Daredevil 3: Erik Oleson parla della realizzazione del fantastico piano sequenza

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Senza voler fare spoiler inutili, vi raccomandiamo di non leggere l’articolo se non aveste prima visto almeno fino al quarto episodio della terza stagione di Daredevil.

Se l’avete vista sapete che in “Blindsided”, quarto episodio della terza stagione, Matt Murdock (Charlie Cox) visita una prigione per incontrare la banda degli albanesi perché vuole sapere come mai Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) li ha venduti. Sfortunatamente, finisce per ottenere più di quanto previsto perché Fisk, che sospetta lui sia Daredevil, si rende conto della sua presenza lì e sostanzialmente trasforma l’intera prigione in una royal rumble tutto contro il protagonista. In quel momento avviene una cosa ormai classica per la serie, un lungo piano sequenza di combattimento, ma questa volta gli showrunner si sono davvero superati perchè la sequenza è lunga ben 11 minuti e mezzo, girata effettivamente in una sola mano senza tagli nascosti.

La sequenza segue Matt – che si sta ancora riprendendo da, sai, un edificio che gli è crollato addosso – mentre si fa strada nella prigione, confermando i sospetti di Fisk nel processo. Fondamentalmente, la sequenza rimanda alla rissa da corridoio originale della prima stagione, (omaggio alla celebre sequenza del film Old Boy), cosa che lo showrunner Erik Oleson, che ha lavorato anche ad Arrow ed a Man in the High Castle, ha dovuto architettare assieme al regista Alex Garcia Lopez e lo sceneggiatore Lewaa Nasserden:

“Il regista dell’episodio, Alex Garcia Lopez, e lo sceneggiatore, Lewaa Nasserdeen, con il team di stuntman, sono venuti da me con la folle idea di farlo”, ha detto Oleson a EW. “Era qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima alla Marvel. È stato un po’ pregno di agitazione, ma quando la crew si è finalmente tolta quella sensazione, è stato qualcosa di spettacolare che ha iniettato l’adrenalina nella crew per il resto della stagione.

E’ stato davvero uno sport di squadra. C’erano dozzine di stuntmen coinvolti. C’erano luoghi in cui la crew doveva nascondersi velocemente dietro un angolo mentre la telecamera girava in una certa direzione. Qualunque persona avrebbe potuto incasinare questo epico omaggio, quindi ha richiesto a ogni singolo membro della crew una sincronia perfetta. Il fatto che ci siano riusciti è assolutamente sbalorditivo.”

La sequenza ha fissato alcuni punti in cui potevano nascondere un taglio se avessero dovuto farlo davvero, ma per fortuna non è stato necessario usarli, e Oleson ha reso ben chiari questi passi durante il processo di editing.

“Quello che ho finito per fare in post-produzione è stato in realtà aumentare l’illuminazione in certi punti del corridoio, in modo che il pubblico potesse vedere che non abbiamo mai tagliato la scena, non abbiamo mai veramente imbrogliato e fatto questo come una serie di tagli fatti per assomigliare un piano sequenza. È un vero piano sequenza.”