Mini-recensione: Arrow 4×12 “Unchained”

Arrow 4×12

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Se c’è una cosa che di Arrow mi fa imbestialire è che le stagioni sono piene di puntate piuttosto inutili, o meglio non inutili ma fine a se stesse, e poi all’improvviso arrivano con puntate come questa Unchained che ti permeano del vecchio istinto che Arrow aveva all’inizio, una serie action super eroistica con una tocco di dark realismo nolaniano.

Oddio, la quarta stagione ha decisamente riportato alla normalità classicista della DC la serie, ma arranca in continuazione.la trama di Damien Darhk ha già stufato e come un brodo che ha bisogno di essere tremendamente allungato, l’hanno sicuramente interrotta portando un nuovo villain carismatico che forse potrà portare rimedio dove Darhk ha fallito.

Questa puntata è stata una puntata dai vecchi fasti. L’isola, Nyssa, il ritorno di Roy anche se temporaneamente, ma la parte principale è sicuramente stata la parte della disfida informatica fra Calculator e Overwatch.

In quel “combattimento” a suon di tasti premuti e codici informatici abbiamo perfino una regia nuova che non avevamo ancora visto, con dei tocchi alla rocky balboa del web. Una puntata che ha fatto della capacità di Felicity di essere sempre il personaggio migliore della serie la sua forza.

Spero di vederne molte altre di puntate così, anche se non ci conto troppo.