I migliori (e peggiori) blockbuster del 2017

Ormai siamo agli sgoccioli, questo 2017 sta per finire e con esso anche questa stagione cinematografica, che ha saputo regalare grandissime perle e grandissime merde. Scusate il francesismo, ma l’accostamento di queste due parole suona dannatamente bene. Ad ogni modo, il cinema è arte, ma è soprattutto intrattenimento, e se questo intrattenimento viene fatto come Dio comanda perché lamentarsi? Anche un film ignorantissimo può essere considerato un buon film se è diretto e scritto in un certo modo. Tutto questo per dirvi che sono qui oggi per portarvi una classifica di tutti i blockbuster usciti quest’anno, dal più brutto fino al più bello, da quello più ignorante e becero a quello che a malapena si può definire blockbuster, ma vero e proprio capolavoro o film d’autore.

Vi ricordo che la classifica è puramente personale e, pertanto, non venite a rompere se non trovate un determinato film in una determinata posizione, piuttosto discutiamone nei commenti civilmente come dovrebbero fare gli esseri umani. Detto ciò iniziamo.

Transformers – L’Ultimo Cavaliere

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Michael Bay colpisce ancora, e con questo quinto film dedicato ai Transformers dà vita a quello che può essere definito l’anti-cinema definitivo. Lo devo ammettere, tutti i film precedenti dei Transformers mi sono piaciuti, e non nego di averli anche in DVD, ma devo riconoscere che sono anch’essi degli aborti. Ma, nonostante io sia fan di questi personaggi, nonostante mi siano piaciuti gli altri film, questo Ultimo Cavaliere non si può salvare. Bay mette in gioco una regia che a malapena si può definire tale, con una fotografia assente, una colonna sonora anonima e degli effetti speciali che sono fatti bene, ma che sono talmente invadenti che a momenti mi sembra di vedere la scena di un videogioco, e non uno di quelli belli. La sceneggiatura manco sto a dirlo, sarebbe da usare come carta igienica. Scritta da MarcumHolloway Nolan (non Chris, né tanto meno Jonathan) è la peggiore non solo della saga, ma degli ultimi anni: incongruenze a non finire con i capitoli precedenti, buchi logici assurdi, una gestione del ritmo e dei tempi totalmente sbagliata.. Nonostante la presenza di grandi attori come Mark Wahlberg Anthony Hopkins (ma come ha fatto a ridursi in questo stato?) i personaggi risultano tutti ridicoli, dal primo all’ultimo, con dei dialoghi che sembrano presi letteralmente da un film porno. Insomma, Bay non si smentisce e ancora una volta dimostra di non saper girare nulla. Speriamo che prima o poi qualcuno capisca il potenziale che hanno questi personaggi e il loro universo. Niente da dire in più, se non che è uno dei peggiori blockbuster degli ultimi 20 anni (o forse il peggiore).

GGG – Il Grande Gigante Gentile

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Inserire questo film subito dopo Transformers mi fa davvero molto male, non perché tengo alla storia originale o ai personaggi, ma perché vedere Steven Spielberg dirigere un film così stupido e puerile mi ha fatto davvero tanto dispiacere, soprattutto dopo quel piccolo gioiellino che è Il Ponte delle SpieGGG è un film per bambini, e questo mi può andare bene, ma abbiamo delle scene veramente troppo ridicole, vi dico solo che abbiamo un momento comico basato sulle scorregge. Quindi cosa posso pensare se Spielberg ha accettato di inserire in un suo film una scena così? La regia non è ispirata come speravo, e la fotografia eccessivamente luminosa mette in risalto la finzione della CGI utilizzata per portare in vita i personaggi dei giganti e il mondo che abitano. La colonna sonora del tutto dimenticabile, e dire ciò mi fa ancora più male se pensiamo che l’ha firmata un mostro sacro come John Williams. La sceneggiatura presenta delle scene ridicole, estremamente sopra le righe come anche tutti i personaggi. L’unico a salvarsi è proprio GGG, interpretato da uno straordinario Mark Rylance, ormai feticcio del regista. Sì, è vero che essendo un film che punta ad un pubblico di bambini mi dovevo aspettare un film del genere, ma esistono numerosi film destinati ad un pubblico di giovanissimi che però non risultano essere così puerili e stupidi. Spielberg in primis è quello che negli anni ’80 ci ha regalato tantissimi film di questo genere, eppure con questo GGG ci dà invece un film degno di essere messo sugli scaffali insieme alle due pellicole con protagonista Garfield. Speriamo che con quest’anno si possa risollevare.

Assassin’s Creed

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Questo film è stata una grandissima delusione. Sono un accanito fan della saga video ludica di Assassin’s Creed, e quando venne ufficialmente annunciato il film fui contentissimo, soprattutto quando venni a sapere che alla regia ci sarebbe stato Justin Kurzel, che con il suo Macbeth mi aveva a dir poco convinto. Per non parlare del cast ricco di grandi nomi, come FassbenderCotillard Irons. A quanto pare questi grandi nomi messi insieme non sono riusciti a dar vita ad un buon film su Assassin’s Creed. La regia risulta funzionale e ispirata in alcune scene, con una fotografia molto bella a cura del geniale Arkapaw, anche se in alcuni momenti risulta talmente fittizia da non capire ciò che accade sul grande schermo. E’ la sceneggiatura a rovinare il film, con una trama non omogenea, dato che la storia è ambientata quasi sempre nel presente trascurando fin troppo la parte ambientata nel passato. Infatti se da una parte abbiamo il personaggio di Callum Lynch, che ha degli spunti interessanti, dall’altra abbiamo quello di Aguillar che risulta essere monodimensionale. Non sono state mantenute nemmeno le cose più belle e simboliche del videogioco, come il salto della fede e la filosofia del credo degli assassini viene a malapena accennata, per non parlare di quella templare. Anche l’idea di distaccarsi dalle storie dei videogiochi era geniale, così da essere liberi da ogni cosa, eppure sono riusciti ad incastrarsi, e con le loro stesse mani. Purtroppo Assassin’s Creed rimane la più grande delusione dell’anno, e spero vivamente che prima o poi diano un’altra occasione alla saga di sbarcare al cinema, perché di roba da raccontare ce n’è.

L’Uomo di Neve

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Doppietta per Michael Fassbender (e non si fermerà qua) che partecipa ad un altro film che lascia il tempo che trova. L’Uomo di Neve è un thriller estremamente noioso, con dei tempi fin troppo dilatati e dei personaggi che non sono quello che dovrebbero essere. Il protagonista, interpretato proprio da Fassbender, dovrebbe essere un poliziotto alcolizzato e tossicodipendente, eppure nel film a malapena sfiora una bottiglia di vodka semivuota. La sua difficile condizione famigliare viene sempre accennata ma messa in scena in modo superficiale. Anche l’attore non dà il meglio di sé per rendere il personaggio un minimo memorabile. La storia è puro delirio, caratterizzata da numerose storyline unite tra loro con lo sputo, in particolare quella che riguarda il personaggio di Arve Støp, che per me non aveva senso di esistere all’interno del contesto del film. Anche quella riguardante Katrine Bratt, che risulta interessante, viene portata avanti come se il regista dicesse ‘Ma sì, diamo un paio di minuti pure a quella storia’, in più ogni volta che appariva Val Kilmer conciato in quel modo mi veniva da vomitare. La regia non è da buttare, Tomas Alfredson mette in gioco dei campi larghi e delle inquadrature che, con l’aiuto della fotografia di Beebe, riesce a far sentire il freddo dei personaggi allo spettatore. Un montaggio a volte ispirato e con delle belle trovate, ma niente di così incisivo. Abbastanza d’impatto la colonna sonora di Marco Beltrami, di cui però si salvano giusto un paio di temi. Purtroppo Alfredson non traspone nel migliore dei modi il romanzo di Nesbø, dando vita ad un thriller che non vedi l’ora di finire dopo appena 15 minuti.

Alien: Covenant

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Dire che questo film è stato una delusione sarebbe un eufemismo. Ridley Scott torna con questa saga prequel di Alien toppando appieno nel suo intento. La storia della creazione dell’alieno da parte degli Ingegneri viene totalmente buttata via per dar maggior spazio ad un interessantissimo discorso sull’intelligenza artificiale e la creazione, utilizzando il magnifico personaggio di David interpretato da uno splendido Michael Fassbender. Ma questa è la dimostrazione che Scott non ha più nulla da raccontare riguardo Alien, dato che questo tipo di trama funziona per un progetto alla Blade Runner mentre per un Alien vogliamo qualcosa che si avvicini a quella saga che tutti noi amiamo. Ci prova con il terzo atto, ma anche qui non fa che peggiorare le cose. La violenza stessa viene messa in scena in modo talmente esplicito che non turba lo spettatore, che rimaneva terrorizzato invece nel film del ’79 dove ciò che faceva l’alieno a malapena si vedeva. Va detta una cosa a favore del film: l’aspetto tecnico è parecchio buono. Scott è Scott, e infatti la sua regia è senz’ombra di dubbio estremamente curata e ispirata, con un’ottima fotografia a cura del fedele Wolski e una colonna sonora inquietante e citazionistica. Però ci sono tante, anzi, troppe cadute di stile, sia nella regia ma anche, e soprattutto, nella sceneggiatura. Sinceramente, spero che mettano una pietra sopra questa saga prequel e diano invece il via libera a Neil Blomkamp per il suo film su Alien.

La Torre Nera

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Non ho letto i libri e non conosco i personaggi originali, ma non ci vuole di certo un genio per capire che La Torre Nera è un filmetto da quattro soldi che si salva per il rotto della cuffia. Il film è strapieno di cliché, con dei personaggi che alla fin fine non ti lasciano nulla dentro, nemmeno l’Uomo Nero interpretato da un grandissimo attore come Matthew McCounaghey, che cerca di dare tutto sé stesso e, in parte ci riesce, ma dall’altra non può far molto se la scrittura del personaggio è misera e superficiale. La messa in scena da parte di Nikolaj Arcel è operaia, anonima, senza infamia, ma soprattutto senza lode, e stessa cosa vale per la fotografia e la colonna sonora. Molto bella l’ambientazione, che va dal fantasy allo sci-fi (con dei tocchi di steampunk) passando anche per l’horror e per il western. Insomma, un misto di generi cinematografici che funziona, soprattutto grazie a degli effetti speciali e delle scenografie davvero degni di nota. Il problema principale è che il film è estremamente superficiale. Un eretico come me di questo universo narrativo cosa può evincere da questo film? Soltanto che c’è una grande torre nera (che si vedrà sì e no in due frame) che tiene in equilibrio l’universo. Detta così mi sa tanto di una grandissima banalità, eppure so che non è così, perché Stephen King non è banale, però lo è il film.

Pirati dei Caraibi – La Vendetta di Salazar

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Jack Sparrow è tornato dopo non pochi anni e tutti noi fan della saga speravamo in un ritorno alla trilogia di Verbinsky. In parte possiamo dire di esser stati accontentati (e si vede che i due registi ci hanno provato) ma fino a un certo punto. Il film è il perfetto punto di incontro tra la trilogia di Verbinsky e il quarto film di Marshall (che a parer mio non è così malvagio come molti sostengono) e si presenta come un film d’intrattenimento con un aspetto tecnico ben curato (anche se la regia non è delle più ispirate e la colonna sonora è a dir poco anonima) e una sceneggiatura con non poche incongruenze e buchi di trama, ma con dei personaggi estremamente interessanti, soprattutto il villain e il personaggio di Carina. Ma la cosa più brutta dell’intero film è, e questo mi fa davvero male da dire, il personaggio di Jack Sparrow. Sparrow è divenuto l’ombra di sé stesso se non peggio, e Johnny Depp da solo non riesce a rendere il personaggio carismatico e memorabile che era un tempo. Persino il doppiattore italiano, il grandissimo Boccanera, doppia da far schifo costretto proprio dalla scrittura delle scene. Forse dare tutto quello spazio a Jack non giova al personaggio, e molto probabilmente sarebbe stato meglio dare più spazio al ritorno di Will Turner ed Elizabeth Swann anziché usarli come motore della storia. Un’idea non male, però si poteva fare decisamente di meglio. Ora speriamo che il prossimo ed ultimo film possa essere veramente un ritorno alle origini, e speriamo che sappiamo utilizzare bene il legame che Will ha ancora con l’Olandese (che non è stato praticamente trattato nella pellicola).

Wonder Woman

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Non me ne vogliate ma lo devo dire. Wonder Woman è il film più sopravvalutato che io abbia mai visto. La critica lo elogia e così anche il pubblico, ma il film alla fin fine è un cinefumetto anni ’80 uscito nel 2017. La sceneggiatura è straricca di stereotipi, cliché e ingenuità che solo un bambino di quattro anni potrebbe accettare. Il personaggio di Diana è sicuramente ben scritto, ma arrivare a dire che è l’esempio perfetto delle donne forti al cinema, beh, manco per niente. Già solo far dire al personaggio delle battute sul sesso, con scene in cui i doppi sensi regnano, e ironizzare sulla sua bellezza e sensualità sicuramente non fa intendere allo spettatore che sia simbolo di grande virilità femminile. Patty Jenkins mette in scena una regia che ha degli spunti estremamente interessanti, ma che non si può dire troppo distante dallo stile che piace tanto al caro Zack Snyder. Gli slow motion si sprecano, e la maggior parte di essi risultano essere tutt’altro che utili, perdendo così l’occasione di dar vita a delle scene d’azione veramente memorabili. Stesso discorso vale per la fotografia, decisamente troppo simile a quella snyderiana ma che ha dei momenti in cui risulta essere qualcosa di totalmente diverso. Degna di lodi è invece la colonna sonora ad opera di Gregson-Williams, che dà vita a delle tracce inedite oltre che a utilizzare il tema principale scritto dal maestro Hans Zimmer. In sinossi, Wonder Woman è un film passabile, che intrattiene ma che risulta estremamente retrogrado per quanto riguarda il genere del cinefumetto.

 Thor: Ragnarok

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Altro cinefumetto, stavolta di casa Marvel e che sorprendete sotto diversi punti di vista. Thor non ha mai avuto un film stand alone degno di nota, ma finalmente Taika Waititi porta al cinema un film molto personale, con una regia, una fotografia, una colonna sonora e delle scenografie sci-fi e retro, che vanno a citare le opere fumettistiche del grande disegnatore Jack Kirby. Un film che sorprendete sotto questi punti di vista, ma fallisce sotto altri per la sceneggiatura, che è scritta, in linea generale, bene, ma che si perde soprattutto in tutto il secondo atto, dopo un primo decisamente troppo frettoloso. Ambientare tutto il film sul pianeta di Sakaar era un’idea interessante, ma che è stata sviluppata molto male. Viene decisamente dato troppo spazio al duo Thor/Hulk (quest’ultimo se lo potevano tranquillamente risparmiare) e troppo poco a tutta la vicenda di Asgard, rendendo di conseguenza il personaggio di Hela del tutto dimenticabile, seppur con una Cate Blanchett in ottime forma. Ma l’evoluzione che subisce il personaggio di Thor, va detto, è fenomenale. Ora abbiamo un nuovo Odino, un nuovo re di Asgard e anche una nuova Asgard da governare dopo gli eventi del Ragnarok (che non risulta essere la minaccia principale). Waititi quindi sceglie di dar vita ad un bel film più scanzonato e sci-fi, invece di un bellissimo film fantasy dal tono epico e drammatico. Quindi il film è bello? Certo. Poteva essere meglio? No, poteva essere TRENTA volte meglio, ma alla fine quello che importa è che abbiamo avuto un bel film su Thor. Ed era ora.

Ghost in the Shell

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E’ banale da dire, ma questo film ha un ottimo “shell”, un ottimo guscio, ma un “ghost”, un’anima, decisamente povero. Adattare un capolavoro anime sci-fi come Ghost in the Shell non era di certo compito facile, e ci sono riusciti estremamente bene per quanto riguarda la messa in scena. La regia di Rupert Sanders è ispiratissima e cita tantissimo l’anime originale e non solo, anche grandi capolavori della fantascienza come Blade Runner (ispirazione prima per la realizzazione del manga e dell’anime). La fotografia è estremamente colorata, ma è la colonna sonora che colpisce soprattutto, con delle tonalità techno molto forti perfette per l’ambientazione cyberpunk. Il montaggio è pulito e non confusionario, dando così vita a delle scene d’azione che sono una vera e propria gioia per gli occhi. Purtroppo però, la sceneggiatura perde gran parte della filosofia orientale che permea l’anime. Questo perché c’è stata un’eccessiva occidentalizzazione del tutto. Attenzione però, così dicendo non voglio assolutamente criticare la scelta di Scarlett Johansson come interprete, anzi, la sua presenza come attrice è funzionale alla trama, io critico la mancanza di domande e dubbi che invece l’anime ti lasciava dentro. Gran bel personaggio quello di Hideo Kuze, che si rivelerà essere più che un semplice villain, ed è molto curata anche la trasposizione del personaggio di Batou. Detto ciò, questo Ghost in the Shell è il perfetto stereotipo di adattamento americano, con un aspetto tecnico e una messa in scena meravigliosa, ma il soggetto di base viene sfruttato veramente poco per accaparrarsi un pubblico facile.

La Bella e la Bestia

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Disney ritorna con una nuova trasposizione live-action di uno dei suoi tanti classici: La Bella e la Bestia. Il film è un gioiellino fatto come si deve, una trasposizione che dà grandissimo valore alla trama e ai personaggi, interpretati magistralmente da tutti gli attori, molti dei quali sono perfetti per il ruolo. Basti vedere Luke Evans come Gaston, la perfezione, oppure Emma Watson come BelleBill Condon mette in scena questa favola con una regia estremamente ispirata, che permea di quella magia tipica della Disney ogni singola inquadratura. Anche le scene musicate (che non proprio l’ideale per me) risultano essere senza ombra di dubbio meravigliose. Purtroppo non ho avuto modo di vedere la pellicola in lingua originale, che può vantare un cast vocale davvero eccezionale, ma anche doppiato rende davvero tantissimo. Gli effetti speciali con cui stata portata in vita la Bestia sono magnifici, e riescono a dare un grandissimo valore alla perfomance facciale di Dan Stevens, che come attore sta dimostrando di giorno in giorno di essere un vero e proprio asso della recitazione.
Un film che ti cattura e ti ributta di prepotenza in quel mondo che un tempo tutti noi amiamo amato e con cui siamo cresciuti, e, onestamente, rivivere quelle sensazioni, quelle magnifiche storie, mi fa solo che piacere, sopratutto se messe in scena così bene sul grande schermo.

Justice League 

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Torniamo in campo cinecomic per parlare di quello più atteso di quest’anno: Justice League. Ventimila dubbi riguardavano questo film, soprattutto dopo la brusca entrata di Whedon a causa dell’incidente familiare in casa Snyder. Ma va detto che i due stili di regia si sono amalgamati perfettamente, e ci sono non poche scene in cui è difficile capire quale sia il regista dietro la macchina da presa. Justice League è senza ombra di dubbio il miglior film del DCEU perché finalmente non ha una trama pretenziosa e arrogante, che cerca in tutti i modi di sembrare profonda e filosofica e, ovviamente, senza riuscirci. La vena comica non è fastidiosa come tutti dicono, e il Flash di Ezra Miller è un personaggio scritto e interpretato come si deve. Stessa cosa vale per Cyborg, che mi ha sorpreso molto, e Wonder Woman, che, a differenza del film della Jenkins, risulta veramente essere un modello femminile a cui ispirarsi. Purtroppo Aquaman è abbastanza sprecato, e Batman, beh, è un bel personaggio, ma ancora non è il Cavaliere Oscuro che voglio e che meritiamo. Ben Affleck ci sta tantissimo, però mi sono stufato di vederlo sempre a sparare. Tirate fuori il detective e lo stratega che è in lui! In compenso, finalmente abbiamo un Superman come si deve, senza che si stia a fare troppi drammi esistenziali. Quindi Justice League è un buonissimo cinecomic, che fa quello che deve fare, rimediando a quasi tutte le pecche che caratterizzavano le pellicola del DCEU (anche non sopporto la scelta di aver accantonato del tutto le tracce composte di Zimmer e Junkie XL).

Oceania

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La Disney quest’anno ha voluto portarci una storia del tutto nuova, che ci presenta una cultura, un’ambientazione e delle scenografie totalmente differenti da quelle a cui eravamo abituati. Gli splendidi e coloratissimi paesaggi marittimi sono una cornice perfetta per la storia di Vaiana, ma sicuramente il personaggio che più è rimasto nel cuore dello spettatore è Maui, il semi-dio doppiato da un sorprendente Dwayne “The Rock” Johnson. Un attore che dovrebbe dare una scossa alla sua carriera e decidere di lavorare a film meno tamarri e trash a cui è abituato, e lo dico perché ha dell’enorme potenziale, che ha tirato fuori proprio con Oceania. Chi l’avrebbe detto che The Rock poteva cantare così bene? La colonna sonora di questo film è qualcosa di semplicemente unico e meraviglioso, soprattutto alcuni pezzi cantati scritti dai grandi Lin-Manuel MirandaMark MancinaOpetaia Foa’i. In pratica con questo film la Disney ha dimostrato ancora una volta di essere la miglior major in assoluto, per quanto riguarda i film d’animazione. Ogni suo lungometraggio è un piccolo gioiello tutto da ammirare in tutte le sue sfumature, e questo Oceania ne ha di sfumature.

The Lego Batman Movie

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Ora passiamo da un bel film d’animazione ad uno geniale. Phil Lord Chris Miller ci avevano deliziato col geniale The Lego Movie, e quest’anno Chris McKay ha avuto l’onore di portare sul grande schermo uno spin-off dedicato al miglior personaggio della pellicola animata prima citata: Lego Batman. Una perfetta parodia di quello che è il supereroe più amato di sempre, con un Will Arnett perfetto come doppiatore. Questo film non si limita a prendere in giro il personaggio di Batman, ma tutti i film ad esso dedicati, da quello con Adam West all’ultima versione interpretata da Ben Affleck, senza ovviamente risparmiare i capezzoli del Batman di George Clooney. Un film colmo di citazioni e parodie che solo un vero amatore del Cavaliere Oscuro può trovare, citazioni che riguardano anche la sfera fumettistica del personaggio. Le scenografie sono sicuramente più d’impatto rispetto al film di Lord e Miller, con dei colori molto dark ma anche molto vivi, andando a creare un mix di ombre e luci sensazionale. L’unione di stop-motion e CGI funziona ancora a meraviglia e McKay gestisce il tutto con grandissima naturalezza, creando delle scene esilaranti che si basano proprio sul fatto che i personaggi stessi sono dei Lego. La colonna sonora è un chiaro rifacimento di quella scritta da Zimmer e unita anche per alcune tonalità con quella di Elfman per i film di Burton, anche se con una grande caduta di stile nel finale dove il tutto diviene troppo allegro e giocoso caratterizzato da musiche da discoteca.

Spider-Man: Homecoming

Risultati immagini per spider-man homecoming bannerEnnesimo film su Spider-Man, ennesima trasposizione, ma finalmente abbiamo quella definitiva. Spidey è tornato a casa Marvel dopo i flop targati Sony, ed ecco che abbiamo l’Uomo Ragno esattamente come lo abbiamo conosciuto leggendo i fumetti. E’ tanto giovane, come nei fumetti, è spiritoso, come nei fumetti, è inesperto, come nei fumetti. Insomma, si tratta di uno Spider-Man in tutto per tutto, con un Tom Holland perfetto per la parte. Il film non brilla di certo per la messa in scena, ahimè, ma i personaggi sono a dir poco grandiosi, anche l’Avvoltoio di Michael Keaton, che si è presentato come uno dei migliori villain del MCU (non che ci voglia molto eh), ed è soprattutto grazie a questo enorme attore che il personaggio è così memorabile. Il film è un ottimo cinefumetto, con uno spirito inedito e perfetto per i personaggi, e a rendere il tutto meraviglioso è la colonna sonora firmata da Michael Giacchino, il quale ha riscritto nel migliore dei modi la sigla del cartone animato. Cosa si può desiderare di più?

Assassinio sull’Orient Express

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Far eun film su Assassinio sull’Orient Express sembra quasi fuori luogo ormai, data la fama della storia. Eppure Kenneth Branagh se ne infischia di questo e dà vita ad un thriller vecchio stile meraviglioso e molto personale. Un film con un’ambientazione estremamente teatrale, con piani sequenza e camere fisse. Gli attori, Branagh su tutti, recitano esattamente come farebbe un attore di teatro. Ma questo aspetto teatrale mina alcuni lati del film, come la fotografia (spesso inadatta) e gli effetti in digitale. Ma in fondo si tratta di un film ben diretto e soprattutto ben scritto. La sceneggiatura presenta dei personaggi ben caratterizzati, eccezion fatta purtroppo per alcuni, e dei dialoghi meravigliosi, che fanno riflettere sul concetto di giustizia e di cosa sia giusto o sbagliato. Un film che fa riflettere e che ti tiene col fiato sospeso per non poco tempo, fino ad arrivare ad un film estremamente simbolico.

Kingsman – Il Cerchio D’oro

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Se credevate che il primo Kingsman fosse geniale e folle, beh, con questo rimarrete a bocca aperta. Vaughn dimostra di essere un folle, che si fa di qualcosa ma non si sa bene cosa, e che è solo un bene. Il regista britannico non tradisce il suo stile con cui narrare una storia, con bellissimi piani sequenza limpidi nel loro essere mossi, ma con un certo criterio. I personaggi manco sto a dirlo, memorabili e carismatici dal primo all’ultimo, eccezion fatta per alcuni degli Statesman, che molto probabilmente ritroveremo nel terzo film. La sceneggiatura presenta delle trovate geniali, soprattutto nel piano della villain interpretata dalla grandiosa Julianne Moore, che pone in discussione l’argomento della legalizzazione della droghe leggere, e lo fa in modo estremamente intelligente. Insomma, un film che sicuramente morire dal ridere e intrattiene per tutta la durata, ma riesce anche ad avere degli spunti davvero interessanti.

IT

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Pennywise è tornato per spaventare, dopo l’ormai invecchiata miniserie del ’90, e lo fa in grande stile. Il film è diretto molto bene, la messa in scena è molto inquietante e la fotografia è perfetta per i momenti. Però il film non fa paura, ma diverte tantissimo. La storia del club dei perdenti (interpretati da un cast di giovani talenti) è meravigliosa e il Pennywise di Bill Skarsgard, beh, è perfetto. La perfomance dell’attore raggiunge dei livelli di pathos e di qualità che in pochi film del genere si sono visti. Il controllo del corpo di cui giova l’attore svedese lo rende ancor più unico, e infatti il risultato è meraviglioso. Muschietti non si fa problemi e traspone sullo schermo tutte le scene nel modo più cruento possibile, anche quando le vittime sono dei bambini innocenti. La colonna sonora di Wallfisch è meravigliosa, con delle tracce quasi magiche ed altre estremamente inquietanti. Un film horror ben confezionato, ma che deve spingere un po’ di più per spaventare veramente lo spettatore.

Guardiani della Galassia Vol. 2

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Ora varchiamo la soglia che separa i semplici blockbuster dai film d’autore. James Gunn è un regista grandioso, in grado di fare cose che nessuno farebbe mai, soprattutto in casa Marvel. Infatti sono proprio questi i pregi dei Guardiani della Galassia, l’essere unici nel loro genere. Il film è trenta volte più cattivo e sporco del precedente, i legami dei personaggi sono ben consolidati e il villain di Ego è qualcosa di realmente sensazionale, soprattutto grazie alla presenza di un grande attore come Kurt Russell. La colonna sonora che unisce pezzi rock e musica classica da film è come al solito perfetta nell’essere un mix esplosive che ti farà ballare ed emozionare per tutto il film. Gli effetti speciali manco sto a dirlo, perfetti, una CGI che crea delle scenografie di una fantasia unica che rimani ad ammirare a bocca aperta finché non ce lo stacco all’inquadratura successiva. Insomma, Gunn confeziona un’altra volta un cinecomic meraviglioso, sicuramente trai migliori di sempre e sicuramente dell’intero MCU.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi

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Se siete tra quelli che definiscono questo Star Wars trai peggiori di sempre, allora sedetevi che vi devo parlare. Questo film ha bisogno di tempo e di più visioni, ma credo che si possa affermare che potrebbe essere il miglior film della saga. Rian Johnson gira il tutto con una passione che non ho mai visto, ogni frame è costruita con grandissima cura e la fotografia, boh, non so che dire, perfetta, magnifica in tutto per tutto. Siete rimasti delusi che non siete rimasti soddisfatti per alcune cose? Peggio per voi e meglio per Johnson, perché era esattamente quello che voleva: prendervi in giro. Snoke è stato gestito in un modo del tutto inaspettato e geniale, come anche il personaggio di Ben Solo/Kylo Ren. I genitori di Rey? Non si è ancora certi della verità, ma se fosse veramente quella svelata nel film sarebbe anche questo un colpo di genio, che rende il personaggio interpretato da Daisy Ridley ancor più umano. Finalmente Star Wars non è più una soap opera famigliare che gira intorno agli Skywalker, ma mostra che la Forza è democratica in tutto e per tutto, con un finale che fa venire la pelle d’oca ogni volta che se ne parla. E infine, Luke Skywalker miglior personaggio della saga dopo Darth Vader. Un Luke così me lo aspettavo, ma porca miseria se è un personaggio della madonna e Hamill ha dato la perfomance della vita, seriamente. Quindi dire che questo film è bello non basterebbe, è Star Wars al 100% e su questo è impossibile discutere.

Logan

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Logan ragazzi, wow. Qui si va decisamente oltre la soglia prima citata. James Mangold  manda a quel paese tutte le restrizioni legate al genere del cinefumetto e dà vita al miglior film su un supereroe dopo i Batman di Nolan. Logan è invecchiato, stanco e sta lentamente morendo, un personaggio decisamente più umano rispetto al normale, ma che ha ancora una grandissima grinta dentro come siamo abituati a vedere da sempre. Hugh Jackman al massimo della sua carriera (almeno per ora), e vale lo stesso per Stewart come professor X, per non parlare infine della sorprendente Dafne Keen come X-23. Un film che fa piangere, che fa ridere, e che fa capire allo spettatore che è ora di voltare pagina. I cinecomic è sono dei film che possono dare tantissimo, ma non dureranno per sempre, proprio come Logan. Non so cos’altro dire riguardo questa pellicola, se non che va vista assolutamente. Parliamo di un viaggio unico e indimenticabile, e una volta che il giro sarà finito lo spettatore rimarrà profondamente colpito e cambiato, soprattutto se si è fan dei personaggi.

Dunkirk

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Christopher Nolan è tornato bitch, e dopo il meraviglioso Interstellar il regista britannico torna a stupire con uno dei migliori film di guerra degli ultimi anni. Una storia anti-convenzionale e patriottica nella maniera più elegante possibile, con una sceneggiatura scarna ma estremamente potente. Si tratta molto probabilmente del miglior film di Nolan dal punto di vista della regia, essendo proprio le immagini, la colonna sonora, la fotografia e i volti dei personaggi a raccontare questa storia nota solo a pochi. Il duo Zimmer/Nolan è praticamente una garanzia, le varie tracce sono a dir poco innovative, grazie all’uso della scala Shepard e del ticchettio di un orologio come strumento. Il cast sorprende non poco, nonostante non ci siano molto grandi nomi, ed è soprattutto il cantante Harry Styles a stupire lo spettatore dimostrando di essere più bravo come attore che come cantante. Insomma, Nolan non smette mai di stupire portando ogni volta un film diverso dal precedente, e curandolo con una passione che ormai pochi registi hanno.

Blade Runner 2049

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Quando venni a sapere della realizzazione di un sequel per Blade Runner mi venne da ridere. Come si poteva toccare un simile capolavoro? Beh a quanto pare si poteva, e porca miseria ragazzi, Denis Villeneuve tira fuori non solo il suo miglior film, ma anche il miglior film dell’anno e uno dei migliori film sci-fi di sempre. Blade Runner 2049 è un capolavoro a tutti gli effetti: visivamente è una vera gioia, con una fotografia che abbraccia dei colori che lasciano ammagliato lo spettatore, una colonna sonora che emoziona e che fa trattenere il respiro. E la regia è di una potenza inaudita. La sceneggiatura è di ferro, con pochissime se non nessuna sbavatura. I personaggi sono tutti, TUTTI, qualcosa di meraviglioso. Alcuni sono stati in maniera differente dal normale, ma poco importa perché tutto il resto è talmente bello che non ci si può far nulla. L’Agente K è un personaggio meraviglioso, interpretato da un Ryan Gosling all’apice della sua bravura attoriale, e stessa cosa vale per Harrison Ford che torna come Rick Deckard. Gesù, non credo di aver mai visto un Harrison Ford così potente  ed emotivo in tutta la mia vita. Grande sequel, grande film e grande capolavoro.

Questa ragazzi è la mia classifica dei film del 2017. Fatemi sapere cosa ne pensate e discutiamone nei commenti, voglio assolutamente sapere se concordate con la mia classifica oppure se cambiereste qualcosa.


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Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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