Death Note: il regista Adam Wingard parla delle differenze con l’opera originale

Con il teaser poster di Death Note in cui abbia finalmente visto Willem Dafoe nei panni dell’inquietante shinigami, e poi con il trailer ufficiale sottotitolato in italiano, chiaramente l’attesa per il nuovo adattamento live-action del celebre manga e anime è cresciuta, ma una cosa ha destato non poche critiche, ovvero i cambiamenti in seno all’adattamento.

In una recente intervista con IGN il regista della pellicola targata Netflix, Adam Wingard, ha avuto modo di parlare a proposito della sfida che l’adattamento ha rappresentato e di come ha cercato di rendere la narrazione più esaustiva possibile, nonostante l’ambientazione differente:

“E’ una di quelle cose che più tenti di rimanere fedele al 100%, più inevitabilmente ti discosti dal materiale originale. Siamo in paese diverso, un tipo diverso di ambientazione, e tutto deve essere condensato in un film di due ore. Per me è diventato un indagare sui moderni temi dell’America di oggi, e quanto siano importanti mentre raccontiamo la storia. Il gioco del gatto col topo fra Light e L, i temi della dicotomia fra bene e male, e cosa esiste in quell’area grigia. Questi tempi sono il cuore di Death Note ed è stata la direzione che alla fine abbiamo preso.

[…] all’inizio mi sono chiesto come potessi adattare il tutto per gli Stati Uniti. Alla fine mi sono chiesto ‘quali sono i problemi chiave dell’America odierna? Quali sono i temi che la gente usa per basare le teorie di cospirazione? Che tipo di bizzarro programma segreto nasconde il governo? Come può il tutto funzionare nel mondo di Death Note?”

Si può quindi apprezzare l’impegno che Wingard mette nel cercare di adattare la storia per l’America moderna, senza però tradire la propria poetica registica, però un dubbio comunque rimane, e gira attorno proprio al personaggio di Ryuk, dio della morte della cultura nipponica, che risulta sicuramente estraneo alla cultura statunitense. A proposito di adattare i personaggi il regista ha detto:

“Alla fine tutto si basa solo sul caratterizzare i personaggi e esplorarli in questo nuovo contesto. Comunque alla fine le personalità dei protagonisti sono leggermente differenti…. L non è lo stesso. Ci sono molte similitudini – ama le caramelle, qualche volta cammina senza scarpe. Questo tipo di cose, ma alla fin fine la crescita del personaggio di L è piuttosto differente. E’ ancora uno strambo. E’ lo stesso per quasi tutti le sue idiosincrasie. Probabilmente l’unico personaggio che alla fin fine è venuto fuori come nell’anime è Ryuk.”

Probabilmente i fan di The Guest, il lavoro da regista di Wingard, potrebbero apprezzare l similitudini che si possono trovare nel modo in cui L è stato riportato nel contesto della storia:

“Una delle cose più eccitanti per me è stata quella di prendere la backstory di L e trasformarla per un contesto metropolitano, con operazioni clandestine in america, programmi e cose del genere.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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