigante e una signora, chiamata Senorita Dido, la cui attenzione viene catturata da una sorta di allarme. Il Gigante si reca in una sala cinematografica e da lì osserva l’esplosione mostrataci poco fa e la nascita di Bob. Dopodiché inizia a levitare e dalla sua testa emerge una sorta di nuvola dorata da cui ha origine un globo d’oro. La Senorita Dido raccoglie quella sfera dorata e al centro c’è la faccia di LAURA PALMER! Dopo essersi commossa e baciato la sfera, la Senorita Dido inserisce il globo in un macchinario che lo spedisce in America, e in particolar a Twin Peaks (probabilmente). Quindi cosa vuol dire? Il Gigante e la Senorita Dido dovrebbero essere una sorta di guardiani della realtà metafisica e non, quando l’uomo ha dato sfogo alla sua malvagità, dando vita alla Loggia Nera e a Bob, i due guardiani si sono trovati costretti a creare qualcosa che fosse l’esatto opposto e che potesse contrastare quella malvagità, ovvero la Loggia Bianca e Laura Palmer, simbolo di bellezza e purezza il cui scopo è salvare l’umanità. Una sorta di Gesù 2.0. Tutte le scene sono sempre girate in bianco e nero, eccezion fatta per gli oggetti d’oro, e questo gioco di colori ha dato vita a delle scene da pelle d’oca. Un momento a dir poco emozionante, con in sottofondo una musica angelica molto simile a quella che si sente alla fine di Fuoco Cammina con Me quando Laura viene uccisa, e le appare un angelo in visione, probabilmente un’entità della Loggia Bianca. L’essere che ha dato vita a Bob ha creato anche delle uova da cui fuoriescono delle creature che assomigliano vagamente allo scaratopo di How I Met Your Mother. Ora ci troviamo nel 1956 e nel frattempo le entità scure viste all’inizio dell’episodio con la morte del Cooper malvagio, e nate anch’esse dall’esplosione, vagano per il paese e uno in particolare, il cosiddetto Boscaiolo, si reca in una stazione radio e invia un messaggio che recita: “Io sono l’acqua, io sono il pozzo. Bevete e scendete. Il cavallo è il bianco degli occhi, e scuro all’interno”. Il significato di queste parole rimane tutt’ora un mistero, ma la gente che le ascolta sviene e in particolare seguiamo la vicenda di una giovane ragazza tornata a casa dopo un appuntamento. Anche lei sviene nel sentire quella frase e lo scaratopo visto prima le entra in gola mentre dorme. Una scena a dir poco disgustosa e molto bizzarra, ma che registicamente è qualcosa di sensazionale. Per non parlare della CGI con cui hanno realizzato l’essere, semplicemente perfetta e non è una cosa da poco. A parer di molti, e anche mio, quella giovane ragazza potrebbe essere Sarah Palmer, futura madre di Laura, la cui progenie, che dovrebbe salvare l’umanità, viene infettata dalla malvagità portata dallo scaratopo e per questo che Laura diverrà la persona problematica che conosciamo, che verrà uccisa da Bob e che rimarrà intrappolata nella Loggia Nera nonostante lei abbia opposto resistenza. Tutto ciò visto in Fuoco Cammina con Me.

Insomma, definire questa puntata noiosa e senza senso è una delle cose più sbagliate che si possa dire. David Lynch vuole portare le serie tv ad un livello più alto, dove non sono i dialoghi dei personaggi a portare avanti la storia ma sono le immagini, la fotografia e la colonna sonora. Molto probabilmente la gente non sta apprezzando questo genere di prodotto semplicemente perché non è pronta e non vuole affrontare qualcosa di più impegnativo. Moltissimi vogliono che tutto abbia una senso sin da subito, ma le cose, come afferma lo stesso Lynch, vanno degustate pian piano, come un buon vino. In più la terza stagione di Twin Peaks era stata pensata da Lynch come  un film di 18 ore, quindi non mi stupirei se non è tutto chiaro sin dall’inizio.

Qui di seguito potete acquistare l’home video delle due stagioni passate e del film prequel Fuoco cammina con me.

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Andrea D'Eredità

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