Ewan McGregor parla di qual è il miglior combattimento a spada laser della saga di Star Wars

Con Star Wars: L’Ascesa di Skywalker che termina la saga di nove film, grazie a IGN possiamo celebrare l’occasione guardando indietro a quella che inizialmente fu una delle parti più odiate del franchise, ma che che col tempo acquistò più valore agli occhi dei fan.

Ovviamente i duelli con la spada laser sono alcuni dei punti cardine della saga, chiunque vorrebbe essere un Jedi o un Sith, ma sopratutto vorrebbe una spada laser, non si accontenterebbe di un banale fulminatore. Ogni episodio di Star Wars ne ha alcuni, tutti davvero memorabili, altri invecchiati maluccio ma comunque sempre d’impatto guardandoli con gli occhi dell’epoca.

In una recente intervista con IGN, l’attore Ewan McGregor – che interpretò Obi-Wan Kenobi nella trilogia prequel e tornerà a interpretarlo nella serie Disney + dedicata al personaggio – il supervisore VFX John Knoll e lo stunt/coreografo Nick Gillard hanno riflettuto sul gioiello della corona dei combattimenti a spada laser della Skywalker Saga, noto come “Duel of the Fates”.

Per quanto La Minaccia Fantasma non sia il preferito di nessuno, la lotta fra Obi-Wan, Qui-Gon Jinn e Darth Maul è certamente memorabile. I tre hanno spiegato perché la lotta sia così spettacolare evidenziando alcuni dettagli interessanti, con una dichiarazione piuttosto audace di McGregor stesso.

“Deve essere il miglior combattimento con la spada laser nella storia dei film di Star Wars”, ha detto McGregor in una chat con IGN. “L’abbiamo provata così tanto. Io, Liam Neeson e Ray Park. E poi in particolare dopo che Liam è caduto dove siamo io e Ray. L’abbiamo fatta così bene. Hanno dovuto diminuire il numero dei fotogrammi nella scena per rallentarla un po’ perché eravamo così veloci. Non sto scherzando. Di solito è il contrario, li aggiungono per accelerare le scene, ma lo stavamo facendo così in fretta che hanno pensato ‘nessuno ci crederà’.”

Nonostante abbia filmato la lotta oltre due decenni fa, McGregor si è illuminato d’immenso mentre ne parlava. Era chiaro che la stessa passione che aveva messo nella lotta brucia ancora dentro di lui, ed è immensamente orgoglioso del lavoro che ha fatto – il che fa ben sperare per il ritorno di McGregor nel ruolo nella serie Disney +.

“Eravamo giovani e in fiamme. Ed è stato il primo film e siamo diventati davvero bravi. Non ci siamo fatti del male. Abbiamo potuto vedere cosa stava succedendo. Era come se tutto intorno fosse sfocato. È stato così divertente da fare”, ha continuato McGregor. “E penso che abbia alzato il livello di qualità, sai?”

Il supervisore principale degli effetti visivi per la trilogia prequel, John Knoll, ha spiegato perché il duello doveva essere così spettacolare rispetto ai combattimenti che abbiamo visto nella trilogia originale.

“Non mi è stato piaciuto il fatto che durante la trilogia originale non si vedono mai visto Jedi nei loro migliori combattimenti. Hai visto Obi-Wan contro Darth Vader, nell’Impero c’è Luke che è un ragazzino che non l’ha mai veramente fatto prima, ha appena iniziato il suo allenamento, combattendo contro Vader che non lo sta davvero affrontando in modo particolarmente duro”, ha detto Knoll. “Poi affronti una situazione in cui hai due Jedi che sono al loro apice contro questo cattivo che dovrebbe essere anche lui al suo apice. Era chiaro che la coreografia doveva essere qualcosa di veramente molto drammatica e speciale perché le aspettative sarebbero state piuttosto alte.”

Quando si trattava di orchestrare la coreografia del combattimento per il duello a tre, il coordinatore degli stunt della trilogia prequel Nick Gillard iniziò con una linea guida che informava tutto il resto. Spiegò che la sua “unica regola” era che i combattenti dovevano proteggere la testa a tutti i costi. Puoi perdere un braccio o una gamba, ma se perdi la testa, il gioco finisce per sempre. Ecco perché tutti i colpi e i blocchi sono orientati a difendere la testa e informano quando è sicuro voltare le spalle a un avversario, e come guardano sempre dove sta andando la lama nemica.