Da Infinity War a Endgame fra teorie e punti in cui eravamo rimasti

Ad ormai pochissimi giorni dall’arrivo di Avengers: Endgame nelle sale cinematografiche italiane e in quelle di tutto il mondo, è bene fare un attimo il punto della situazione visto che si tratta – nel bene e nel male – di un vero e proprio evento cinematografico, come lo fu per esempio al tempo Star Wars nel 1977, o Avatar nel 2009.

La pellicola unirà i tasselli di un progetto lungo 11 anni, composto da ben 22 film, che anche se non sempre è stato un progetto chiaro e conciso, ed ha avuto piccoli riassestamenti lungo la strada, è diventato uno dei franchise di maggior successo della storia del cinema. Quindi con queste premesse è bene andare con una serie di dettagli.

La nuova storia, che concluderà la prima macro-fase dell’Universo Cinematografico Marvel, durerà una circa 2 ore e 49 minuti (titoli di coda esclusi), ma che visto la particolarità di dover seguire per intero anche quest’ultimi, viste le scene mid e post-credits, in realtà durerà 3 ore e un minuto.

Quali sono le cose da tenere a mente per vedere la pellicola? Con la mancanza di lucidità portata dal voler vedere il titano pazzo soffrire, Thor non ha mirato alla testa, e questo ha portato il folle cattivo a portare comunque a termine la propria missione, anche se stremato e ferito. Raccolte tutte e sei le Gemme dell’Infinito ha schioccato le dita (no, non ha ordinato un Martini), ed ha spazzato via metà della vita nell’universo intero.

Nella cornice del Wakanda, l’Africa, la vera culla della vita, i guerrieri del re con alleati si dissolvono, e altri vedono il loro compagni sparire in una nuvola di polvere. Polvere erano Pantera Nera, Bucky, Groot, Scarlet Witch e Falcon e polvere sono tornati. Su Titano le cose non vanno differentemente, e la squadra che poco prima stava affrontando Thanos, sparisce nella polvere per quasi la sua totalità. Tony Stark e Nebula guardano Drax, Mantis, Peter Quill, Doctor Strange e Peter Parker dissolversi nel nulla. In ultimo però, qualcuno scampa a questa folle decimazione, Scott Lang, e mentre i suoi amici si dissolvono nel niente, lui si salva perchè nel Reame Quantico, un luogo con regole fisiche differenti.

Il colpo di grazia lo si ha quando Thanos, seduto letteralmente nella sua “casa di campagna”, in un rimando ad una vera scena presente alla fine della saga da cui il film prende spunto, guarda il sole sorgere su un universo grato – almeno secondo lui – lasciando il tremendo peso di aver fallito nei cuori dei sopravvissuti, Steve Rogers, Tony Stark, Thor, Natasha Romanoff, Bruce Banner, James Rhodes, Rocket, Nebula, Okoye, M’Baku, Clint Barton, Pepper, Wong e Valchiria (resta da vedere come per quest’ultima).

Durante la cosa Maria Hill e Nick Fury stanno per subire il terribile gesto del titano, ma in attimo prima di sparire quest’ultimo ce la fa a chiamare rinforzi, la potente Carol Danvers, che dopo un breve scorcio della sua avventura anni ’90, la vediamo comparire nella base dei Vendicatori alla ricerca proprio dell’amico scomparso.

Sappiamo che, come Doctor Strange ha detto, perdere il conflitto con Thanos era l’unico vero modo di intraprendere la strada di quell’unico futuro in cui i Vendicatori hanno vinto, ma a che prezzo? Si potrebbe far riflessioni sulla mancanza di tempra di Strange, che non ha rispettato il proprio credo del poter lasciar morire chiunque per salvare la Gemma del Tempo, ma in realtà lo Stregone Supremo sa cosa avverrà, e sa che perdere, in quel momento, era l’unico modo per vincere.

Come evolveranno le cose da qui in poi? 

Secondo molti le nozioni date sul Reame Quantico serviranno effettivamente a qualcosa in Avengers: Endgame, e secondo alcuni le caratteristiche tute bianche viste nel trailer serviranno proprio ad entrare in quel luogo. Sappiamo che in realtà potrebbero semplicemente essere delle tute coordinate per dare un senso d’insieme al gruppo, ma la verità la sapremo solo tra qualche giorno.

Come sappiamo dal primo e secondo film di Ant-Man però, il Reame Quantico è un luogo davvero pericoloso da cui fino a poco tempo prima si credeva di non poter fuggire, ma nella scena mid-credits di Ant-Man and the Wasp vediamo il “modo per entrare” addirittura rimpicciolito per far si che sia portatile all’interno di un furgone, ed avendo visto il suddetto veicolo alla fine del primo trailer di Avengers: Endgame, si può capire come mai ci siano teorie circa l’utilità di quel micro-verso.

In quel luogo i concetti di tempo e spazio diventano irrilevanti perché è governato da diverse leggi fisiche – come è effettivamente nella realtà – quindi la natura stessa del Reame Quantico permetterebbe ai nostri eroi di vivere a di fuori del macro-verso, e magari viaggiare nel tempo davvero. Un ulteriore dettaglio che accentua questa teoria lo da Janet nel film, quando invita Scott a fare attenzione e non farsi risucchiare in qualche vortice del tempo perché non potrebbero salvarlo. Quel luogo è misterioso. Abbiamo visto anche che influisce sulla mente in maniera particolare, mostrandoti visioni di una non precisata realtà dove abitano i tuoi ricordi (o rimorsi). Abbiamo visto che potrebbe ospitare un qualche tipo di civiltà “in boccia”, magari dove Janet ha effettivamente passato del tempo. Le possibilità sono infinite.

Infine altre teorie lasciano intendere altre cose, ma come vale per tutte, non c’è niente di certo.

Da alcune vecchie immagini provenienti dal set, sappiamo che in qualche modo il palcoscenico del primo grande assemble dei Vendicatori, la Battaglia di New York, avrà un ruolo nella pellicola. Nelle immagini abbiamo visto alcuni Avengers, ritratti sia giovani che più in la con l’età (assieme a qualcuno che non c’era su quel palcoscenico come Ant-Man), quindi la cosa ha suscitato subito teorie riguardanti dei possibili viaggi nel tempo, e il possibile congegno che alcuni Vendicatori tenevano attorno alla mano – che ricorda un po’ il congegno per il viaggio nel tempo di Cable visto in Deadpool 2 – ha alimentato il tutto.

Ma la cosa potrebbe anche coinvolgere un altro tipo di tecnologia, il B.A.R.F., un tipo di sviluppo tecnologico da 611 milioni di dollari che Stark presenta ad una conferenza al MIT in Captain America: Civil War, e che come sappiamo riesce ad influire sull’ippocampo per eliminare ricordi traumatici. E’ possibile che con quella specifica tecnologia Tony riesca a rivivere la Battaglia di New York per qualche motivo? E’ sicuramente plausibile, ma non ne vediamo ancora il motivo. Forse vedremo un ibridazione di un tecnologia per i viaggi nel tempo e il BARF, cosa che quindi porterebbe i nostri eroi a viaggiare nel tempo solo con la mente, magari come visto in Giorni di Un Futuro Passato, reincarnandosi nei loro stessi più giovani. Non c’è dato saperlo.

Che ne pensate? Quale teoria vi convince di più, e quale di meno?