Kenneth Branagh parla dei cambiamenti di Thor e del viaggio nel MCU

Thor ha attraversato uno degli archi narrativi dei personaggi del MCU più vasti di qualsiasi altro.

A partire dal 2011 con Thor, il dio del tuono non solo aveva le sopracciglia bionde ma era ansioso di essere il sovrano di Asgard e non sempre attribuiva il giusto valore a relazioni, persone e fattori nel prendere decisioni. Lungo la strada, è cresciuto fino a diventare un leader e ha compreso il suo posto nell’universo, pur vivendo anche un’enorme perdita.

L’ultima volta che i fan hanno visto Thor, aveva preso qualche chilo ed era caduto in uno stato di depressione in Avengers: Endgame, ma alla fine ha trovato il modo di sollevarsi e sconfiggere Thanos. Per il regista di Thor del 2011, Kenneth Branagh, questo arco di personaggi è qualcosa che lui chiama “incredibile”.

“In un certo senso, penso che abbiamo inserito un ballast emotivo nella parte anteriore della storia, il che significa che c’era la possibilità di sviluppare come ha fatto, in modi molti simili ai fumetti di Thor”, ha detto Branagh a CB. “C’è un’incredibile diversità nello sviluppo della storia e del personaggio nei 50 anni di fumetti. I film lo stanno facendo con il personaggio.”

Presentare Thor all’universo cinematografico Marvel non è stata un’impresa facile. Il personaggio è stato il primo del catalogo Marvel Comics ad avere origini cosmiche, prima che personaggi del calibro di Thanos o dei Guardiani della Galassia fossero comunemente conosciuti dagli spettatori. Thor ha richiesto molti momenti guidati dai personaggi, in cui Branagh ha incanalato la sua energia.

“Per me, ho pensato che fosse davvero importante che tutto ciò che abbiamo organizzato lì avesse a che fare con il suo essere bandito, il suo ruvido inizio da diamante grezzo, il suo difficile rapporto con suo padre e suo fratello. Tutte queste cose avrebbero sempre avuto un enorme potenziale se solo avessimo potuto mettere le persone in contatto con esso in anticipo, con l’autenticità dei sentimenti del personaggio. Penso che ci siano impegnati molto in ciò, dopo il mondo è diventato la loro ostrica in termini di dove potevano andare. In questo senso, c’è un parallelo con i fumetti, un cammino che li porterà alla fine ad esser capaci di volare.”

Thor del film del 2011 e Thor di Avengers: Endgame sono personaggi drasticamente diversi, per non parlare della versione popolare del personaggio che Taika Waititi ha portato sul grande schermo con Thor: Ragnarok. Il viaggio ha mostrato l’angoscia del personaggio mentre momenti chiave e ostacoli continuano a definire il suo viaggio iniziato ad Asgard con la famiglia.

“Sono così felice che abbiamo avuto quell’ambientazione dinastica all’inizio del primo, dove abbiamo messo in scena un dramma familiare. Ho un sacco di momenti preferiti in quel film che sono andati in altri tipi di direzioni, spesso molto divertenti. Penso che avessimo ragione nel fare quello che ora sembra un mondo molto diverso.”

Inserire Thor in una line-up che includeva Iron Man, Iron Man 2, The Incredible Hulk e Captain America: The First Avenger prima di unirsi a The Avengers nel 2012 era una sfida che Branagh era pronto ad affrontare.

“Quando è stato girato quel film, le sfide tonali di quel nuovo universo Marvel in crescita erano così immense. Come trovi un modo per far vivere quel personaggio in quella prima fase? Era il più estremo. Avevamo già avuto lo splendore dell’Iron Man di Robert [Downey Jr.] e Jon [Favreau]. Avevamo già avuto l’Hulk che non aveva funzionato come speravano. Avevamo il Capitan America. Dovevamo trovare il modo per dare spazio al ragazzo con i capelli biondi e il ponte arcobaleno. Sarebbe sempre stato difficile.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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