Il caso Brett Ratner e le varie accuse fra omofobia e molestie

In queste settimane è scoppiato il caso che noi abbiamo bonariamente chiamato “molestia-gate”, partito tutto a seguito della miriade di denunce e accuse rivolte verso Harvey Weinstein. Dopo che anche Kevin Spacey è entrato nel mirino dei nuovi “justice warrior” che si oppongono alla molestia ed allo stupro a fini di scambi che da sempre ad Hollywood infestano i casting e i meeting delle produzioni, un nuovo caso si è aperto ed è Brett Ratner ad esser stato messo sotto accusa. L’attrie Ellen Page ha mosso accusa verso di lui e Gal Gadot ha minacciato velatamente. Ma andiamo con ordine.

L’attrice ha scritto in un post su Facebook che Ratner sul set di X-men: Conflitto Finale puntò il dito contro un’altra donna e disse “dovresti scopartela così capirebbe che è gay“, e poi ha continuato descrivendo l’accaduto:

“Sapevo che ero gay ma, per intenderci, ancora non lo sapevo. Mi sono sentita violata. Ho guardato in basso, non ho detto una parola né guardato nessun altro. Quest’uomo, che mi aveva ingaggiata, aveva inaugurato i mesi di riprese con questa uscita orribile. Mi ricordo anche di una donna che passò davanti al monitor sul set, e lui fece dei commenti sulla sua vagina.”

La cosa sarebbe finita li, con una semplice accusa di omofobia nei confronti della Page, ma l’avvocato di Ratner ha poi respinto ogni tipo di accusa e così ne sono venute fuori altre. Le altre accuse, già estremamente più gravi, sembrerebbero coinvolgere ben sei attrici diverse fra cui Olivia Munn, Katharine Towne e Natasha Henstridge. Pare che la cosa sia arrivata alle orecchie di persone più grandi di lui che stanno reagendo come con Kevin Spacey, ma cosa c’entra la Warner Bros.?  Brett Ratner è noto al mondo dei cinefumetti per esser stato il regista del deludente X-men: Conflitto Finale, ma principalmente al mondo del cinema in generale per essersi affermato come produttore fondando la RatPac Entertainment e poi la società RatPac-Dune Entertainment. Nel 2013 ha poi stretto un accordo da 450 milioni di dollari con Warner Bros per finanziare e co-produrre i suoi film.

Buona parte dei cinecomic DC Films sono co-prodotti dalla RatPac, ed a parte Shazam, i sequel di Wonder Woman e Suicide Squad sembravano prevedere la co-produzione proprio della etichetta di Ratner. Qui entra in gioco Gal Gadot e alcune vicende che l’hanno vista protagonista.

L’attrice israeliana che presto vedremo in Justice League parrebbe non essere intenzionata a firmare per un secondo film a meno che il produttore non sia escluso completamente dal franchise. Una fonte ad Hollywood avrebbe riportato una dichiarazione di Gadot – che il mese scorso ha rifiutato di consegnare un premio a Ratner durante una cena in suo onore – in cui ha preso posizione contro questa sequela di accuse di molestie ad Hollywood. La fonte ha detto:

“Lei è tosta e rimane ferma nei suoi principi. Conosce anche il modo migliore per colpire persone come Brett Ratner, nel portafoglio. Sa che la Warner deve schierarsi dalla sua parte. Non possono avere un film che tratta della forza delle donne facendo produrre in parte il tutto ad un uomo accusato di condotta inappropriata verso le donne.”

A quanto pare a fronte di queste accuse, che precisiamo non aver ancora prodotto una condanna vera e propria, Ratner ha scelto di allontanarsi dalla produzione, e come riporta Deadline e PageSix parrebbe essere una decisione presa con consenso. In una dichiarazione si legge:

“Alla luce delle accuse scelgo di allontanarmi dalle attività della Warner. Non voglio portare alcun impatto negativo sullo studio e terrò le distanze fino a quando tutto non sarà risolto.”

In ultimo, aspettando di avere qualche notizia circa un’eventuale processo al produttore, visto che nella logica della legge tutti sono innocenti fino a prova contraria, la faccenda è terminata andando ad intaccare malamente il progetto di un biopic su Hugh Hefner. Il produttore infatti aveva instaurato una negoziazione durata 10 anni per realizzare il film, ma a fronte delle accuse rivoltegli la nota rivista a preso le distanza con un comunicato che riportato da The Wrap:

“Siamo profondamente turbati dalle accuse rivolte a Brett Ratner. Riteniamo inaccettabile questo tipo di comportamento. Abbiamo preso la decisione di mettere da parte per il momento il progetto con RatPac Entertainment almeno fino a quando la situazione non sarà chiarita.”

Seguiremo la questione attentamente e vi aggiorneremo quando ne sapremo di più.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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