JJ Abrams riflette sulla trilogia sequel di Star Wars e sul fatto di avere o meno un piano

JJ Abrams non avrebbe mai dovuto dirigere più di un film nel franchise di Star Wars.

Quando gli è stato chiesto per la prima volta di sviluppare l’episodio VII, ha rifiutato. Ci sono voluti un po’ di tentativi da parte dell’allora nuova responsabile della Lucasfilm, Kathleen Kennedy, per convincere Abrams ad accettare di firmare, e così facendo Abrams ha detto che all’epoca era entusiasta dell’idea di creare una storia da zero, da cui altre storie avrebbero potuto crescere.

In effetti, Il Risveglio della Forza ha avuto il compito non invidiabile di introdurre nuovi personaggi, soddisfacendo anche il desiderio dei fan di rivedere quelli vecchi e molto amati. Abrams – ha scritto la sceneggiatura con Lawrence Kasdan dopo che Michael Arndt ha scritto le bozze iniziali – ce l’ha fatta, non solo fornendo una conclusione soddisfacente all’arco narrativo di Han Solo, ma anche facendo innamorare il mondo di Rey, Finn, Poe, BB-8, ecc.

Mettere in dubbio la qualità de Il Risveglio della Forza è assurdo.

Mentre Abrams stava lavorando a Il Risveglio della Forza, Lucasfilm voleva far decollare i successivi due film della trilogia sequel, e quindi ha assunto Rian Johnson per scrivere e dirigere l’Episodio VIII e Colin Trevorrow per co-scrivere e dirigere l’Episodio IX. L’idea era che ogni regista si sarebbe basato su ciò che il regista precedente aveva realizzato, portando a una sorta di passaggio da creativo a creativo. Nel caso di Johnson, ciò significava seguire alcuni fili che Abrams aveva tessuto (come il confronto di Rey con Luke Skywalker) e tagliarne altri (come Snoke).

Gli ultimi Jedi è stato un successo di critica, ed è obbiettivamente il migliore dei tre film della trilogia sequel, ma è stato divisivo tra alcuni fan irriducibili a causa del desiderio del regista di abbandonare il fan-service.

Quindi, quando Abrams ha firmato per prendere in consegna l’episodio IX, dopo che Trevorrow ha lasciato il progetto, si è trovato di fronte ad un nuovo compito non invidiabile, anche se completamente diverso. Doveva finire una storia che aveva iniziato, ma che aveva preso alcune vie alternative nel suo capitolo centrale – vie che Abrams avrebbe poi “retconnato” in base alla lamentela di alcuni fan circa Gli Ultimi Jedi. Il film risultante, L’Ascesa di Skywalker, è stato quasi universalmente disprezzato dai fan, con cognizione ovviamente, e molte scelte sono state ritenute prive di coraggio, banali e incoerenti con i precedenti capitoli.

Guardando al passato, prima del pessimo risultato finale della trilogia, lo scambio creativo tra Abrams e Johnson, fra Il Risveglio della Forza e Gli Ultimi Jedi, era davvero ottimo. Anche se i due film seguivano due linee tonali differenti, uno più attaccato all’effetto nostalgia ed uno più ancorato nel cercar di “uccidere il vecchio per lasciar spazio al nuovo”, entrambi erano film personali per i propri registi, coerenti fra di loro e davvero impeccabili dal punto di vista tecnico.

I due film, seppur differenti, si amalgamano bene nell’insieme, ma altri hanno incolpato proprio questo “passaggio da creativo a creativo” circa i problemi percepiti con la trilogia sequel, e affermano che sarebbe stato meglio se Abrams e/o Lucasfilm avessero pianificato tutto dall’inizio.

Così, quando recentemente i ragazzi di Collider hanno parlato con Abrams durante un press day che celebrava il decimo anniversario del suo film, Super 8 (che è ora disponibile su Blu-ray 4K UHD), gli è stato chiesto di questo passaggio creativo – in particolare, se crede che un piano avrebbe portato vantaggio alla trilogia.

“Sono stato coinvolto in una serie di progetti che sono stati – nella maggior parte dei casi, serie – che hanno idee, che iniziano in un modo, e che senti potrebbero andare ina una specifica direzione. A volte è un attore che entra a far parte del cast, altre volte è una relazione che così come è scritta non funziona del tutto, altre ancora sono elementi che pensi saranno così ben accolti, ma che alla fine non trovano riscontro nel pubblico. Mi sento come se quello che ho imparato è diventato più chiaro in questo anno di pandemia, lavorando con gli scrittori. La lezione è che devi pianificare le cose meglio che puoi, e tu deve sempre essere in grado di rispondere agli imprevisti. L’inaspettato può arrivare con molte forme, e devi sapergli tenere testa, devi sapere dove vuoi portare la storia.”

Abrams ha riconosciuto che a volte il piano è la cosa che ostacola:

“Ci sono progetti su cui ho lavorato in cui avevamo delle idee ma non le avevamo elaborate abbastanza, a volte avevamo delle idee ma poi non ci è stato permesso di realizzarle nel modo in cui volevamo. Ho vissuto tutti i tipi di situazioni in cui pianifichi le cose in un certo modo e all’improvviso ti ritrovi a fare qualcosa che è diverso a 180 gradi. A volte funziona e ti senti bene, a volte non funziona e non apprezzi dove vai a parare, ed altre volte ancora, quando non funziona, ti rendi conto che la causa è stata la mancanza di un piano o il mancato adempiere a quello.”

Ma alla fine, il regista ha detto di aver “imparato a proprie spese” che è meglio avere un piano ed essere disposto, o in grado, di cambiarlo piuttosto che non averne uno affatto:

“Non lo sai mai veramente, ma ho imparato che è sempre meglio avere un piano – in alcuni casi nel modo più duro – è la cosa più critica, perché altrimenti non sai cosa stai organizzando.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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