L’industria cinematografica avrà un aspetto diverso dopo il Coronavirus secondo Jason Blum

Il fondatore della Blumhouse, Jason Blum, pensa che il mondo del cinema sarà molto diverso dopo il Coronavirus.

Nell’ultimo decennio, Blum si è evoluto in uno dei produttori di maggior successo (e prolifici) di Hollywood grazie al modello a basso budget della sua società di produzione. Mentre Blumhouse è ancora meglio conosciuta per i suoi franchise horror come Insidious e The Purge, hanno anche pubblicato drammi vincitori dell’Oscar come Whiplash e BlacKkKlansman, oltre a offerte cinematografiche ispirate dai nomi come Jordan Peele e M. Night Shyamalan. In altre parole, è qualcuno che ha davvero dimestichezza con la grande industria cinematografica.

Come tutti gli altri, Blum ha dovuto adeguare i piani della sua azienda per il 2020 in risposta allo scoppio del COVID-19 nelle ultime settimane. Con la chiusura dei cinema in tutto il mondo, gli studi cinematografici hanno iniziato a rendere disponibili il loro ultimi film (tra cui The Invisible Man e The Hunt) a disposizione delle persone che si sono messe in quarantena, molto prima del solito. Ma nonostante le dichiarazioni di più dirigenti che assicurano che hanno intenzione di tornare a fare affari come al solito una volta che la pandemia sarà contenuta, Blum sospetta che non sarà così, non del tutto, comunque.

In un’intervista con The Daily Wire per discutere di The Hunt, Blum ha ammesso di sospettare che tutte le recenti uscite on demand anticipate ridurranno ulteriormente la finestra d’uscita cinematografica una volta che le cose torneranno alla normalità a Hollywood.

“Penso che non sia realistico pensare che tutti gli studi aspetteranno quattro mesi prima di portare il loro film in home-video. Non possono competere, dovranno farlo con Amazon, Netflix e Apple in un modo diverso, ci saranno cambiamenti. Il consumatore sarà più abituato a stare a casa. Qualcosa ce lo dirà, avverrà un cambiamento dopo il Coronavirus, L’industria cinematografica avrà un aspetto diverso.”

Allo stesso tempo, Blum ha detto a The Daily Wire che non pensa che i cinema chiuderanno mai.

“L’esperienza collettiva di andare al cinema e vedere un film, penso che che non morira per ancora molto tempo. Penso che ci saranno meno film nei cinema, meno selezione, o dovrei che ci saranno finestre di rilascio molto più ristrette insieme ad un rilascio di molti, molti più film, che però dureranno solo per una settimana o due.”

Blum probabilmente ha ragione sul fatto che il Coronavirus porterà un impatto permanente sul modo in cui gli studi cinematografici rilasciano i loro film. L’industria era già diretta in quella direzione prima della pandemia, con il consueto gap tra la finestra di rilascio cinematografico e la corsa nel mercato domestico, ridotto a pochi mesi negli ultimi dieci anni, in gran parte a causa della concorrenza di piattaforme di streaming come Netflix e Amazon.

Tuttavia, per citare direttamente Blum, lo streaming semplicemente non offre “l’esperienza collettiva” di guardare un film in un cinema, ed è qualcosa che buona parte del pubblico desidererà ancora, quindi una volta che l’allarme Coronavirus sarò rientrato, i cinema probabilmente ricominceranno con i loro normali affari.

La National Association of Theatre Owners ha inoltre anticipato con una dichiarazione che la maggior parte dei film recentemente ritardati, per intendersi quelli di marzo, aprile e maggio, sono ancora programmati per uscire nei cinema prima di arrivare nei mercati domestici.

Naturalmente ci sono già eccezioni, come la commedia romantica della Paramount, The Lovebirds, che si sta trasferendo direttamente su Netflix dopo essere stata spostata indefinitamente dalla data originale di aprile. Ma per la maggior parte degli studi cinematografici, i cinema sono una parte importante del modo con cui coprono i costi dei loro più grandi titoli e la cosa non è comparabile con il mercato domestico, quindi passare direttamente allo streaming non è un’opzione realistica. Tuttavia, come ha sottolineato Blum in questa intervista, è difficile immaginare come gli affari del Cinema verranno influenzati da tutto ciò che è accaduto in questa crisi finora.

Fonte

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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