Godzilla: King of the Monsters, il regista parla della genesi del design dei titani!

Molti sono entusiasti di Godzilla: King of the Monsters del regista Michael Dougherty. Una delle cose più eccitanti è il fatto che vedremo Godzilla combattere le creature note come Mothra, Rodan e la sua nemesi finale, il Re Ghidorah a tre teste.

Abbiamo visto queste creature giganti nei trailer che sono stati rilasciati per il film e quello che abbiamo visto finora è sicuramente d’impatto.

Oggi abbiamo alcune nuovo ed interessanti informazioni da condividere con voi circa questi mostri giganti grazie a un’intervista con il regista condotta da Cinema Today JP. Grazie a Omega Gormaru (via GT), abbiamo una traduzione di ciò che il regista ha detto riguardo ai design di queste creature e come le ha portate in vita per il grande schermo.

Parlando del nuovo design di Godzilla, ha detto che nei suoi desideri non c’era quello di modificare il design che abbiamo visto nel film 2014, ma che ha comunque apportato alcune modifiche:

“Mi è piaciuto molto il Godzilla del regista Gareth Edwards, e ciò che aveva fatto nel film precedente con il suo look, quindi volevo solo apportare piccole modifiche, come cambiare le punte posteriori per assomigliare al Godzilla del 1954. Queste in particolare sono stata riprese dal retro dell’originale Godzilla del 1954. Così ho fatto photoshoppare quelle placche sul retro della versione di Gareth, ho reso i piedi e gli artigli un po’ più grandi, perché una creatura predatrice come lui avrebbe dovuto avere artigli affilati molto potenti per strappare la carne alla sua preda.”

Il look di Godzilla in quel film è in effetti davvero fantastico, e le modifiche apportate dal nuovoa regista non sono poi così sostanziali. Hanno però un senso. Come per Godzilla, il regista si p soffermato anche sugli altri mostri del film come Rodan:

“Ho cercato di trovare un look per lui che sembrasse un qualcosa che avrebbe potuto strisciare fuori da un vulcano, quindi nell’aspetto delle sue squame, anche il colore del suo corpo, ci sono elementi che ricordano la roccia vulcanica, perché volevo creare una creatura che sembrasse provenire dall’interno di un vulcano. Ma è anche pensato per sembrare qualcosa che Madre Natura avrebbe potuto creare.”

Si è quindi poi soffermato su Mothra, dicendo parlando della sua creazione e di ciò che lui e il suo team stavano cercando di fare per farla vivere. Una cosa di cui hanno voluto accertarsi è che fosse in grado di affrontare una buona battaglia contro il Re dei Mostri:

“Per Mothra, ho cercato di catturare la potenza del Mothra originale con la sua tavolozza di colori, assicurandomi che avesse le macchie sugli occhi sulle sue ali. Gli occhi sulle ali sono disegnate per assomigliare agli occhi di Godzilla, perché volevo creare una connessione tra Mothra e Godzilla: ho cercato di farla sembrare più un insetto tradizionale che esiste nel mondo, ma le ho anche dato dei piedi leggermente più grandi perché volevo che fosse in grado di difendersi e combattere con le altre creature, e se non avesse avuto le gambe o gli artigli più lunghi, sarebbe stata troppo vulnerabile.

Se osservi le falene in natura, hanno gambe molto lunghe, quindi ho cercato di creare qualcosa che fosse bello, femminile e elegante, qualcosa che sembrasse una vera dea ma che la rendesse anche pericolosa.”

Ed infine ha parlato di Ghidorah dicendo:

“Il divertimento con Ghidorah è stato cercare di creare un drago che fosse unico ma riconoscibile come il noto kaiju, quindi le sue ali sono diverse, ma identificabili come qualcosa che potrebbe prendere il volo e possedere i cieli se fosse necessario. L’altra cosa divertente che abbiamo fatto è stata aver dato ad ciascuna testa la propria personalità, quindi ogni testa è leggermente diversa dall’altra. Mi piace pensare che la testa centrale sia la testa alpha, la più intelligente. Dei tre, è lei quella che è veramente in carica, e gl’altri due sono una specie di suoi lacchè.

Ancora una volta, ogni creatura doveva essere unica dall’altra, ma doveva anche rendere omaggio a tutte le creature che erano venute prima. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Toho per assicurarci che fosse all’altezza dei loro standard, quindi è per questo che deve avere la coda spinata e la sua caratteristica pelle dorata. Per farlo abbiamo osservato molti animali in natura, rettili e lucertole, cobra e serpenti vari in particolare. Abbiamo studiato le loro scaglie per creare qualcosa che potrebbe sembrare essere realistico.

La grande regola per tutte le creature era che, se avessi scoperto i fossili di queste, avresti potuto credere davvero che un tempo fossero esistite.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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