Daredevil 2: la recensione dei primi tre episodi!

Ok, come per la prima stagione detti un opinione per i primi tre episodi, che componevano una sorta di arco narrativo a se stante, anche per seconda stagione del serial Marvel/Netflix che narra le vicende dell’ormai non più chiamato Diavolo di Hell’s Kitchen ma con il suo vero nome ovvero Daredevil, voglio fare lo stesso.

Naturalmente ci saranno spoiler.

Siete stati avvertiti.

Partiamo dal presupposto che la serie di per se mi ha creato dentro un hype che poche altre cose hanno eguagliato, ed è anche la salda inaugurale delle battaglie fra supereroi che vedremo quest’anno. Per essere chiari sto parlando dell’imminente Batman V Superman, e Captain America: Civil War, non che X-men con Cavalieri di Apocalisse.
Le prime tre puntate aprono la scena ad un nuovo mondo dopo che la criminalità organizzata capeggiata da Wilson Fisk è letteralmente allo sbando per via delle azioni eroiche di Matt. Quindi vediamo lo studio Nelson & Murdock che sembra cominci ad ingranare, anche se solo ed unicamente per lo scandalo della Unioni Allied, e per questo non gode di molta notorietà, ma gli eroi senza maschera del foro continuano la loro crociata nell’aiutare i più deboli.

Daredevil continua la sua imperitura battaglia contro i criminali, ma la scena iniziale, in cui un manipolo di criminali irlandesi tenta l’organizzazione di una nuova cricca criminale per prendere il posto che Fisk ha lasciato libero, ci mostra subito il tono che la serie avrà. Un nuvolo di proiettili compie una carneficina e un misterioso giustiziere senza volto mette fine alle vite che invece Daredevil risparmia confidando che ad ognuno sia concessa una seconda possibilità di redenzione.

Velocemente la situazione precipita e anche gli eroi in giacca e cravatta si vedono costretti a proteggere una criminale, perché un pazzo lo vuole “giustiziare”. Il nostro Frank Castle non tarda a farsi vedere in faccia con la fine della prima puntata, facendoci prendere paura per la più fedele controparte Marveliana di Batman, senza i miliardi e la tecnologia.
La ferita nella sua armatura, un proiettile incrina la maschera diventata simbolo della paura usata per terrorizzare coloro che di questa emozione fanno la loro forza nel compiere atti malvagi. Una cicatrice lungo il setto nasale che parte dalla fronte, quasi come fosse una lacrima di sangue e kevlar.

Nello svolgere delle puntate vediamo la follia lucida di Frank Castle, con un sublimo doppiaggio da parte di uno dei miei personali eroi della nostra scuola di doppiaggio, Simone D’Andrea, che rende a pieno l’aggressività che si nasconde nella voce di quello che il procuratore ha chiamato The Punisher, ma anche la sua convinzione, il credere fermamente che non si posa fare altro che annientare il male uccidendo colui che opera per il male, concludere ciò che l’inconcludente “Rosso” non ha la forza, per lui, di fare.
Particolarmente memorabile è la tutta la terza puntata. Uno di quegli episodi che si pensa siano low budget vista la quantità di location, ma che fa delle scontro verbale fra Daredevil e The Punisher il suo punto di forza. Frank non vuole uccidere “Rosso”, come lui lo chiama, perché non è un criminale ma solo un codardo per lui. Vuole solo mostrargli perché fa quello che fa, quale ragione c’è nel suo essere così intransigente, quale verità si nasconde dietro la sua folle carneficina continua.

E come ci si poteva aspettare la puntata si chiude con un lungo e ben gestito piano sequenza, una lunga carrellata senza stacchi in cui Daredevil si trova ad affrontare un manipolo di motociclisti con coltelli e spranghe di ferro, con solo le sue abilità ginniche, i suoi pugni possenti e una catena legata al polso, quella catena che prima lo aveva privato dell scelta di astenersi dalla confessione di Castle, e adesso trasformatasi in strumento di rabbia.

Daredevil è tornato con una seconda stagione decisamente potente ed energica fin da subito, portando rimedio dove l’altra serie Marvel/Netflix, Jessica Jones, nonostante sia una bella serie, non ha saputo. Naturalmente intendo nella gestione dei tempi. Ancora la serie non è terminata, e sicuramente quando lo sarà farò una recensione a tutto tondo, ma intanto ditemi che ne pensate se anche voi avete visto queste tre puntate!