Men in Black: International, un rapporto fa luce su alcuni problemi avuti sul set

Un nuovo rapporto di THR fa luce su alcuni problemi che si sono verificati sul set di Men in Black: International, che hanno quasi portato il regista F. Gary Gray a lasciare il progetto. Secondo The Hollywood Reporter, il fallimento del film potrebbe avere a che fare con quello che è successo durante le riprese. Numerose riscritture e litigi per disaccordi si sono verificati tra il regista F. Gary Gray e il produttore di lunga data Walter Parkes.

Il regista F. Gary Gray è quasi uscito dal progetto quando il produttore Walter Parkes ha tentato di far rifare il copione al volo mentre lo studio ha cercato di limitare la propria esposizione finanziaria. “Il film aveva bisogno di un motivo in più per essere”, afferma un dirigente Sony.

Nel 2016, i massimi dirigenti della Sony Pictures, compreso il capo Tom Rothman, si sono trovati di fronte a un dilemma: avrebbero dovuto dare il via a un riavvio di Men in Black o inseguire l’idea di un crossover con un secondo franchise, 21 Jump Street? La posta in gioco era alta. Un passo falso avrebbe potuto uccidere un franchising. O due.

Inizialmente, Sony ha seguito l’idea di un crossover. Quel piano era ambizioso, e richiedeva nomi come Steven Spielberg, Walter Parkes al lavoro assieme a Chris Miller e Phil Lord per Jump Street. Ma quando il produttore di Jump Street, Neal Moritz, si è rifiutato di scendere a compromessi sul suo consueto patto per il primo dollaro, secondo diverse fonti con conoscenza nello sviluppo di entrambi i progetti, lo studio ha alla fine scelto per i Men in Black.

La Sony era intenzionata ad andare avanti, anche senza la star della trilogia originale, Will Smith. Si rendevano conto che però sarebbe stato un terno al lotto. Lo studio aveva già cercato di concludere un accordo con la megastar di Bad Boys 3 e, internamente, di far tornare l’attore insieme al co-protagonista della trilogia originale, Tommy Lee Jones, per un quarto film, ma a quanto pare la cosa è stata recepita come una proposta costosa e non lungimirante, stando a THR. Quella scelta, rilanciare il franchise con nuove star, avrebbe portato ad una battaglia tra regista e produttore e, in definitiva, un atterraggio di fortuna al botteghino. Men in Black: International – atteso rilancio di un franchise che ha incassato oltre 1,6 miliardi di dollari – ha aperto con soli 30,1 milioni negli Stati Uniti. Non proprio un grande risultato.

Nei mesi precedenti alla pubblicazione di International, Sony e alcuni esperti del settore avevano annunciato dei bassi pronostici per l’apertura del film, e alcune stime di fascia alta arrivavano a 38 milioni di dollari. Sony sperava di creare una nuova base di fan per MIB, pensando che International sarebbe stato in grado di capitalizzare la combinazione vincente Tessa Thompson e Chris Hemsworth dopo il loro team-up in Thor: Ragnarok.

Lo studio era inizialmente in accordo con la sceneggiatura di Art Marcum e Matt Holloway. “La sceneggiatura era buona”, dice un membro. “Non attrai Chris Hemsworth e Tessa Thompson se la sceneggiatura non è buona”. È un sentimento echeggiato da diversi addetti ai lavori che hanno familiarità con lo sviluppo di International.

Ma quando il dirigente della Sony ha supervisionato il progetto, la produzione di David Beaubaire, uscito dallo studio nell’estate del 2018, non è mai stata sostituita ed è iniziato un tiro alla fune. Il regista F. Gary Gray e Walter Parkes, il produttore veterano e confidente di Spielberg che ha contribuito a realizzare il film originale, si sono scontrati circa la visione del film. Parkes ha prodotto il film con sua moglie e socio d’affari di lunga data, Laurie MacDonald.

Le prime bozze della sceneggiatura sono state descritte come più spigolose e più attuali, legando la storia all’attuale dibattito sull’immigrazione. A un certo punto, un gruppo musicale alla The Beatles doveva essere il cattivo, con quattro persone che si fondevano in un cattivo. Diverse fonti descrivono Parkes, che aveva voce in capitolo sul taglio finale, come una persona con la mano pesante in quel contesto, sopratutto nella supervisione della riscrittura, non solo durante il processo di pre-produzione, ma durante la produzione in se.

Una fonte lascerebbe intendere che le nuove pagine sono arrivate quotidianamente agli attori, causando una certa confusione, oltre al fatto che alla fine è stata tolta ciò alcuni consideravano la sensibilità più moderna. Thompson e Hemsworth quindi assunsero i propri scrittori di dialoghi.

Due fonti affermano che a volte Parkes è intervenuto anche in incarichi di pilotaggio, anche se nonostante questo nessuna regola della Guild of America è stata violata. Gray ha cercato di uscire più volte dalla produzione, ma è stato convinto dallo studio a rimanere. Anche le “correzioni” sono state fonte di contesa tra il regista e il produttore, Walter pare si sia dimostrato sia l’incendiario che il pompiere.

Sorprendentemente, il processo di post-produzione è andato avanti in modo relativamente regolare. Non ci sono state riprese aggiuntive importanti e i test screening sono stati principalmente limitati ad amici e parenti. A quanto pare “non si trattava di una situazione Dark Phoenix”, dice una fonte intera allo studio, riferendosi al recente film di X-Men che ha affrontato riprese e ristrutturazioni dopo che le riprese principali si erano concluse.

Lo studio ha testato due tagli – quello di Gray, e quella di Parkes – con la versione di Parkes, che ha ottenuto l’approvazione finale, in fase di scelta. “Lo studio era un padrone di casa assenteista. Non si trovavano da nessuna parte”, dice un membro di International Insider, sottolineando la mancanza di indicazioni da parte di Sony per i molteplici disguidi scoppiati tra Parkes e Gray.

Ciò che Rothman assicurò, tuttavia, fu che l’esposizione dello studio limitata, in quanto il film alla fine è costato qualcosa come 110 milioni di dollari, e l’esecutivo ha portato il conglomerato cinese Tencent e diversi altri cofinanziatori a finanziare produzione e campagna marketing.

Alla fine, Men in Black: International ha ottenuto una valutazione del 25% su Rotten Tomatoes e una B su CinemaScore, indicando che il pubblico – quelli che si sono presentati – ha fatto spallucce. Eppure, in questi giorni di studi affamati di franchise, anche un fallimento come questo non ferma la macchina, e i dirigenti sono d’accordo: “Gli alieni che camminano tra noi sono al centro di una grande idea”, aggiunge il dirigente di Sony. “Men in Black sarà nuovamente rivisitato a un certo punto, che sia come serie, come progetto in streaming, o come un altro film”.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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