Mini-Recensione: Arrow 4×16 “Broken Hearts”

Arrow 4×16

Arrow

Ok, dopo la visione della puntata di Arrow che avevo lasciato, un po’ perché questa serie stava diventando un po’ ripetitiva, un po’ perché dovevo recuperare Supergirl in vista del crossover, ecco che finalmente l’ho vista. 
Arrow ormai è diventata un uruboro di cose che si ripetono e onestamente la cosa annoia non poco, ma questa volta, come è successo anche a Gotham con le prime due puntate del mid-season, questa puntata è stata una rivelazione. Questo non vuol dire che la serie sia migliorata tutta d’un colpo, vuol dire solo che Greg Berlanti non si è limitato a produrre la puntata ma anche a dirigerla da dietro le spalle di un regista mestierante.
In questa puntata vediamo una classica avventura one-shot che potrebbe benissimo essere la trama di una mini-serie di due fumetti o di uno dei DC Comics Animated Movie, con la psicotica ed incredibilmente bella, nonché dotata di una espressività non indifferente, Cupid/Carrie Cutter intenta a fare carneficina di copie felici perché gli unici uomini che aveva amato, o per meglio dire, ossessivamente stalkerato fino a portarla alla follia, sono morti e ciò l’ha portata a pensare che tutto l’amore debba finire con la morte.
Fin qui niente di strano, anzi, la trama è una cosa piuttosto classica per i fumetti DC, una storia con una villain mordi e fuggi, con una piccola sottotrama, che spesso ricalca temi politici, giuridici o complottistici, del processo a quel villain orripilante che è Damien Dahrk.
Ma la cosa veramente interessante è lo sviluppo di una seconda sottotrama, portata all’estremo dalla ferma testardaggine di Felicity, dal freddo e poco convincente amore dimostrato da un Oliver che ogni volta cade di nuovo negli stessi errori, tutto contornato dalla minaccia di morte per mano di Cupid. Si potrebbe pensare che il tutto si sarebbe risolto in una bella coreografia di combattimento mozzafiato come questa serie ci ha sempre abituato, ed invece sorprende usando l’espediente del problema fra i due innamorati incrinati da una bugia per temporeggiare e quasi convincere che solo perché Cupid ha perso l’amore non vuol dire che debba cedere alla suo più disturbante follia e negare l’amore eterno a coloro che hanno avuto la fortuna di trovarsi.
 
Una piccolezza che ho trovato decisamente affascinate, nonostante poi il finale riporti tutto alla normalità e rompa quell’aria di “andrà tutto a finire bene” che nella chiesa durante il finto sposalizio di era creata.