Il Tesseract ed i piani originali dell’Universo Cinematografico Marvel

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In Avengers: Infinity War abbiamo visto il titano pazzo, comparso per la prima vera volta nella scena post-credits di The Avengers, collezionare tutte le Gemme dell’Infinito con l’intento d’incastonarle nel guanto creatogli sotto coercizione da Eitri il nano nella fucina di Nidavellir, ed usarle per spazzare via metà degli esseri viventi dell’universo.

E’ comunemente noto nell’UCM che il primo momento in cui queste reliquie potentissime sono apparse è stato in Captain America: Il Primo Vendicatore, con l’apparizione del Tesseract, ma in realtà non si fa menzione delle Gemme dell’Infinito fino alla scena mid-credits di Thor: The Dark World, quando Sif e Volstagg portano l’Aether al Collezionista. Ciò lascia intendere che, fino almeno al secondo film di Thor (o presumibilmente prima che la Paramount si facesse da parte nella distribuzione delle pellicole Marvel Studios), nelle intenzioni originali pre-Fase 2 non ci fosse quello di rendere il Tesseract una Gemma dell’Infinito. La cosa potrebbe apparire come bizzarra, ma in realtà potrebbero esserci delle effettive prove.

Ovviamente, per la natura piuttosto reattiva e facilmente adattabile con cui è stato costruito l’Universo Cinematografico Marvel, è chiaro che il retcon delle intenzioni non ha minimamente intaccato la qualità del progetto di interconnettersi alla perfezione, ma è anche altrettanto ovvio che il Tesseract era chiaramente ispirato più al Cubo Cosmico. Questo particolare oggetto era noto anche con il nome di Tesseract nei fumetti Ultimate, e quando i Marvel Studios si sono impegnati con Thanos e la ricerca delle Gemme dell’Infinito, hanno semplicemente capito di avere per le mani un oggetto facilmente riconducibile ad una forza che piega lo spazio, così l’hanno reso una delle Gemme.

Come ho detto, guardando indietro è chiaro che le intenzioni non fossero quelle, ma quali sono le prove? Come ho detto, nel secondo film di Thor è la prima volta che si fa menzione del Tesseract come una Gemma dell’Infinito, in quanto prima di quel momento era una fonte per un’energia illimitata ed auto-sostenibile di cui il mondo aveva bisogno in tempi moderni, e per l’Hydra (la divisione scientifica nazista), una fonte d’energia proveniente dalle leggende nordiche, il gioiello della collezione di Odino, da utilizzare per creare armi per il Fuhrer.

Potremmo pensare che attraverso le leggende e le storie della mitologia nordica – oggetto di studio da parte di Teschio Rosso – il capo dell’Hydra avrebbe potuto sapere tutto sulle Gemme dell’Infinito, ma in realtà pareva interessato solo al Tesseract. In ultimo, il buon Joss Whedon nelle interviste si è riferito alle volte al Tesseract con il suo nome originale di fumetti, il Cubo Cosmico, che comunque rappresentava anche quello uno di quegli oggetti verso cui Thanos era ossessionato.

I Cubi Cosmici sono oggetti di forma appunto cubica di natura artificiale (che inizialmente si pensava fossero stati creati da A.I.M., una organizzazione di scienziati para-militari. Successivamente è stato rivelato che l’energia contenuta nel cubo ha origini cosmiche). Questi oggetti contengono un enorme energia che raccolgono da un’altra dimensione. Sono tremendamente potenti. Questi Cubi possono essere utilizzati per alterare la forma della realtà stessa, deformando il tempo e lo spazio in qualsiasi modo, esaudire i desideri del proprio possessore, o possono controllare e riscrivere le menti delle persone. Inoltre un Cubo Cosmico è abbastanza sofisticato da aver la capacità di acquisire una sorta di coscienza, seppur un’imitazione di quella di colui che lo possiede.

Quindi questo potere è davvero illimitato, ed a quanto pare, stando a quanto raccontato in The Avengers riguardo lo scettro di Loki, si può trasferire per infondere determinati oggetti, esattamente come fece l’Hydra. Il potere racchiuso nello scettro spiegherebbe infatti come questo sia capace non solo di controllare le menti (visto che successivamente sappiamo esserci la Gemma della Mente nel cristallo dello scettro), ma anche aprire varchi spazio-temporali e sparare raggi di luce concentrata di colore blu – il colore della Gemma della Mente nell’UCM è giallo.

Secondo alcune speculazioni ci sono anche indizi che rivelano come il Tesseract stesse mano a mano acquisendo coscienza, già solo il fatto che si è risvegliato ad un tratto in The Avengers lo fa pensare, ma lo fa anche il fatto che nel film l’oggetto sembra esercitare influenza su quelli intorno a sé. La ciliegina sulla torta l’abbiamo quando veniamo a sapere che è proprio il Tesseract che ha detto a Selvig dell’utilizzo dell’iridio, e a Occhio di Falco dove trovarlo. Il Tesseract in quel modo sembra aver ricalcato una parte della personalità di Loki, suo possessore, e come ho detto prima, è una cosa che ti aspetteresti potrebbe succedere nell’interagire con un Cubo Cosmico. Niente di quello che per ora ho descritto sembra indicare ci fossero piani segreti per il Tesseract come Gemma dell’Infinito.

Perché è stato fatto questo cambiamento all’improvviso? Non ci è dato saperlo. Nelle intenzioni di Joss Whedon c’è sempre stata l’idea di inserire Thanos come burattinaio dietro le azioni di Loki, che ed il fatto che volesse o il Cubo Cosmico o la Gemma dello Spazio poco importa, solo la questione del “lusingare la morte” alla fine è rimasta senza specificazioni.

I Marvel Studios hanno ovviamente inserito il Tesseract nel primo film di Captain America per rispettare la narrativa sci-fi impostata fino a quel momento, ed infatti quel potere illimitato ha portato la pellicola ad acquisire un certo stile dieselpunk che ha dato un tocco in più ad un film abbastanza nella media. La mitologia dietro il Tesseract è stata approfondita anche lungo alcuni degli altri film, ed ha trovato la propria conclusione in The Avengers. Quindi tutto il teatro dietro l’introduzione di quel particolare oggetto era asservito unicamente a creare un collegamento fra i film, e portare alla fine al primo crossover dei Marvel Studios.