Martin Scorsese contro Rotten Tomatoes: “alimentano la svalutazione del cinema”

Martin Scorsese ha criticato gli aggregatori di recensioni come Rotten Tomatoes e CinemaScore e si è scagliato contro “la svalutazione del cinema stesso” al festival cinematografico Turner Classic Film questo fine settimana. Nel suo discorso di accettazione per l’inaugurale Robert Osborne Award al Chinese Theatre di Hollywood, giovedì sera, il regista ha detto che gli aggregatori portano i film ad essere “immediatamente giudicati e respinti” prima che il pubblico possa vederli e giudicare per se stesso.

“Tutto può essere riassunto nella parola che viene usata ora: il contenuto”, ha detto Scorsese. “Tutte le immagini dei film vengono raggruppate insieme. Hai una foto, hai un episodio televisivo, un nuovo trailer, hai un video how-to su una caffettiera, hai uno spot del Super Bowl, hai Lawrence d’Arabia, è lo stesso.”

Scorsese ha anche elogiato la diffusa disponibilità di film al giorno d’oggi rispetto agli anni ’70 e ’80, ma ha anche osservato che

“Possono anche passare da un film al prossimo contenuto. Se non c’è il valore legato ad un film, ovviamente, questo potrà essere fatto a pezzi e dimenticato.”

Scorsese ha anche poi colto l’occasione per parlare dei siti aggregatori come Rotten Tomatoes e CinemaScore, dicendo:

“L’idea orribile che rinforzano [è] che ogni immagine, ogni immagine è lì per essere immediatamente giudicata e respinta senza dare al pubblico il tempo di vederla. Bisogna guardarle, magari rimuginare e poi prendere una decisione da soli. Così la grande forma d’arte del XX secolo, la forma d’arte americana, è ridotta solo al contenuto.”

Il grande regista ha quindi concluso con una nota alta, lodando gli amanti del cinema presenti al festival cinematografico del TCM. “Conoscete la differenza tra un video di YouTube e la grande forma d’arte americana“, ha concluso. “Si reagisce contro la svalutazione del cinema e dei film rivelandolo“.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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