IMPRESSIONE – Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

IMPRESSIONE – Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

Parto col dire che JJ Abrams in questo capitolo si è fatto beffe dell’intera trilogia, compreso il capitolo precedente da lui diretto. Le svolte narrative audaci e significative operate da Johnson vengono messe da parte, e non “sistemate”, badate bene, con lo stesso tocco banale utilizzato ne Il Risveglio della Forza, seppur quel film viva comunque della responsabilità di far rinascere la saga per il pubblico moderno, e quindi gli si possano perdonare alcune ingenuità come il quasi ricalcare la formula de Una Nuova Speranza, viste e considerate le introduzioni di carismatici nuovi personaggi e un nuovo contesto per la Guerra Stellare.

L’Ascesa di Skywalker tenta di ricalcare Il Ritorno dello Jedi ma lo fa inserendo davvero troppa trama per un film di 2 ore e 22 minuti, portando inevitabilmente altri punti del film a deficitare, come la caratterizzazione dei personaggi, sia già introdotti che nuovi, e a portare scelte narrative che non solo non sono in linea con quanto fatto in precedenza, risultando quindi anche un pessimo sequel, ma utilizzando comodità narrative e deus ex machina che vanno inevitabilmente a rovinare la trama.

Sento il tema di John Williams, ma non quello classico di Star Wars

 

Perciò, visto che mi è stato chiesto, vado a dissezionare Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, così da illustrare alcune cose oggettive e alcune cose personali che rendono questo film un pessimo capitolo finale e qualcosa che a me non è piaciuto.

Da dove comincio? E’ un fatto che il film abbia un montaggio aberrante, che sia stato scritto frettolosamente, che sia pieno di buchi di trama, che non sia coerente con i precedenti capitoli (e dovrebbe esserlo visto che è un terzo film), che è troppo concentrato sulla trama e poco sui personaggi, sopratutto quelli nuovi, e che fondamentalmente lo si percepisca come un frettoloso e impreciso tentativo di retcon venuto tremendamente male (cosa che Abrams ha sempre fatto, i finali non gli riescono bene). Non tralasciamo il montaggio in particolare delle scene con Leia, dove siamo a livelli di ridicolo che spero vivamente qualcuno sia stato licenziato con un sonoro calcio in culo. Si poteva fare di meglio? Si, rispettare l’attrice farla uscire di scena con dignità, tutto off-screen. Possono succede queste fatalità, non è una cosa che puoi prevedere, ma essendo Star Wars puoi mettere un tappa buchi con un fumetto. Non va bene comunque a livello cinematografico, ma si può arrivare a comprendere, dopotutto l’attrice è morta.

Il compimento della profezia che pare si abbia in questo film mostra come una Palpatine abbia riportato l’equilibrio, e quindi renda abbastanza inutile Anakin, oltre alla famiglia Skywalker in generale, visto che nei prequel grazie a loro l’Imperatore è salito al potere, e nell’originale dovevano aver ucciso il big bad e invece è ancora vivo. Inutili.

Lando Calrissian è un’altra di quelle cose che non ho capito. Voglio dire, la sequenza nel deserto serve introdurlo, e va bene, ma poi viene spiegata la ricerca di un GPS Sith incastrata a forza nel momento prima che Luke vada in esilio, che però pare inutile visto e considerato che viene trovato completamente a caso il pugnale che, guarda caso, con la forma della lama ricalca le montagne presenti vicino al relitto della seconda Morte Nera. Ma il pugnale in questione non era stato utilizzato per uccidere i genitori di Rey? Ovvero figlio dell’Imperatore venuto fuori dal nulla e consorte? Perciò quando sono state inserite quelle frasi in lingua Sith (quanto di più generico)? Non c’è dato saperlo.

Poi bellissimo il momento, emblematico per la sceneggiatura scritta alla bene e meglio, in cui prima C-3PO dice di non poter tradurre la scritta sul pugnale, e poi, ta dà, all’improvviso si è capito come fare. E il bello è che tutta questa questione, volta a dare un momento toccante, si sgretola nel momento in cui a C-3PO viene restituita la memoria. E’ successa una cosa simile quando sembra che Chewbacca sia morto per colpa di Rey, cosa che poteva portare ad un interruzione della “quest da videogioco” e far cominciare il percorso verso il Lato Oscuro a Rey, per via del senso di colpa. O ancora il fatto che Leia avesse da sempre saputo che Rey e nipote di Palpatine. Non so bene descrivervi come la rabbia sia salita in quel momento durante la visione.

Va tenuto a mente che, quando in una sceneggiatura vengono fuori domande del tipo “perché non l’hai detto/fatto prima”, e non si riesce a dare risposta, allora c’è un problema di fondo molto grave. In più il film è ricolmo di momenti che non portano davvero niente alla trama di significativo, portando quindi la pellicola a raccontare tantissimo che però risulta superfluo.

La struttura invece di ricalcare lo stile di Star Wars, ovvero “il cammino dell’eroe”, classico da epopea fantasy, pare più ispirato alle quest da videogioco, in cui parti con la missione dove devi trovare qualcosa, ma per quel qualcosa hai bisogno di un oggetto, che si può recuperare con un altro oggetto (ripeto, trovato completamente a caso) che però ha bisogno di essere decifrato, e per decifralo si ha bisogno di fare un’altra azione… e così via. Questo modo di fare annulla ogni tipo di conseguenza negativa portata dalle azioni dei protagonisti, anche perché la loro azione negativa viene velocemente cancellata e riassettata con la situazione precedente. Il tutto pare un susseguirsi di McGuffin.

Ma l’appartenenza che cercava non era di fronte a lei invece che dietro?

 

Ancora, la faccenda della nipote rovina tutta la caratterizzazione fatta nei due film precedenti, oltre anche al rendere ignobile il tentativo di retcon stesso, visto che il significato dietro quella presa di coscienza di Rey era davvero bella emotivamente e per il personaggio. Se l’appartenenza che Rey cercava era di fronte a lei invece che dietro, allora perché dare a questo fattore tutta questa importanza? La sensazionale scelta di rendere Rey figlia di nessuno sovvertiva i canoni di Star Wars introducendo la democratizzazione della Forza (ben rappresentata anche dal bambino presente alla fine di Episodio VIII). Il rimando evidente lo vediamo con una sorta di Davide al femminile, con nient’altro che la Forza superiore, un arma e la propria forza di volontà da usare contro il potente Golia – in questo caso Kylo Ren, con nelle vene il potente sangue degli Skywalker.
Quindi la faccenda di Palpatine, oltre ovviamente a non avere senso, non mi è andata giù. Non c’è stata spiegazione alcuna di come sia sopravvissuto, di quando abbia fatto un figlio, del perché stia collaborando con altri Sith visto e considerato che fra di loro si sono sempre fatti la guerra – tanto da dover tirare fuori per forza la regola dei due – o di perché cavolo abbia lanciato all’improvviso un allarme nella galassia “oh, sono qui eh. Vengo a distruggervi”. Anche se comunque spezzo una lancia in favore della resa visiva dalla scoperta del Signore Oscuro dei Sith ancora vivo. Il Lato Oscuro è ritratto in maniere alle volte quasi horror, il che è uno dei pochissimi punti a favore.

Particolarmente imbarazzante è stato il momento finale in cui Rey alla fine si confronta con Palpatine. Oltre a riproporre la scena de Il Ritorno dello Jedi, dove Luke stava di fronte all’Imperatore mentre questi lo tentata sempre di più a cedere al Lato Oscuro, con tanto di navi degli alleati in grave pericolo, introduce un elemento che devo dire non ho ben capito, o magari è stato semplicemente scritto male.

Come ho detto, è riproposto il tentato di far cadere il paladino nel Lato Oscuro, e Palpatine stesso dice a Rey che se lei lo uccidesse allora il suo spirito entrerebbe in lei, come una sorta di possessione demoniaca, portandola a compiere ciò che aveva visto nella visione, ovvero se stessa pervasa dall’oscurità e seduta sul trono per istituire un nuovo Impero. Nella sequenza da cui trae ispirazione (per non dire che ripropone pedissequamente), vediamo Luke rifiutare la lusinga dell’oscurità, cosa che porta poi alla redenzione di Darth Vader, all’uccisione dell’Imperatore e al compimento della profezia. In L’Ascesa di Skywalker vediamo invece Rey esitare proprio come il maestro Skywalker, anche se poi cede e con uno sguardo di odio (perché di sicuro quella non è serenità), e con l’ispirazione portata da tutti i Jedi vissuti prima di lei mette fine al signore oscuro.

Ok, ed è qui che la cosa non mi torna. A lei non succede niente. Palpatine stava mentendo? La Luce in lei è troppo forte? Semplicemente si sono dimenticati della sequenza prima quando giravano questa? Ah, e non risparmio nemmeno l’altro lato, perché anche Kylo Ren, dopo aver combattuto gli inutili Cavalieri di Ren, è protagonista di una scena abbastanza insensata. Non si sa bene da che cosa sia stato mosso, se non dalla comparsa completamente a caso della visione del padre, ma passa alla Luce. Mi sembra un po’ poco per un personaggio così ben sviluppato nell’arco di due film.

Sorvolerò sul potere della Cura della Forza che quantomeno ha avuto introduzione a inizio film, anche se non capisco come anche Kylo, o il redento Ben, sia capace di utilizzala. Come sorvolerò sulla sua scomparsa dissolvendosi, cosa vista fare nella saga solo ai Jedi. Non posso sorvolare però sul bacio finale fra Rey e Ben, che non solo risulta fuori luogo ed ha generato un senso d’imbarazzo in sala tanto da far urlare allo schermo dei sonori “vaffanculo”, ma è poco in linea anche con cosa è successo nei film precedenti, sopratutto ne Gli Ultimi Jedi. C’è sempre stata una tensione fra i due, ed è palpabile la cosa, ma è quel qualcosa d’impercettibile a metà fra affetto e odio profondo, che inevitabilmente li porta a combattere per cercare di uccidersi a vicenda. Non c’è mai stata la sensazione che fossero invaghiti l’uno dell’altra. L’unica spiegazione è semplicemente il voler accontentare i fan della cosiddetta “Reylo”, anche se a quanto pare molti fan di questa ship da fan-fiction hanno protestato contro la realizzazione. Io personalmente non ne trovo il senso, la percepisco come forzata e sopratutto fuori luogo. Imbarazzante, forse è il termine migliore.

Ok, questa scena devo dire che è stata piuttosto forte

Mi presento a voi come un grandissimo fan della Saga di Star Wars, in molti medium diversi. Vidi tempo fa la trilogia originale come primo approccio al franchise, mentre la trilogia prequel veniva portata al cinema. Solo La Vendetta dei Sith riuscii a vederlo al cinema, ma ciò non influenzo il mio giudizio minimamente. Amai tutti e sei i capitoli, seppur un po’ meno L’Attacco dei Cloni e La Vendetta… ops, volevo dire, Il Ritorno dello Jedi. Non ho mai disprezzato Jar Jar Binks, i midi-chlorian o le sessioni di seduta del consiglio della Repubblica, come anche i significati politici introdotti da questa trilogia.

Più di recente sono riuscito apprezzare molto anche Il Risveglio della Forza, per i motivi elencati sopra, e sono rimasto estasiato da Gli Ultimi Jedi e Rogue One, che nella mia classifica personale stanno ora sul podio dei migliori della saga intera assieme a L’Impero Colpisce Ancora. Mi definisco un vero e autentico fan? Si, certamente, e ritengo si possa fare una precisa differenziazione fra i fan come me, che amano e rimangono terribilmente delusi quando le cose vanno male, e quelli tossici, di cui non voglio parlare adesso.

Comunque scrivo questo per introdurre la rabbia e la forte delusione che ho provato uscito dalla visione di Episodio IX, un film asservito nemmeno più al desiderio nostalgico di JJ Abrams come per Episodio VII, ma frutto di una lista della spesa in cui la Lucasfilm ha segnato tutte le cose che in due anni sono state criticate de Gli Ultimi Jedi, e le ha modificate per accontentare chi è rimasto deluso dall’audacia e dal grandissimo lavoro fatto da Johnson, in pieno stile George Lucas. Dopo un buon capitolo iniziale che è diventato migliore grazie all’eccellente capitolo secondario, per via degli sviluppi di trama e dell’apparente volontà di lasciar morire il passato per vivere di vita propria, è stato creato un film codardo, troppo grande per essere contenuto nel minutaggio, poco approfondito e fondamentalmente un gioco al voler ottenere il consenso, veicolando il tutto attraverso la prevedibilità e dimostrando che l’eredità di George Lucas (che ha sempre difeso la scelta per esempio dei midi-chlorian anche se in tanti l’avevano odiata), vive ancora solo in pochi eletti.

Star Wars: L’Ascesa di Skywalker è il punto più basso che la saga abbia mai raggiunto, una ferita bruciante che penso non si rimarginerà mai, e dal punto di vista cinematografico è raffazzonato, scritto male e poco ispirato.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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