Martin Scorsese spiega perché non è stato coinvolto in Joker e lo descrive come “molto diverso” da un cinecomic

Se avete seguito lo sviluppo del recente film di successo di Todd Phillips, Joker, allora probabilmente siete consapevoli del fatto che la genesi del film è iniziata con Martin Scorsese coinvolto, in qualche modo.

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Alcuni dicono che era in lizza per la regia, mentre altri pensano che avrebbe prodotto. Ad ogni modo, quando Joker è arrivato nei cinema il mese scorso, il nome del regista non era accreditato. E in una nuova intervista con Sam Asi della BBC Cinematic, ha spiegato perché non è stato coinvolto e perché Joker non rientra nell’ambito delle sue recenti critiche sui film di supereroi.

“Conosco Joker molto bene. Conosco molto bene Todd”, ha detto Scorsese. “Ci ho pensato molto negli ultimi quattro anni e ho deciso che non avevo tempo per farlo. Inoltre, hai ragione, è influenzato dal mio lavoro. Todd mi disse: ‘Marty, questa è tua‘, ed io ero tipo: ‘Non so se voglio farlo‘.”

Per quanto riguarda il modo in cui Joker si differenzia dall’attuale stile dei film coi supereroi, in particolare quelli che Scorsese ha criticato, il regista spiega che l’origin story rated-R è molto diversa dalle varie uscite della Marvel.

“Joker ha energia e mostra un’incredibile performance di Joaquin Phoenix, con tutto il resto”, ha spiegato Scorsese. “Quindi hai davanti a te un lavoro straordinario. Ma per me, in definitiva, non so se fare il passo successivo, che è la trasformazione di questo personaggio in uno di un fumetto. Si sviluppa in un’astrazione. Ciò non significa che sia cattiva arte. Potrebbe essere, ma non è per me.

E’ diverso dai film coi supereroi. È molto diverso. I film coi supereroi, come ho detto, sono un’altra forma d’arte. Non sono facili da realizzare. Ci sono molte persone di grande talento che fanno un buon lavoro. E molti giovani li apprezzano davvero tanto. Ma penso che sia più un’estensione di una sorta di parco divertimenti.”

Ed è in questo momento che Scorsese ha preso a spiegare i suoi commenti circa la descrizione “parco divertimenti” che hanno creato una vera tempesta sui social media.

“L’ho visto accadere nei primi anni ’70 a Hollywood, dove i responsabili degli studi parlavano di voler davvero avere, nel settore, un mondo Disney, in sostanza”, ha detto il regista. “Hanno sempre mirato in quella direzione. Quindi puoi visitare lo uno studio ed è come fare un giro in un parco a tema. Perché quindi non mettere un film all’interno? Perché non rendere il film parte di quell’esperienza?”

Quindi, perché questa è una cosa così brutta? Bene, Scorsese afferma che nell’era in cui i cinema si affidano sempre più a film coi supereroi per rimanere a galla, altri film, come quelli per adulti che il regista crea, vengono spinti da un lato.

“La mia preoccupazione è che i cineasti abbiano bisogno dei cinema”, ha detto. “La natura della quantità di denaro guadagnata dai film sui supereroi lascia intendere naturalmente che non puoi dire agli studi, alle corporazioni o ai proprietari dei cinema di smettere di fare soldi. D’altra parte, devono restituire qualcosa alla cultura. Devono creare uno spazio per i registi che devono vedere i loro film sullo schermo. Deve esserci un cambiamento di coscienza in questo settore.”

Qui sotto l’intervento:

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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