lunedì, Aprile 15, 2024
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Intelligenza Artificiale: secondo Stephen King non deve fare paura, ecco perchè!

Stephen King ha gettato un’ombra di mistero sulla discussione riguardo all’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sulle menti creative. Le sue parole, taglienti come lame, hanno suscitato fervidi dibattiti tra gli appassionati del settore.

Mentre il mondo creativo trema di fronte all’avanzamento dell’IA, King sembra rimanere imperturbabile, almeno fino all’avvento della singolarità. Con una fermezza disarmante, l’autore riconosce le paure che affliggono sceneggiatori e scrittori, il timore che l’IA abbia già infiltrato il mondo delle produzioni televisive, contribuendo alla creazione di opere tanto formularie da sembrare scritte da un manuale. Tuttavia, il Re dell’Orrore ci sfida a guardare oltre la superficie, a chiederci se l’IA possa davvero minare la creatività umana.

Le sue argomentazioni fanno riflettere: King si interroga sulla possibilità che l’IA, anche se avanzata, possa mai raggiungere l’autenticità delle opere umane.

Le parole dello scrittore sull’Intelligenza Artificiale

Il guru dell’horror dice di capire le preoccupazioni riguardo all’IA quando si tratta di sceneggiatori e scrittori coinvolti nella scrittura per la TV. Esprime la consapevolezza di una paura non sempre espressa, quella che l’IA possa aver contribuito sin dall’inizio alla creazione di sitcom e serie drammatiche, creando opere piuttosto stereotipate e formulaiche, come se stesse seguendo un manuale.

Tuttavia, quando si tratta di libri e script scritti da IA, il guru si interroga su cosa sia effettivamente possibile fare. Fa un parallelo con Re Canuto, che cercò di fermare la marea, suggerendo che, anche se ci preoccupiamo, l’avanzamento dell’IA potrebbe essere inevitabile. Nonostante questo, il guru sottolinea che è difficile credere che l’IA, a meno che non raggiunga una vera e propria coscienza (cosa che ritiene sia ancora lontana), possa scrivere opere valide.

Ha avuto esperienze con poesie scritte dall’IA nello stile di autori famosi come William Blake, ma ritiene che queste opere manchino di quella genuinità e profondità che caratterizzano l’originale. Lascia intendere che sia come confrontare una birra di alta qualità con una birra generica: entrambe possono farti inebriare, ma non sono affatto la stessa cosa.

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