James Cameron V Patty Jenkins: il regista continua a scagliarsi contro Wonder Woman

Poche settimane fa avevamo assistito ad un battibecco particolare fra James Cameron e Patty Jenkins a proposito dei ruolo femministi nel cinema. Se ricordate bene è cominciata con Cameron che ha espresso la sua opinione su quello che molti reputano il film dell’anno, Wonder Woman, una pellicola che è stata capace di ottenere il plauso della critica USA ed incassare e oltre 800 nel mondo.

Il regista di Avatar ha palato di Wonder Woman senza troppi mezzi termini, e ve lo abbiamo riportato in questo articolo, come di un icona trasformata in oggetto, e che quindi non può rappresentare un buon esempio femminista. Senza criticare il film, che comunque dice di aver apprezzato, in pratica Cameron ha descritto una bella donna dal fisico e dal volto perfetto come non capace di rappresentare le donne come figura di riferimento, preferendo la sua Sarah Connor come simbolo.

Patty Jenkins non si fece attendere nel difendere il suo progetto e la sua eroina, e rispose a tono al famoso filmmaker dicendo così giuste ma sbagliando anche lei, facendo riferimento per esempio al fatto che “l’incapacità di James Cameron nel capire quello che è davvero Wonder Woman, quello che rappresenta per tutte le donne del mondo, non mi sorprende. Nonostante sia un grande filmmaker, non è una donna“, come a voler intendere che il regista non potesse esprimersi a proposito, ma ha anche cercato di calcare un po’ meno la mano continuando:

“Le donne forti sono fantastiche. I suoi complimenti al mio film Monster e alla nostra rappresentazione di una donna forte e danneggiata è stato molto apprezzato. Ma se le donne devono sempre essere dure, brutali e travagliate per essere forti, e non abbiamo il permesso di essere multidimensionali e di celebrare un icona per le donne solo perché è di bell’aspetto e amabile, allora non possiamo ritenerci tanto progrediti. Io credo che le donne possano e debbano essere tutto, così come i protagonisti maschili. Non esiste giusto e sbagliato nell’essere una donna forte. E l’enorme pubblico femminile che ha reso il film il successo che è stato, possono di certo giudicare e scegliere le icone progressiste che preferiscono.”

Prendere posizioni nell’una o nell’altra “fazione” è onestamente complicato, perché entrambi i registi hanno le loro motivazioni più o meno condivisibili. Si può comprendere la ragioni di Cameron che ha delineato Sarah Connor come una figura femminista più forte, in quanto forte, con tanti problemi, una madre terribile ma che si è guadagnata il rispetto del pubblico grazie alla sua vera grinta, ma il fatto che Wonder Woman possa sembrargli un oggetto è sbagliato. Così come la Jenkins ha ragione nel definire il personaggio DC un icona nonostante abbia un viso perfetto, un fisico scolpito e quell’alone di perfezione imperitura, ma sbaglia dicendo che Cameron non può capire in quanto non donna.

Questa affermazione avrebbe potuto terminare la discussione ma James Cameron ha raccolto ieri, in un’intervista con THR, il guanto di sfida lasciato cadere dalla regista di Wonder Woman, scagliandosi ancora una volta a seguito della domanda se ritenga ancora che Wonder Woman sia solo “un’icona trasformata in oggetto”:

“Voglio dire, è stata Miss Israele, e indossava una sorta di bustino che risaltava le sue forme. Lei è assolutamente splendida, però per me questo non è assolutamente rivoluzionario. C’era già Raquel Welch che faceva queste cose dagli anni ’60. Era tutto contestualizzato rispetto al discorso su Sarah Connor, e del personaggio che Linda Hamilton ha creato nel 1991, se non subito almeno è stato rivoluzionario in questo periodo. Non credo che fosse avanti nel tempo perché ancora oggi non si danno alle donne questi tipi di ruoli.

[…] Linda era meravigliosa. Semplicemente non veniva trattata come un oggetto sessuale. Non c’era nulla di sessuale nel suo personaggio. La sua era rabbia, era forza di volontà, era determinazione. Era forte ed era complicata… Non era un personaggio che stava lì per essere apprezzato e osservato con desiderio, ma era centrale nella storia e alla fine del film il pubblico finiva per amarla

Per quanto applauda Patty per la regia del film e Hollywood che ha ‘permesso’ a una regista donna di dirigere un blockbuster di un importante franchise, continuo a non pensare che ci sia qualcosa di rivoluzionario in Wonder Woman. Penso che sia un buon film. Punto.”

Che ne pensate? Scrivetecelo qui sotto nei commenti!

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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