I Simpson e la decisione di rimuovere Apu dalla serie

La polemica attorno al personaggio di Apu dei Simpson è arrivata alla ribalta, con gli showrunner delle serie animate che lo considerano ufficialmente ritirato. Ciò è seguito dopo anni di protesta per il personaggio da parte dei gruppi di difesa degli indiani d’America. Sebbene le lamentele riguardanti Apu esistano da anni, sono aumentate dopo l’uscita dell’anno scorso di The Problem With Apu – un documentario che ha esplorato come il personaggio fosse stato utilizzato come stereotipo negativo contro gli indiani e gli immigrati. In realtà però questa polemica risale a molto prima del documentario.

Anche se è stato sostenuto che Apu è stato creato come uno stereotipo per gli immigrati indiani, nei Simpsons è stato fatto uno sforzo onesto per svilupparlo in un personaggio che sfidava i cliché. L’episodio della settima stagione “Much Apu About Nothing” ha approfondito il background del personaggio come un giovane che si è recato negli Stati Uniti con un visto per studenti per conseguire il dottorato in Informatica. Fatto ciò, è poi rimasto nel paese illegalmente, continuando a lavorare nel minimarket che gestiva, in modo che potesse pagare i suoi prestiti studenteschi prima di lasciare l’America. Alla fine, Apu decise di fare il test per diventare un cittadino americano, mostrando la sua natura di individuo essenzialmente onesto e laborioso.

Nonostante questo sviluppo, usato anche per prendere in giro la gente in gran parte ignorante di Springfield, secondo molti Apu è unico nel senso che solo lui è considerato un insulto razziale contro gli immigrati in generale e gli indiani-americani in particolare. Molti hanno anche lamentato il fatto che Apu sopporta in gran parte l’abuso e l’ignoranza con buonumore piuttosto che affrontare le persone ed ammonirle per il loro cattivo comportamento.

Gli showrunner dei Simpson erano consapevoli di queste lamentele e tentarono di affrontarle nell’episodio sopra-citato, che andò in onda a gennaio 2016. L’episodio vede Apu perdere il controllo del suo negozio in favore del nipote, Jamshed, che si lamenta del comportamento stereotipato dello zio. Apu, a difesa del suo status di uno dei primi ritratti di un personaggio indo-americano in televisione, si lamenta che Jamshed non apprezza tutto ciò che gli aveva dato. L’episodio si conclude con i due che fanno ammenda e Apu che riprende il controllo del negozio. Dopo quell’episodio il personaggio è stato “ritirato” dalle scene, se non per qualche cammeo non parlante nelle scene di folla.

Un anno dopo viene rilasciato “The Problem With Apu” il documentario scritto e presentato dal comico Hari Kondabolu, che documenta la sua storia come fan dei Simpsons e, da bambino, amante del personaggio di Apu come una delle poche rappresentazioni di un indiano-americano in televisione. Il documentario parla di come i tratti positivi del personaggio venivano oscurati dal razzismo che ha creato in quanto produttori e registi bianchi si aspettavano che lui recitasse come Apu. Mentre Hank Azaria, doppiatore del personaggio, ha espresso al tempo la sua solidarietà per tutti coloro che erano stati maltrattati, assieme alla volontà di lasciare la parte a favore di un attore indiano-americano, i creatori dei Simpsons non hanno fatto altrettanto. Il creatore Matt Groening ha dichiarato apertamente la propria opinione circa la protesta su Apu, dicendo “le persone amano fingere di essere offese“. Il produttore Mike Reiss è stato meno disinvolto nei suoi commenti in un’intervista a Morning Joe, dicendo che aveva visto “The Problem With Apu” di aver pensato che si trattava di un documentario ben fatto che sollevava interessanti punti, ma che considerava la questione risolta dall’episodio “Much Apu About Something“.

Le continue polemiche hanno visto I Simpson tentare di affrontare il problema di Apu direttamente con l’episodio “No Good Read Goes Unpunished“, della 29° stagione. L’episodio ha visto Marge tentare di condividere uno dei suoi libri preferiti con Lisa, per poi criticarne la storia in quanto piena di stereotipi e cliché offensivi. Marge tenta così di modificare la storia in qualcosa di politicamente corretto, solo che alla fine perde ogni significato. Lisa simpatizza con gli sforzi di Marge, affermando che “qualcosa che è iniziato decenni fa ed è stato applaudito come inoffensivo, ora è politicamente scorretto. Che cosa puoi fare?“, al ché Marge risponde: “Alcune cose verranno sistemate col tempo“. Lisa allora aggiunge: “forse mai”. Mentre fissano lo spettatore, vediamo una foto di Apu sul comodino di Lisa, con la didascalia “Non farti infartare!”.

La risposta all’episodio è stata in gran parte negativa, con Hari Kondabolu che ha detto: “Wow. Politicamente scorretto? Questo è ciò che è venuto dal mio film e la discussione che ha scatenato? Adoravo questo spettacolo. Tutto ciò è triste“.

Adesso quindi pare che, stando a fonti della Fox, i Simpson ora intendono ritirare formalmente il personaggio di Apu. Ciò significa che non apparirà più nello show in nessuna veste, nemmeno come un personaggio senza voce in sottofondo o in scene di folla. Mentre questo deve ancora essere confermato o smentito dai produttori di The Simpsons, la serie è stata accusata di vigliaccheria.

Secondo molti rimuovere Apu dalla serie a titolo definitivo non risolve il problema di fondo del personaggio. Anche se Apu non apparirà in un altro episodio dei Simpson, ci sono ancora quasi 30 stagioni di materiale in cui la figura di Apu è di rilievo. Alcuni dei più grandi episodi dei Simpsons hanno caratterizzato Apu come personaggio centrale, ignorando quegli episodi come il già citato “Much Apu About Nothing” dove il personaggio è stato utilizzato per affrontare importanti questioni sociali, come la discriminazione contro gli immigrati. Va considerato che Apu è ancora uno dei personaggi più popolari dei Simpson e ha fatto molto per presentare un’immagine positiva di un immigrato che viene in America e contribuisce alla sua comunità. Apu è stato scelto dall’autore Mark I. Plinksy come “probabilmente il personaggio più buono dei Simpson” nel suo libro The Gospel According To The Simpsons. Gli esempi di Plinksy volti a a giustificare questa valutazione sono diversi, tra cui il fatto che è l’unica persona a supportare Lisa quando decide di diventare vegetariana, e va considerato anche il suo lavoro come pompiere volontario. Plinsky nota anche che Apu è uno dei pochi adulti che tratta i bambini di Springfield con rispetto, e che tentò una volta di arginare le tendenze aggressive di Lisa come attivista, consigliandole che “si può influenzare la gente senza importunarla“.

Niente può essere fatto per cambiare ciò che il personaggio è stato nel passato della serie, e la decisione di rimuoverlo dallo show serve solo ad evitare di parlare del problema. Questo è esattamente ciò che la maggior parte delle persone che hanno problemi con Apu voleva evitare, in quanto preferivano affrontare la cosa e trovare un modo per rielaborarlo in modo più accurato, presentando quindi un lavoratore immigrato, devoto nella sua fede che da tutto se stesso.

Il punto però è che lo stereotipo di Apu non è diverso da qualsiasi altro mostrato nella serie. I Simpson hanno sempre ritratto in maniera satirica la società, ovviamente cambiando con il corso degli anni, ma mantenendo sempre la caratteristica dei vari stereotipi di tante nazionalità differenti per parlare di quelle etnie e far satira sull’America moderna. Apu non è diverso da Tony Ciccione in quanto stereotipo dell’italiano mafioso, o di Willie il giardiniere, in quanto scozzese sudicio e ubriacone. Non è diverso da Homer come americano medio, da Krusty come incapace personalità dello star-system che va avanti per inerzia, o da Burns come avido repubblicano senza scrupoli. Quello che mi domando alla fine è: se esiste un problema con Apu perché non esiste con gli altri stereotipi?

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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