Da Flash/Arrow a Crisi sulle Terre Infinite: l’evoluzione dei crossover dell’arrowverse

Anche se in tanti adesso lo amano, non sarebbe mai dovuto esistere un’Arrowverse. Davvero, a quanto sembra non era nei piani inizialmente: “A molte persone piace pensare che lo fosse“, afferma l’architetto dell’Arrowverse, Greg Berlanti. “Ma ogni nuovo passo è stato una sorpresa“.

Quando Arrow, la serie che vede protagonista Stephen Amell come Green Arrow, è stata presentato in anteprima su The CW nel 2012, ai produttori è stato chiesto più volte se avrebbero introdotto altri eroi con superpoteri, e le risposte sono sempre state: “No, no e no“, secondo Marc Guggenheim, co-sviluppatore e produttore Arrow, ma a quanto pare “nessuna di queste interviste è invecchiata particolarmente bene“.

Non ha torto, perché negli ultimi otto anni The CW è diventata la casa di ben sei spettacoli basati su personaggi della DC Comics, e anche se con qualche aggiustamento lungo la via, adesso esistono nello stesso multi-verso televisivo e interagiscono annualmente con dei crossover. Arrow, The Flash, Supergirl, DC’s Legends of Tomorrow, Batwoman e Black Lightning.

“Se dovessi scegliere una sola parola, direi incredibile”, afferma Guggenheim sull’esistenza stessa dell’universo e sui crossover annuali. “La verità è che l’espansione inaspettata parla a voce alta con la mia filosofia circa la costruzione di un universo. Il modo migliore per farlo è fare un bello spettacolo. Quello si che è davvero difficile. Quindi, se ci riesci, avrai un secondo spettacolo davvero buono.”

E se produci ben sei buoni show? Bene, allora provi ad alzare l’asticella con un crossover davvero ambizioso, Crisi sulle Terre Infinite, un adattamento di cinque ore dell’apocalittica epopea di Marv Wolfman e George Pérez che ha scosso la DC Comics tra il 1985 e il 1986.

In un certo senso, la strada per la “crisi” è iniziata a metà della prima stagione di Arrow quando Berlanti ha iniziato a giocare con l’idea di portare il Velocista Scarlatto, il suo supereroe preferito, sul piccolo schermo. Dopo aver parlato con Warner Bros. TV e The CW, Grant Gustin di Glee è stato presentato come Barry Allen pre-velocità nella seconda stagione di Arrow prima di ottenere uno show tutto suo nell’autunno del 2014.

Nonostante il successo di Arrow, i produttori erano preoccupati per The Flash a causa degli effetti speciali richiesti per rendere i poteri dell’eroe: “È notoriamente ciò che ha messo fuori gioco lo show originale di Flash anni fa; non sono riusciti a portare a termine gli episodi in tempo”, ha detto Berlanti. Ma The Flash ha funzionato e rimane lo show più apprezzato della rete anche dopo sei stagioni. Nel dicembre del 2014 hanno tentato qualcosa di ancora più avventuroso: un crossover di due notti tra Arrow e The Flash, e a quanto detto da Guggenheim:

“Il presidente della CW, Mark Pedowitz, era tipo: ‘Voglio far incrociare questi due spettacoli’. Sia io che Greg siamo cresciuti con L’Uomo da Sei Milioni di Dollari e La Donna Bionica. In tutta onestà, quei due spettacoli sono stati l’ispirazione del crossover. Il primo crossover ‘Flarrow’ è stato così difficile al momento, ma ripensandoci, in realtà è stato imbarazzantemente facile perché era un crossover nel senso che Oliver è apparso nello show di Barry e Barry è apparso nello show di Oliver, ma le due trame di ogni episodio erano relativamente separate l’una dall’altra. Quindi, non era poi così narrativamente ambizioso.”

L’universo ha continuato ad espandersi. Nel 2014, la presidente della Warner Bros. Susan Rovner ha incontrato Berlanti e la compagnia per sviluppare uno spettacolo su Supergirl, la cugina di Superman.

“Ho pensato che fosse un’idea fantastica”, afferma Sarah Schechter, EP dell’Arrowverse e della Berlanti Productions. “Ricordo che Greg mi disse: ‘Penso di aver capito Supergirl. E’ Ginger Rogers. Ginger Rogers ha dovuto fare tutto ciò che Fred Astaire ha fatto, ma all’indietro e con i tacchi’. Ciò ha davvero risuonato dentro me come donna che lavora in questo settore.”

Così, nell’ottobre del 2015, Supergirl ha preso il volo su CBS con Melissa Benoist di Glee nel ruolo della ragazza d’acciaio. Anche se (inizialmente) andava in onda su una rete diversa, era considerato parte dell’universo dei suoi fratelli CW perché la seconda stagione di The Flash aveva stabilito il concetto di multiverso. Verso la fine della stagione 1 di Supergirl, Flash, che risiede sulla Terra-1, appare sulla Terra-38 di Supergirl per un’avventura crossover: “Grant e Melissa sono così effervescenti“, ha affermato Schechter. “Non era stata prevista come cosa. Semplicemente desideravamo vederli insieme“.

Al momento del lancio di Supergirl, i produttori stavano anche sviluppando la serie DC’s Legends of Tomorrow, che portava in scena una serie di spalle o “eroi minori” raccolti dalle serie Arrow e The Flash, tra cui Caity Lotz (Sara Lance / White Canary), Brandon Routh ( Ray Palmer / the Atom) e Dominic Purcell (Mick Rory / Heat Wave). Mentre le tre serie precedenti avevano un processo di sviluppo tradizionale, Legends non aveva avuto nemmeno il tempo di sviluppare un pilota. Come detto da Berlanti: “Abbiamo letteralmente utilizzato clip dei nostri altri spettacoli che non avevamo usato“, e insieme hanno realizzato che sarebbe stato bello vedere tutti questi personaggi sullo schermo allo stesso tempo. Il crossover Arrow-Flash di quell’anno, intitolato “Heroes Join Forces“, ebbe la responsabilità di caratterizzare le Leggende, cosa che si dimostrò più stressante di quanto i produttori si fossero aspettati.

“Questo succede quando le cose diventano davvero folli, perché anche se stavamo incrociando solo due show, stavamo sviluppando una trama singolare, ma stavamo anche introducendo i personaggi di Legends e lanciando la serie nello stesso momento in cui stavamo preparando la premiere”, dice Guggenheim, che è anche un EP di Legends. “Ricordo che Greg e io ci siamo guardati mentre dicevamo: ‘Nessuno lo ha mai fatto: incrociare due spettacoli e allestire un terzo contemporaneamente’. Era come destreggiarsi tra motoseghe infuocate in cima a un monociclo. Eravamo come: ‘nessuno saprà mai quanto sia difficile’.”

Nel 2016, Supergirl è passato a The CW per la sua seconda stagione, integrandosi ulteriormente nell’Arrowverse tramite il crossover in tre parti “Invasione!”, oltre anche a un delizioso episodio musicale in crossover con The Flash, che a quanto pare è uno dei preferiti di Guggenheim anche se non era direttamente coinvolto in esso.

“L’ho adorato”, dice. “Questi crossover esistono lungo uno spettro e devo dire che, come fan, uno dei miei preferiti si realizza quando incrociamo solo uno o due attori, o uno o due personaggi, come quando Diggle e Lyla si mostrano in Flash, per esempio. Fare questi piccoli crossover ripetutamente nel corso di vari spettacoli e varie stagioni, è ciò che fa sentire l’universo condiviso, ed è la cosa che preferisco fare.”

Con quattro spettacoli di supereroi in onda, gli showrunner hanno fatto uno sforzo concertato per differenziarli, e se “ripensi a quella particolare stagione di quell’anno“, dice Guggenheim, “vedi Legends diventare più stravagante, Supergirl andare avanti con la questione alieni, Flash ugualmente con la scienza e Arrow in merito al genere crime“.

Avere Supergirl su The CW ha anche portato a quello che Guggenheim chiama il “gold standard” dei loro crossover annuali: Crisi su Terra-X del 2017, che ha attraversato tutti e quattro gli show e ha incluso due matrimoni, doppelgäng nazisti e più di 15 supereroi è stata una delle cose più folli che la Benoist abbia mai fatto, a detta dell’attrice stessa, sopratutto nel momento in cui si sono schierati tutti assieme contro i cattivi di turno: “Quel particolare momento è quello che mi resterà per sempre dentro“.

I produttori sapevano abbastanza presto che volevano che gli eroi fossero i cattivi di Terra-X, tuttavia, l’idea di portare in scena doppelgänger nazisti è nata da Freedom Fighters, uno spettacolo animato ambientato appunto su Terra-X che Guggenheim stava sviluppando per CW Seed in quel momento.

Giocare organicamente con il giocattolo che già possiedi“, questo è lo stile che Guggenheim da descritto, e a quanto pare quello è un altro elemento necessario alla costruzione dell’universo. Semplicemente quando costruisci il tuo universo ti chiedi come dare credibilità all’interconnettività, e nel caso di Terra-X, era qualcosa che era già stato introdotto in una serie animata canonica, quindi per questo quell’idea dei doppelgänger è stata usata.

La lotta multiversale degli eroi dell’Arrowverse contro i nazisti, tuttavia, ha messo a dura prova tutti i soggetti coinvolti, e ad un anno ancora sentivano gli effetti: “La rete avrebbe dovuto davvero, davvero convincerci a fare un altro crossover, perché dopo Crisi su Terra-X eravamo tutti piuttosto sfiniti. Eravamo come: ‘Possiamo fare una pausa e poi tornare per l’altra Crisi?’ E la The CW ha detto: ‘Non preoccupatevi, non devono essere tutti e quattro gli spettacoli. Possono essere solo tre ore“.

Ed è così che è venuto fuori l’ambizioso Elseworlds. Ironia della sorte, il capovolto Elseworlds ha finito per essere il crossover preferito di Amell, Gustin e Benoist fino a quel momento: “Tutti ridevano tutto il tempo e c’era così tanto sollievo comico“, afferma la Benoist. Elseworlds ovviamente ha anche segnato il debutto di Ruby Rose nel ruolo di Batwoman prima del lancio del suo show.

Tutto ciò si è sviluppato fino al crossover di quest’anno, Crisi sulle Terre Infinite, che si svilupperà attraverso Supergirl, Batwoman, The Flash, Legends e l’ultima stagione di Arrow. Racconterà una strenua lotta per salvare il multiverso, e presenterà anche alcuni personaggi provenienti da vecchi spettacoli DC, come Tom Welling ed Erica Durance da Smallville, e anche da alcuni che parevano separati, come il Black Lightning di Cress Williams, rimasto separato dall’Arrowverse sin dalla sua prima stagione del 2018.

Guggenheim ha detto: “Il mio obiettivo principale è sempre stato: ‘Come possiamo onorare la crisi originale?’. Penso che abbiamo realizzato qualcosa di veramente speciale“.

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