Death Note: Willem Dafoe dice la sua a proposito dell’adattamento

Il film Netflix di Death Note è arrivato sulla nota piattaforma di streaming ormai da diversi giorni, e mentre raccogliere consensi e dissensi in ogni dove sul web, in una recente intervista con Polygon l’interprete dello shinigami Ryuk, il leggendario Willem Dafoe, ha avuto modo di parlare proprio delle differenze sostanziali che esistono nel film.

Prima di riportarvi l’intervista bisogna dire che fin dalle prime interviste il regista Adam Wingard disse apertamente che c’è sempre stata l’idea di confezionare un prodotto ispirato al manga più che un remake dell’opera di Tsugumi Oba e Takeshia Obata. Dafoe nella sua dichiarazione si è soffermato proprio su questo:

“Mi sento più a mio agio quando vedo le persone lavorare col cuore, è necessario così se fanno qualcosa che non sia pone come una stretta trasposizione dell’opera originale, prendendosi libertà, prendi l’anima del materiale originale e realizzi qualcosa che non sia una replica. Puoi fare anche una cosa completamente diversa.”

La storia alla fine non si poneva come una ricreazione ma come un completo nuovo modo di guardare alla storia semplicemente ispirandosi d essa, non volendo riportarla a carta carbone. Doveva essere differente visto che è semplicemente difficile condensare 37 episodi e 12 volumi in un film di un paio d’ore o meno. Il motivo per cui tanti film adattamenti hanno fallito in passato è proprio perché hanno tentato l’adattamento fedele.

Dafoe poi ha concluso dicendo:

“E’ come quando prendi una canzone e ne realizzi una cover in cui onori lo spirito dell’originale ma stai comunque riadattandola secondo i tuoi termini. Credo che l’arte meriti ogni tipo di spinta. Specialmente film come Death Note, che può essere realizzato in molte maniere.”