Joker: Todd Philips a proposito dell’ispirazione libera e dell’etichetta DC Black

Sono passati ormai due anni da quando vennero fuori le prime indiscrezioni riguardo la possibilità di un film incentrato sul Joker, e quando parve che la Warner fosse davvero intenzionata a produrne uno con la regia di Todd Philips, le voci cominciarono a circolare molto di più, fino a portare alla creazione di una serie di fanta-casting che vedevano Joaquin Phoenix nei panni del celebre super-cattivo.

Al di là delle speculazioni, dei no iniziali di Phoenix (poi smentiti dal casting ufficiale), e dall’attesa dei trailer che hanno mostrato il tono, cosa che lo fa presagire come già in lizza per la corsa all’Oscar, venne fuori una cosa interessante da tutto questo.

Il regista Todd Philips, rifacendosi ad una vecchia diceria, ha apertamente detto che vorrebbe più film come questo sotto la produzione della DC Films, ovvero pellicole non strettamente collegate all’universo espanso (ancora in piedi e ricco di offerte cinematografiche), ispirandosi a qualcosa come gli Elseworlds, o magari a DC Black.

Adesso, a ridosso della premiere mondiale di Joker al Festival del Cinema di Venezia, il regista ha tenuto a specificare con Los Angeles Times il suo punto di vista. Inizialmente ha parlato di come gli sia stata offerta la direzione di qualche cinecomic nel corso degli anni, ma la sua risposta è sempre stata “non guardo quei film“, ma a quanto pare non perché non pensi che possano essere belli, quanto perchè “sono troppo rumorosi, non è mai qualcosa che avrei immaginato di fare“, ha detto ridendo.

Come sappiamo il film prende le distanze dal personaggio originale, ma ciò è anche frutto del fatto che il Joker non abbia una vera e propria storia d’origine. Questo è ciò che ha affascinato il regista Todd Philips, oltre alla natura anarchica del personaggio. Ci sono stati elementi di caratterizzazione nel corso della storia del fumetto americano.

Quelli più importanti che hanno dato ispirazione al film, provengono dalla graphic novel del 1988, “Batman: The Killing Joke”, che descriveva il Joker come un stand-up comedian fallito, e una manciata di altre fonti. Nonostante questo, Phillips ha rinunciato all’approccio più comune circa le radici del personaggio – in cui il Joker viene sfigurato dopo essere caduto in una vasca di sostanze chimiche – per inventare una storia originale.

“Non credo che nel mondo reale se cadessi in una vasca di acido diventeresti bianco, avresti un sorriso e i tuoi capelli diverrebbero verdi. Quindi inizi a retroingegnerizzare queste cose e tutto diventa davvero interessante. E’ stato uno degli script più divertenti da scrivere perché dovevi solo infrangere le regole.”

Infine, tornando all’argomento iniziale dell’articolo, Phillips è ben consapevole del fatto che il controllo sui cinecomics è intenso, e anche se potrebbe non essere lui stesso, sa che i fan sfegatati possono essere suscettibili circa le deviazioni dal canone.

Ad un certo punto durante lo sviluppo di Joker, è stato lui stesso a proporre ai dirigenti della Warner Bros. di creare un’etichetta di derivazione separata chiamata DC Black, come una sorta di laboratorio per quelli che lui chiama “film con mentalità indipendente su questi personaggi”. E la risposta della Warner è stata assieme incoraggiante, quando divertente: “Datti una calmata con questa storia dell’etichetta. Che ne dici di fare il film intanto?“.

“Ci saranno comunque gli oppositori, ma da quello che ho raccolto circa lo slancio del film e la risposta al teaser che abbiamo rilasciato, la maggior parte dei fan sembra essere entusiasta di veder percorrere una strada diversa”, ha detto Philips. “Ma anche questo non sarà l’ultimo film sul Joker che verrà realizzato. Potrebbe essere l’ultimo che io e Joaquin faremo, ma qualcun altro verrà e ne farà un altro, proprio come con Spider-Man. Quindi, se non ti piace questo, non ti preoccupare, verrà reinventato di nuovo.

Questa è la cosa divertente di questi personaggi. In un certo senso, i fumetti sono il nostro Shakespeare e, proprio come ci sono molte versioni dell’Amleto e di Macbeth, negli ultimi 25 o 30 anni hanno realizzato quattro o cinque versioni del Joker. Quindi perché non farne un altro che è selvaggiamente diverso?”