Crisi sulle Terre Infinite: Marc Guggenheim parla del destino di Oliver, della dinamica tra Kara e Kate e altro ancora

I capi dell’Arrowverse non stanno prendendo alla leggera il loro adattamento di Crisi sulle Terre Infinite.

“Ho sentito così tanta pressione. Tutti abbiamo sentito un’enorme pressione”, il produttore esecutivo del crossover Marc Guggenheim racconta a EW riguardo l’affrontare l’iconica maxiserie di Marv Wolfman e George Pérez, che ha cambiato per sempre il volto dell’universo DC e dei fumetti in generale quando è stata rilasciata negli anni ’80. “C’è solo una Crisi e puoi farlo solo una volta, e abbiamo il terrore di rovinare tutto.”

Detto questo, Guggenheim è fiducioso di aver creato qualcosa che rende omaggio sia al fumetto che all’ampio universo DC nel suo insieme con il crossover dell’Arrowverse di quest’anno, iniziato questa domenica.

Dispiegandosi fra Supergirl, Batwoman, The Flash, Arrow e Legends of Tomorrow della The CW, l’evento televisivo in cinque episodi segue i molti eroi della The CW (e oltre!) mentre si uniscono per fermare l’Anti-Monitor (LaMonica Garrett) ed il suo intento di distruggere il multiverso.
In linea con lo spirito del fumetto, l’esito del crossover avrà conseguenze drammatiche sull’intero Arrowverse andando avanti.

“Una delle cose che il fumetto ha sempre promesso è che: ‘Mondi vivranno, mondi moriranno. E le cose non saranno mai più le stesse’. C’erano personaggi che sono morti. Sono stati introdotti nuovi personaggi. L’intero status quo dell’universo è cambiato”, afferma Guggenheim. “Spero che tutti sentano di essere stati all’altezza.”

Per creare la storia del crossover, Guggenheim ha sfogliato la run di 12 numeri come se fosse il Libro del Destino e ha messo a punto ritmi di storie che potevano servire da fili per le cinque ore con cui dovevano giocare: “In effetti, quando l’abbiamo presentato allo studio [Warner Bros. TV] e alla rete, abbiamo avuto copertine corrispondenti per i 12 numeri del fumetto che corrispondevano a cinque episodi“, dice, aggiungendo che ha anche consegnato quella struttura a molti anche gli showrunner.

Mentre Guggenheim non rivela quali elementi del fumetto vengono omaggiati, ha condiviso che il fumetto li ha aiutati a risolvere un grosso problema che hanno dovuto affrontare.

“Fondamentalmente abbiamo rovinato la nostra storia raccontando al pubblico che Oliver morirà alla fine della stagione 7″, afferma Guggenheim. “Giocare con solo trame piene di colpi di scena, sorprese e inversioni, è stata una sfida interessante. Penso che la storia originale abbia fornito molti spunti di ispirazione. Anche se non ci ha dato la risposta completa ha ispirato le risposte.”

Come sapete, la Crisi fu originariamente concepita come un modo per la DC Comics di ripulire la sua continuità allora contorta, che era piena di troppi mondi paralleli, linee temporali alternate e doppelgänger che intimidivano potenziali nuovi lettori. Fortunatamente, l’Arrowverse non ha un grosso problema di continuità, il che significa che gli sceneggiatori sono stati in grado di concentrarsi ulteriormente sui loro personaggi.

“Mentre onoriamo la relazione tra Barry e Oliver, ciò che è stato davvero bello è sviluppare è la relazione tra Kara e Kate”, afferma Guggenheim. “L’abbiamo davvero anticipato alla fine di Elseworlds l’anno scorso con il miglior rimando del mondo, ma abbiamo davvero la possibilità di approfondire il rapporto e tenere insieme quei due personaggi sulla scena, vederli sostenersi allo stesso modo in cui Barry e Oliver si sono sostenuti a vicenda nei precedenti crossover.”

Per quanto riguarda le Leggende, protagonisti di uno spettacolo di ensemble: “il crossover si concentra principalmente su Sara, il personaggio di Caity Lotz per una serie di ragioni diverse, sicuramente legate a ciò che accade con Oliver nel crossover“, quindi escludendo gli altri membri del cast della serie. Le vicende che avverranno in questo crossover avranno degli effetti sulla nuova stagione della serie e daranno il via al viaggio emotivo di Sara.

L’ora dedicata a Arrow del crossover è particolarmente speciale perché Guggenheim l’ha scritta insieme a Wolfman: “Non avrei potuto chiedere un’esperienza migliore. Ha funzionato perfettamente, estremamente bene”, afferma Guggenheim, ammettendo che inizialmente era nervoso per la collaborazione con uno dei suoi idoli perché, per sua stessa ammissione, scrive con una “mano pesante”. Per fortuna, si è rivelato non essere un problema, in quanto:

“Sono arrivate le pagine di Marv ed erano brillanti. Incredibilmente geniali. Una scrittura così fantastica, così vivida. Non ho letteralmente cambiato molto. L’interpretazione di Marv di Lex Luthor, in particolare, è geniale. Quale materiale fenomenale è per Jon Cryer!”

Oltre a onorare il fumetto, Guggenheim voleva anche assicurarsi che il crossover di quest’anno rendesse omaggio alla storia della DC in televisione e al cinema. Questo spiega perché i fan hanno visti una sorta di renunion di Smallville, il debutto di Black Lightning nell’universo condiviso, e il Brandon Routh di Legends nei panni del Kingdom Come Superman.

“È divertente perché Routh riesce a interpretare non solo Superman ma anche Clark Kent, oltre a vederlo nei due ruoli. Dico due ruoli perché li interpreta ovviamente in modo molto diverso l’uno dall’altro ”, afferma. “Abbiamo anche avuto l’opportunità di vedere Brandon recitare di fronte a se stesso, perché anche Ray Palmer è nel crossover. Non vorremmo certo perdere l’occasione per far interagire il Superman di Routh con il Palmer dello stesso. Abbiamo davvero sentito l’obbligo di visitare tutti i diversi angoli dell’universo DC. È emozionante vedere tutti i diversi modi in cui tutto si è amalgamato.”

Poiché Crisi sulle Terre Infinite è il più grande crossover dell’Arrowverse di sempre, è facile capire perché si potrebbe essere tentati di confrontarlo con Avengers: Endgame. – anche se sarebbe abbastanza assurdo. Da parte sua, Guggenheim non vuole metter su alcun paragone con Endgame, preferendo lasciarlo ai fan; tuttavia, quando viene pressato a farlo, ha detto: “Direi certamente che per Barry e Oliver c’è un scioglimento emotivo che ricorda Endgame, ma quel film è un punto esclamativo, mentre la Crisi è un punto e virgola“.

Fonte

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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