Guillermo del Toro parla del suo ‘Pinocchio’ in stop-motion

Pinocchio, una delle storie più famose dell’intera letteratura, sta per tornare in due salse differenti. In primis abbiamo il film diretto da Matteo Garrone e con Roberto Benigni nei panni di Geppetto, in uscita a Natale di quest’anno, mentre dall’altra abbiamo la versione animata, in stop-motion, prodotta da Netflix, e musicale, scritta e co-diretta dal visionario Guillermo del Toro.

Del Toro tiene particolarmente a questo progetto, e durante una recente intervista per Variety il cineasta messicano ha avuto modo di parlare della sua versione della fiaba, che si discosterà sia dalla storia originale di Collodi che dal film d’animazione Disney. Infatti, la storia sarà ambientata nell’Italia degli anni ’30, periodo in cui il fascismo stava prendendo piede e Mussolini il potere, il che fa pensare subito all’ambientazione di un grande capolavoro del regista: Il Labirinto del Fauno.

Nell’intervista con Variety, però, del Toro non ha parlato tanto dell’ambientazione socio-politica della pellicola, bensì del tema principale che tratterà: il peccato della disobbendienza che porta al libero arbitrio e alla consapevolezza di sé:

Per me Pinocchio è molto simile a Frankenstein, è una tela bianca dove la curva di apprendimento di quello sono il mondo e l’essere umano sono molto interessanti da fare come storia. Sono molto attratto da questo perché, tematicamente – e non voglio fare spoiler su quello che è il film – si tratta di qualcosa che è presente in tutti i miei film, che è la scelta. Questo è un tema che mi sta molto a cuore.

Penso che [le versioni precedenti della] storia, e quella di Collodi in particolare, siano molto repressive. È essenzialmente una favola molto brutalista su cosa sia il peccato di disobbedienza. E penso che la disobbedienza sia l’inizio della volontà e l’inizio della scelta. …Credo che ci sia qualcosa di molto attraente nel vedere la disobbedienza come una virtù o come l’inizio di una virtù


Pinocchio uscirà sulla piattaforma streaming di Netflix nel 2021, con Guillermo del Toro e Mark Gustafson alla regia, su una sceneggiatura di Gris Gimly, patrick McHale, Matthew Robbins e dello stesso del Toro, basata sull’omonima storia di Carlo Collodi, e con Alexander Bulkley, Corey Campodonico, Lisa Henson, Gary Ungar, Blanca Lista e Guillermo del Toro come produttori. La fotografia sarà a cura di Frank Passingham.