Lupin III Part V: un capolavoro dell’animazione nipponica.

Realizzata dalla Telecom Animation Film in occasione del 50° anniversario della creazione del miglior ladro del mondo da parte di Monkey Punch, Lupin III Part V (da noi Lupin III: Ritorno alle Origini) è un piccolo gioiello dell’animazione giapponese, a metà tra lo stile classico delle precedenti serie animate, costantemente soggette a vari tributi attraverso riferimenti o ad interi episodi svolti nel corso degli archi narrativi precedenti, quello dei film e quello altamente provocatorio e satirico del fumetto originale di Monkey Punch.

La storia può essere definita in molti modi eccetto che semplice: lungo i quattro archi narrativi principali (e i vari episodi filler ambientati nel passato) si trattano tematiche piuttosto complesse come gli abusi su minori, il rapporto tra mondo virtuale e quello reale, le ossessioni, intrighi politici e grandi dilemmi filosofici.

Lupin e la sua banda sono tutti cresciuti, non sono più fuori dal tempo o forse lo sono fin troppo, così bizzarri, così anacronistici, così dannatamente romantici e sorpassati possono esistere ancora nel mondo moderno? Lupin, l’ideale di libertà che incarna, può ancora sopravvivere? E chi o cosa è davvero Lupin III?

La sfida con il mondo moderno e il confronto con le gesta passate, tanti Lupin, tanti come gli autori che hanno influenzato questo personaggio anche stilisticamente, ed ecco wuindi i tributi allo stile grafico di Miyazaki e Takahata nel Lupin con la giacca verde, le storie più fedeli all’originale nella giacca rosa, e ancora il desiderio di sviscerare la psicologia di un personaggio tanto ermetico ed incomprensibile anche per i suoi stessi amici, un personaggio che ci ha sempre sorpresi forse perché non si è mai smascherato del tutto.

L’adattamento italiano ha dovuto sacrificare gran parte di questi riferimenti, di questi momenti oscuri e forse fin troppo maturi anche per la seconda serata di mediaset, per questo è consigliato caldamente in questo caso il doppiaggio originale, che affronta con coraggio tematiche spinose e ci mostra un Lupin più maturo e serio, un Lupin adulto e vissuto ma comunque sempre caratterizzato da quel desiderio di ribellione ed indipendenza da tutto e tutti, una libertà che è solo sua e che spesso verrà minacciata non tanto dai nemici, non dalla polizia, quanto dal mondo moderno dove nessuno può più nascondersi all’occhio onnisciente della rete.

Le musiche di Yuji Ono richiamano quelle atmosfere da decadentismo francese degli anni 20 mentre il disegno, quando la storia è ambientata nel presente, è caratteristico, fedele a Monkey Punch eppure ancor più adulto, crudo, ed elegante, soprattutto nel caratterizzare le figure femminili.

In breve Lupin III Part V è un gioiello per tutte le età che va assolutamente recuperato da tutti gli ammiratori del ladro gentiluomo, dei suoi compagni, e in generale da tutti quelli che considerano l’animazione una forma d’arte.