Kingsman: Recensione

Kingsman è un film del 2014 diretto, co-scritto e co-prodotto da Michael Vaughn, quarta pellicola del Millarworld ovvero l’insieme di pellicole provenienti da opere del fumettista statunitense Mark Millar (le altre sono Kick-Ass 1 e 2 e Wanted con James McAvoy e Angelina Jolie).

Il film racconta di Eggsy (Taron Egerton), giovane dal potenziale inespresso che ha perso il padre, un soldato dell’esercito britannico, che vive nei sobborghi di Londra con la madre, la sorellina e il patrigno ubriacone e violento. Dopo l’ennesimo guaio con la legge Eggsy chiama un numero che gli era stato dato quando era bambino, il numero di Harry Hart (interpretato da un eccezionale Colin Firth) che lo fa immediatamente scagionare e lo porta a bere una birra in un pub, dove parla al ragazzo del suo potenziale sprecato e di come possa fare molto di più per la sua vita.
Dopo una rissa in cui Harry esce nettamente vincitore e dopo un confronto con il suo patrigno, Eggsy sceglie di accettare l’offerta di Harry e addestrarsi per diventare membro di un’organizzazione spionistica privata nata alla fine della prima guerra mondiale per difendere il mondo e nascosta sotto la copertura di una elegantissima sartoria: i Kingsman.

Qui, mentre procede il suo allenamento sotto la supervisione di Merlino (Mark Strong) e Artù (Michael Cane) Harry comincia ad indagare su una serie di omicidi ricollegabili all’eccentrico multimiliardario Richmond Valentine (Samuel L Jackson) ma ben presto la trama si rivelerà ben più intricata di quanto già sembri e Eggsy, con l’aiuto della sua nuova amica Roxy (Sophie Cookson) dovrà non solo salvare la terra ma il mondo intero.

Il film dallo stile baroccco e giocattoloso è sia la parodia di tutto un genere spionistico e di azione che negli anni si è preso fin troppo sul serio con i vari 007 e Mission Impossible, sia una pellicola vera e propria che pur essendo adatta al grande pubblico non rinuncia alla qualità dimostrando di essere uno dei migliori prodotti degli ultimi anni.

La regia alterna momenti di pura dinamicità con pause ben studiate per permettere allo spettatore di conoscere i personaggi a tutto tondo, inoltre tutto il film è caratterizzato da un’ironia e una goliardia immensi che risuonano anche nelle scene più cariche di pathos, gli effetti speciali sono quasi sempre ottimi e divertenti.

La sceneggiatura è costruita in maniera tale da portare lo spettatore a conoscere nel dettaglio il mondo che stiamo vedendo in tutti i suoi elementi e di far crescere con ampio respiro la storia senza che questa si perda in se stessa.

In particolare bisogna parlare degli antagonisti: questi, al contrario dei protagonisti resi realistici e umani, sono volutamente eccentrici e sopra le righe, una parodia dei cattivi da clichè dei vecchi film di spie (come si dice anche in una conversazione nel film), riflesso specularmente opposto degli eroi (se i protagonisti sono eleganti e raffinati, liberi da pregiudizi e guidati da una grande bussola morale, i cattivi sono caratterizzati da un aspetto pacchiano e rozzo, con una bussola morale corrotta e evidentemente molto più lassisti e arroganti dei gentlemen inglesi loro avversari).

Sotto una fotografia luminosa, che perfettamente si sposa al clima di meraviglia del film, Michael Vaughn da vita ad un prodotto carico di emozioni, azione, avventura, spionaggio e humor come non se ne vedevano da tempo.

Quindi, in sintesi, Kingsman è un film che consiglio a tutti, in particolare a chi vuole rilassarsi e divertirsi con un film che lo gasi e diverta dall’inizio alla fine.

Tankian

Tankian

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