L’Aionomica, il Rammahgon e le Cronache di Brus-bu: cosa contengono i testi sacri dei Jedi?

L’Aionomica, il Rammahgon e le Cronache di Brus-bu: cosa contengono i testi sacri dei Jedi?

Nel meraviglioso Star Wars: Gli Ultimi Jedi di Rian Johnson sono stati introdotti tre particolari testi sacri della religione Jedi, di cui però attraverso i film sappiamo davvero ben poco.

Non si sa se l’intenzione iniziale di Rian Johnson fosse quella di renderli dei McGuffin per far intendere che Rey li avrebbe utilizzati alla fine per dare nuova vita ai Jedi, o magari può darsi che sia solo uno dei tanti elementi che vengono poi utilizzati per espandere il canone attraverso libro, fumetti, videogiochi e i tanti tasselli narrativi in altri medium che compongono l’universo espanso di Star Wars.

Conoscendo Johnson è molto probabile sia semplicemente un elemento del suo film, un McGuffin, ma niente impedisce alla Lucasfilm di costruirci attorno una storia, o quantomeno portare un qualche tipo di descrizione.

Grazie a al Visual Dictionary di Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker sappiamo che i tre libri si chiamano Aionomica, Lo Cronache di Brus-Bu e Rammahgon.

L’Aionomica è una raccolta di testi sacri Jedi situato come gli altri due citati nella biblioteca/albero ricavato da un albero uneti su un’isola del pianeta Ahch-To, dove risiede il primo tempio dei Jedi. Il testo è stato scritto in un’antica lingua perduta ed è stato conservato in due volumi, l’Aionomicum I e l’Aionomicum II dal maestro Jedi e storico Ri-Lee Howell – leggi la storia dell’eroico Riley Howell.

La combinazione dei codici e della corrispondenza dei due volumi rivela che il maestro Jedi raccoglieva molti dei primi resoconti sulle esplorazioni e le codificazioni della Forza. I libri fisici contengono passaggi scritti nelle mani dei saggi originali, tuttavia i contenuti dei libri sarebbero stati successivamente archiviati in olocron, che verranno successivamente persi prima del 34 ABY. Si diceva che ci fosse un terzo volume dell’Aionomica che fu oggetto di uno scandalo per falsificazione 300 anni prima della Grande purga dei Jedi.

A quanto pare in generale nel libro c’erano semplici descrizioni di Tython, spade laser, così come le riflessioni dei grandi saggi Jedi. Il maestro Mott Corbet sviluppò lì il suo mantra, “ciò che è, è senza”, nella vecchia tradizione. C’era quello che sembrava essere l’originale del teorema irrisolto del Maestro Thorpe, un evento destinato ai Padawan. La sua risposta, nota come le fasi di Mortis, era anche lì, con le osservazioni personali del famoso Odan-Urr. Il lettore attento potrebbe persino approfondire dettagli grazie a intere pagine dedicate al Mondo tra i mondi, quel posto speciale che Ezra Bridger ha esplorato in Star Wars Rebels.

Il Rammahgon è un altro dei testi sacri Jedi situato come gli altri due citati nella biblioteca/albero ricavato da un albero uneti su un’isola del pianeta Ahch-To, dove risiede il primo tempio dei Jedi. Fu scritto nell’antico linguaggio perduto Coremaic. Si riteneva che l’originale Rammahgon, realizzato con la costola e le pagine di legno di Uneti, fosse stato distrutto per oltre 5.000 anni, fino a quando non fu scoperto da Luke Skywalker nelle rovine sotterranee di Ossus.

Il Rammahgon conteneva quattro storie di origini diverse e contrastanti circa il cosmo e la Forza, e i precetti da esse derivati. Il Quarto Precetto era una poesia che descriveva gli dei che combattevano nell’universo primordiale, a cui fa riferimento un onnisciente “occhio” sulla copertina.

Le Cronache di Brus-bu è un altro dei testi sacri Jedi situato come gli altri due citati nella biblioteca/albero ricavata da un albero uneti su un’isola del pianeta Ahch-To, dove risiede il primo tempio dei Jedi.

Il libro in questione in particolare descriveva in dettaglio un uso alternativo della guarigione della Forza, illustrando ovviamente anche quella tecnica, che poteva riparare un cristallo kyber danneggiato. Si presume quindi che Rey abbia usato la tecnica imparata nel libro per riparare il cristallo della spada laser di Anakin Skywalker, che era stato rotto durante la Battaglia di Crait, così come anche la spada laser.

Per quanto riguarda quei libri in generale, i sacri testi dei Jedi erano una raccolta di otto libri rilegati e pergamene risalenti agli albori dell’Ordine Jedi. Nel 34 ABY, Luke Skywalker aveva raccolto i testi e li aveva conservati in un albero uneti vicino al primo tempio Jedi sul pianeta acquatico di Ahch-To, cosa che quindi ci fa capire non fossero stati trovati dentro quell’albero.

Si diceva che contenessero antiche scritture, tra cui che contenevano tici di conoscenze e saggexxa Jedi perduta da tempo, inclusa la tecnica della proiezione della Forza conosciuta anche come Similfuturus. Descrivono i principi e la storia dei Jedi e forniscono una guida specifica a coloro che ne studiano il percorso. I futuri studenti sono stati incoraggiati ad aggiungere dei libri nel corso dei millenni. Almeno uno dei libri includeva un passaggio su come i Jedi scegliessero il lato chiaro della Forza.

Il Maestro Jedi Luke Skywalker dopo aver sentito un oscuro disturbo nella Forza nel 21 ABY e seguendo Ochi con Lando Calrissian, ha aggiunto le sue opinioni su ciò che pensava di questo disturbo nei testi.

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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