Martin Scorsese chiarisce la sua critica verso i film Marvel e la Hollywood moderna

Martin Scorsese sta vivendo un bel momento, stando alla sua intervista recente con EW.

Il regista 76enne si sta godendo le migliori recensioni della sua carriera grazie al suo film, The Irishman, che gli ha permesso di entrare nelle grazie del nuovo grande money-maker che ha abbattuto i muri fra l’industria cinematografica e televisiva, Netflix.

La piattaforma ha finanziato l’ambizioso progetto da 159 milioni di dollari del leggendario regista, e nel tempo è diventato, quasi certamente in maniera involontaria, il volto della resistenza del complesso industriale Marvel dopo aver criticato i film tratti dai fumetti e averli descritti come una sorta di “non-cinema“, una denuncia che è echeggiata di seguito, sebbene in un modo più rispettoso che mette la sua critica in un contesto più ampio.

Lungo l’intervista con il sito Scorsese ha avuto modo di parlare più nello specifico della sua critica ai film Marvel, mentre nel resto ha lasciato velatamente intendere una qualche tipo di risentimento verso la Hollywood moderna e il suo modo di decidere cosa produrre e cosa no.

“[Uno studio tradizionale è] orientato verso la maggior quantità di denaro che può fare, è comprensibilmente. Penso però che qualcosa sia andato storto. C’è poco spazio per questo tipo di film come il mio. Dicono: ‘Oh, puoi fare film indipendenti’. Questo sta mettendo le persone ai margini. Mettere l’arte ai margini.

I film campioni d’incassi, i grandi film tratti dai fumetti, sono parchi a tema – per quanto molti di loro siano ben realizzati, a tutti i livelli. È una forma cinematografica diversa o una nuova forma d’arte. Speriamo che che ci siano cinema che mostrano film che non sono così. E se non lo faranno, a quel punto i registi hanno l’opportunità di rivolgersi allo streaming, che cambia l’esperienza, ma l’alternativa è che tra due o tre anni non si facciano più film come i nostri. Un bravo regista italiano o francese arriva e l’unico film che può fare è quello appartenente a un grande franchise, altrimenti non ne potrà fare alcuno.

Spero che una pellicola come la mia possa far cambiare l’accoglienza che un pubblico dà al film. Devono prendersi del tempo per vederlo. Oggi tutto è veloce. Tutti si lamentano delle notizie composte da dichiarazioni ed estratti senza contesto, ma basta andare a vedere le fonti di questi estratti e quando si finisce per leggerli all’interno del contesto, è possibile che grazie a questo si possa comprendere meglio il suo reale significato. Accontentarsi della soluzione più rapida è un pericolo non solo per il cinema, ma anche per la nostra cultura, per il nostro paese, per il mondo in cui vogliamo far crescere i nostri figli. Non dico che le persone dovrebbero per forza ingerire la ‘medicina’ che può essere una complessa opera d’arte. Ma si può cercare di aiutarle ad aprirsi a qualcosa che abbia più livelli di lettura.”

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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