Crisi sulle Terre Infinite: Brandon Routh impersonerà l’azzurrone di Superman Returns?

Di recente vi abbiamo mostrato le prime entusiasmanti immagini di Brandon Routh di ritorno nei panni di Superman, con tanto di costume classico, ma non è Superman qualsiasi, bensì uno ispirato alla famosa storia Kingdom Come.

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Dopo aver visto quelle immagini in molti si sono fatti domande sul contesto di questo Superman, chiedendosi se sia un personaggio a se o magari faccia riferimento a uno degli uomini d’acciaio mostrati qua e la lungo la lunga produzione cinematografica e televisiva della DC.

Anche se pare qualcuno abbia preso fischi per fiaschi, in un articolo di inizio agosto di Slahfilms sembrava che alla festa della CW per la Television Critics Association, Marc Guggenheim, produttore di Arrow e supervisore del crossover, avesse rivelato alcuni dettagli sul ruolo di Routh lasciando intendere che il crossover facesse riferimento a Superman Returns.

Come sapete se siete assidui fan dell’arrowverse, Guggeinheim ha sempre avuto un buon rapporto con la DC in quanto responsabile della serie  che ha dato vita a quell’universo espanso. Quando la Warner Bros. ha voluto includere il velocista scarlatto nel loro universo DC, Guggenheim ha subito risolto con un paio di puntate d’introduzione e uno show spin-off incentrato su di lui. Facile come schioccare le dita. Inoltre è riuscito a convincere la produzione a far apparire un Superman, quello di Tyler Hoechlin, nel loro show.

In un secondo momento poi, Guggenheim disse che fu il leggendario artista di fumetti Jim Lee ad aiutarlo a includere Routh come un Superman alternativo: “Non è mai una discussione legale”, ha detto Guggenheim. “È la solita danza che facciamo quando proviamo ad accedere a personaggi dell’universo DC al di fuori dell’Arrowverse”, e dicendo così la pulce nell’orecchio è stata messa.

Questo quindi sarà il ritorno dell’Azzurrone di Superman Returns? Come sapete Superman Returns è un film del 2006 diretto da Bryan Singer, che è stato abbastanza divisivo fra i fan tanto che hanno deciso di non fare un sequel, ma la domanda in questo caso – vista anche la pulce nell’orecchio – è riguardo che tipo di Superman sia quello di Routh. E’ il Superman di Bryan Singer? E’ propria questa ambiguità che ha reso inizialmente dubbioso Guggenheim circa il dargli di nuovo quel ruolo ma nell’arrowverse.

Probabilmente il modo migliore per descriverlo è attraverso la piccola dichiarazione del produttore, dove ha detto che non è bene chiamarlo sequel, ma forse è meglio “coda”, detto esplicitamente. Capita l’antifona? Probabilmente è troppo chiedere un crossover televisivo al servizio di cinque personaggi principali che serva anche come sequel di un film a distanza di 13 anni, e infatti la dichiarazione fa capire che un sequel non è, bensì qualcosa che rimanda al quel passato degli inizi degli anni 2000, ma che non è direttamente collegato. Un po’ come la battuta/rimando sentita fra Brandon Routh e Melissa Benoist in “Invasione!”.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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