Kevin Feige descrive il suo ultimo incontro con il compianto Stan Lee

Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha descritto il suo ultimo incontro con il compianto Stan Lee in un tributo condiviso su Entertainment Weekly.

Il 12 novembre 2018, la leggenda della Marvel Comics, Stan Lee, è passato a miglior vita all’età di 95 anni. Ora, il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha scritto un commovente tributo a Stan Lee in cui ha raccontato la sua ultima conversazione con l’icona.

Potete leggere l’intervento qui sotto:

Avrai sentito la leggenda, che ritengo sia vera, di quando Stan Lee era un giovane scrittore alla Marvel Comics ed era stanco di fare la stessa vecchia cosa, così sua moglie, Joan, lo incoraggiò a scrivere il tipo di storie che voleva leggere.

Questo è ciò che ha portato ai Fantastici Quattro. Quindi Hulk e Spider-Man. Poi Iron Man, gli X-Men, e tutto il resto. Si rese conto di quello che stava creando nel mezzo dei suoi incredibili anni ’60, rispondeva ai suoi personaggi nello stesso modo in cui rispondeva ai miti antichi che leggeva da bambino, e disse: “Aspetta un attimo. Fammi trasformare uno di quei personaggi in un eroe”. E abbiamo ottenuto Thor, abbiamo Odino, Loki, Hela.

Stan è stato un sostenitore carismatico ed eloquente per i suoi personaggi, e per il mezzo dei fumetti in generale. Inoltre, era un narratore molto progressista. Ha preso rischi e ha scritto quello che credeva. Vedete la citazione girare da una delle sue vecchie “Stan’s Soapbox” su come “una storia senza un messaggio è come un uomo senza un’anima”. Wow, è vero, e wow, è evidente in tutte le storie che ha ha scritto.

 

Quello che il regista Ryan Coogler è stato in grado di fare con Black Panther non esisterebbe se non fosse per Stan Lee, l’artista Jack Kirby ed il loro prendere un rischio, portando un africano – nemmeno afro-americano, un africano – nelle loro storie, un personaggio molto più intelligente, ricco e tecnologicamente avanzato di ogni altro eroe. Questo nel picco del movimento dei diritti civili, è stata una cosa per me incredibile. Aveva davvero un buon cuore.

Lui credeva nella migliore umanità. Credeva anche nei difetti dell’umanità e che questi potevano essere superati.

Stan ha esplorato domande e lotte intime e ha avuto il desiderio di comprendere l’identità. Potrebbe essere una cosa ovvia da dire, ma Stan Lee ha diffuso i suoi messaggi in un modo che è stato anche avvincente, divertente ed ha suscitato l’interesse di un pubblico.

Alcune delle sue lezioni sono inespresse. Non è venuto per dare impostazioni e leggere le sceneggiature per rivedere i tagli. È entrato, ha fatto un cameo che ha entusiasmato tutti ed ha lasciato che il suo lavoro parlasse da sé. Era molto carino nelle mie interazioni con lui, inclusa quella che alla fine è stata la mia ultima conversazione, circa due settimane prima che morisse. Sono andato a casa sua per vederlo, e ha ricordato i cammei. Stavamo parlando di quello che stava succedendo, guardando sempre al futuro.

Sapeva che il suo tempo stava per scadere? Non lo so. Con il senno di poi, era leggermente più malinconico di quanto non avessi mai visto prima. Parlava del passato più di quanto non lo avessi mai sentito parlare prima. Quindi forse ad un certo livello, lo sapeva.

Quando mi sono seduto vicino alla sua sedia durante il nostro ultimo incontro, la prima cosa che ha detto è stata: “So che vuoi che io abbia un ruolo nel ​​prossimo film, ma devo semplicemente limitarmi ai camei. Dovrai lasciare i ruoli da protagonista agli altri attori. Mi dispiace.”

Avrebbe fatto di tutto per continuare a venire sui set. Ma quello che cercava di fare era inserire più battute. Scherzava sempre – ma non davvero – che voleva più battute, anche se capiva il motivo per cui non potevamo. Ci mancava solo che facesse finire in secondo piano l’eroe! Era proprio il tipo di cosa che poteva fare un personaggio come Stan Lee.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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