Mindhunter: la terza stagione non si farà (almeno per ora)

Mindhunter prodotta da David Fincher è una delle serie migliori targate Netflix, se non la migliore. Si tratta di una serie incentrata su due detective dell’FBI il cui scopo è quello di capire la psiche dei più famosi serial killer della storia americana. Una serie in pieno stile Fincher, caratterizzata da un’importante dose di suspense e introspezione dei personaggi, esplorando gli angoli più oscuri dell’animo umano (non solo parlanto dei serial killer) e della società statunitense.

Al momento la serie conta solamente due stagioni, ma una terza al momento sembra essere altamente improbabile vista la complicata produzione che le prime due hanno dovuto affrontare.

A parlarne è stato lo stesso Fincher durante una recente intervista per pubblicizzare il suo prossimo film prodotto con Netflix, Mank, e dei progetti passati e futuri che produrrà col colosso dello streaming, e pertanto se n’è approfittato per parlare di una possibile terza stagione di Mindhunter.

Purtroppo era già nell’aria la possibilità di non vedere mai una terza stagione di Mindhunter, ma ora l’aria si è fatta più pesante e questa eventualità ancor più solida. Fincher ha infatti dichiarato che la produzione della serie era qualcosa di tremendamente stancante e molto costosa, e nonostante ciò non riusciva a raggiungere dei numeri soddisfacenti a livello di audience:

Non so se ha senso continuare. Era una serie costosa. Aveva un pubblico appassionato, ma non abbiamo mai raggiunto i numeri che giustificassero il costo.

Inoltre il modo di lavorare di Fincher non ha di certo aiutato. Il regista di Fight Club è molto famoso per essere puntiglioso e preciso sui propri lavori, chiedendo di avere sempre il controllo su tutta la produzione e questo ha portato a degli scontri con il produttore Peter Mavromates e alla perdita dello showrunner durante la produzione della prima stagione.

Queste le parole di Fincher mentre va avanti con l’intervista:

Si tratta di una settimana di lavoro da 90 ore. Assorbe ogni aspetto della tua vita. Quando ho terminato il lavoro ero piuttosto esausto e ho detto ‘Non so se ho la forza ora di pensare alla terza stagione’.

Per ora sembrerebbe quindi che la terza stagione di Mindhunter non si farà, soprattutto ora che i contratti con Jonathan Groff, Holt McCallany e Anna Torv (i protagonisti della serie) si sono sciolti a causa degli altri impegni che Fincher ha intrapreso con Netflix (oltre a Mank abbiamo la serie animata Love, Death & Robots).

Se possiamo consolarci in qualche modo va detto che non si tratta di una porta completamente chiusa, ma solo di una pausa finché non si presenteranno le condizioni giuste per continuare la storia di questi contorti personaggi. Soprattutto se consideriamo le difficili situazioni produttive causate dal Covid, direi che per almeno altri due anni non sentiremo parlare della terza stagione di Mindhunter.

Infine, sempre andando avanti con l’intervista, Fincher ha parlato di come vorrebbe sviluppare la storia fino al finale:

La speranza era di arrivare fino alla fine degli anni ’90, all’inizio degli anni 2000, si sperava di arrivare fino alle persone che bussano alla porta a casa di Dennis Rader.

 

Fonte: Variety


Mindhunter è una serie televisiva del 2017 targata Netflix, creata da Joe Penhall, con soggetto di John E. Douglas e tratta dal libro di Mark Olshaker, e con Joe Penhall, Courtney Miles, Cean Chaffin, Joshua Donen, Charlize Theron, Beth Cono e David Fincher come produttori esecutivi.

La colonna sonora è composta da Jason Hill.

Nel cast Jonathan Groff (Holden Ford), Holt McCallany (Bill Tench), Anna Torv (Wendy Carr), Hannah Gross (Deborah “Debbie” Milford), Cotter Smith (Robert Shepard) e Michael Cerveris (Ted Gunn).

Andrea D'Eredità

Andrea D'Eredità

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